9 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Set, 2026

Omicidio Diabolik, sette arresti. Gip: boss Senese fu il mandante «apicale»

Il luogo dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli

Secondo l’accusa, Fabrizio Piscitelli si era reso autonomo nel narcotraffico e versava al clan quote troppo basse. Leandro Bennato avrebbe organizzato l’agguato, Alessandro Capriotti attirato Diabolik alla panchina del Parco degli Acquedotti


Sette persone in carcere nell’inchiesta sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli, l’ultrà della Lazio conosciuto come Diabolik, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, a Roma.

Carabinieri e polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei presunti mandanti e di altri soggetti ritenuti coinvolti nel delitto. Al centro della ricostruzione degli inquirenti c’è Michele Senese. Storico capo dell’omonimo clan, indicato come «mandante apicale»: secondo l’accusa, avrebbe dato l’assenso preventivo ritenuto determinante per l’uccisione di Piscitelli.

Il movente sarebbe legato agli equilibri del narcotraffico romano. Secondo il gip, Piscitelli, pur affiliato al clan Senese, avrebbe acquisito autonomia nel traffico di droga e versato al gruppo somme troppo basse rispetto ai profitti delle sue attività. L’omicidio sarebbe stato quindi un’azione punitiva per riaffermare il controllo del clan.

Senese e l’assenso all’omicidio

Nella ricostruzione degli inquirenti, Senese avrebbe dunque avuto il ruolo più alto nella catena decisionale. L’omicidio, secondo il gip, sarebbe stato commesso con metodo mafioso e avrebbe avuto la finalità di agevolare il clan Senese.

Con Senese sono finiti in carcere altri esponenti di primo piano della criminalità romana. Tra questi Leandro Bennato, indiziato come mandante e organizzatore e indicato dagli investigatori al vertice di un gruppo criminale attivo nella Capitale.

Secondo l’accusa, sarebbe stato Bennato a deliberare l’eliminazione di Piscitelli, concorrente scomodo nel mercato della cocaina, L’obiettivo era estrometterlo e conquistare il controllo criminale della zona Tuscolana.

I sopralluoghi e lo scooter del killer

Bennato avrebbe inoltre pianificato la logistica dell’omicidio, effettuando sopralluoghi preliminari. Il giorno del delitto, avrebbe fornito un supporto diretto scortando su uno scooter rubato Raul Esteban Calderon, indicato nell’inchiesta come il killer di Piscitelli.

Calderon, alias Alejandro Gustavo Musumeci, era stato accusato dell’omicidio di Diabolik, ma è stato assolto in appello.

Un altro ruolo centrale viene attribuito ad Alessandro Capriotti. Broker della cocaina, secondo le indagini, avrebbe agito come gancio e mandante, partecipando alla preparazione della trappola.

L’appuntamento alla panchina del parco

Sarebbe stato Capriotti, secondo la ricostruzione, a fissare con Piscitelli un appuntamento alle 19 del 7 agosto 2019 al parco di via Lemonia. Dove Diabolik venne ucciso da un sicario, già appostato nella zona e travestito da runner.

Il movente: gli affari della droga

Secondo l’ordinanza del gip, Piscitelli sarebbe stato punito perché, pur affiliato al clan Senese, si era reso autonomo nel traffico di stupefacenti. E non avrebbe più corrisposto al gruppo la quota ritenuta dovuta sui profitti.

Avrebbe versato circa 2.000-3.000 euro al mese, somme considerate irrisorie dagli appartenenti al clan rispetto agli ingenti quantitativi di droga che, secondo l’accusa, commercializzava.

L’omicidio avrebbe quindi avuto anche la funzione di ristabilire la gerarchia criminale e riaffermare il potere del clan su un proprio affiliato.

I reati contestati a vario titolo ai sette indagati sono omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico.

Secondo gli inquirenti, dietro il delitto ci sarebbe stato un accordo tra diverse organizzazioni criminali attive a Roma, interessate a tutelare i rispettivi affari nel mercato della droga.

Il gip: «Soggetti di elevatissima caratura criminale»

Nell’ordinanza il gip definisce gli arrestati «soggetti di elevatissima caratura criminale, coinvolti nell’ambito di organizzazioni criminali di estrema determinazione nel perseguimento dei loro obiettivi».

Il giudice sottolinea inoltre come le recenti indagini abbiano evidenziato l’inserimento di Leandro Bennato e Giuseppe Molisso in quello che viene definito «il più pericoloso sodalizio criminale della Capitale», dedito al traffico di stupefacenti.

Quanto a Michele Senese, il gip lo descrive come uno «storico boss tuttora attivo, nonostante la detenzione da oltre dieci anni», e come guida dell’omonimo sodalizio di tipo mafioso radicato a Roma.

La guerra tra i gruppi criminali di Roma

L’ordinanza, di quasi 800 pagine, ricostruisce anche uno scenario più ampio di contrapposizione tra gruppi criminali. Da una parte quello albanese riconducibile a Elvis Demce, dall’altra quello riferibile a Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, che secondo il gip agirebbe sotto l’egida del clan Senese.

Per il giudice, il rischio di nuovi fatti di sangue sarebbe stato scongiurato soprattutto dai numerosi arresti avvenuti negli ultimi anni.

A testimoniare la violenza dello scontro, il gip richiama diversi episodi emersi nelle indagini successive all’omicidio di Piscitelli: il tentato omicidio di Leandro Bennato, gli appostamenti sotto l’abitazione di Fabrizio Fabietti, il tentato omicidio di Giuseppe Molisso e l’aggressione avvenuta in carcere ai danni di Calderon.

Un quadro che, secondo il gip, dimostra come l’omicidio di Diabolik non sia stato soltanto l’eliminazione di un uomo considerato ormai troppo autonomo, ma si inserisca nella più ampia lotta per il controllo del narcotraffico e degli equilibri criminali della Capitale.

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