Ottawa risponde alle tariffe americane con nuovi dazi su abbigliamento, formaggi, componenti metallici e legname. Carney promette una risposta «dollaro per dollaro». Trump alza lo scontro contro il colosso aeronautico canadese
La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada sale di livello. Da oggi sono entrati in vigore i nuovi dazi canadesi su circa 20 miliardi di dollari di importazioni dagli Stati Uniti. La risposta di Ottawa alle tariffe imposte dall’amministrazione Trump dopo il fallimento dei negoziati commerciali tra i due Paesi.
Le contromisure colpiscono una vasta gamma di prodotti americani, dall’abbigliamento ai formaggi, dai componenti metallici al legname. Il governo del premier Mark Carney ha scelto una strategia dichiaratamente speculare: rispondere «dollaro per dollaro» alle misure statunitensi.
Trump minaccia Bombardier
A poche ore dall’entrata in vigore dei nuovi dazi, Donald Trump ha alzato ancora i toni prendendo direttamente di mira Bombardier, il colosso aeronautico canadese.
«Niente più vendite di Bombardier negli Stati Uniti», ha scritto il presidente americano sui social, accusando contemporaneamente il Canada di ostacolare banche e aziende statunitensi.

Trump ha quindi lanciato il suo invito agli americani:
«Comprate americano. Volate con compagnie americane. Bevete liquori e bevande americane. Navigate sul Lago America».
Bombardier ha replicato ricordando il peso delle proprie attività nell’economia statunitense: l’azienda produce componenti essenziali, comprese parti delle ali, in California e Texas e sostiene di contribuire alla creazione di decine di migliaia di posti di lavoro negli Stati Uniti.
Carney promette risposta «dollaro per dollaro»
Lo scontro arriva dopo settimane di tensioni sempre più forti. Carney ha cercato di presentarsi come l’argine alla politica commerciale di Trump, arrivando a descrivere il Canada come un Paese «in guerra» sul fronte commerciale.
Washington, dal canto suo, ha più volte attaccato Ottawa e Trump ha già minacciato ulteriori dazi sulle automobili canadesi, arrivando a evocare la possibilità di bloccare completamente gli scambi commerciali tra i due Paesi.
Per il momento l’impatto diretto delle nuove misure potrebbe essere limitato, perché i prodotti interessati rappresentano soltanto una parte degli enormi scambi annuali tra Stati Uniti e Canada. Il rischio maggiore è però quello di una spirale di ritorsioni, con tariffe progressivamente più estese e costose per imprese e consumatori su entrambi i lati del confine.
Lo scontro iniziato a luglio
La crisi commerciale era esplosa apertamente a luglio, quando Trump ha accusato il Canada di discriminare le industrie statunitensi e minacciato dazi del 50% su alcuni prodotti canadesi in assenza di un accordo entro trenta giorni.
I negoziati sono proseguiti per settimane, ma ad agosto sono naufragati. Washington ha quindi imposto nuove tariffe su centinaia di prodotti canadesi, tra cui vino, formaggi, abbigliamento e mazze da hockey. Ottawa ha immediatamente annunciato misure analoghe dopo il Labor Day.
Ora la risposta è entrata in vigore e lo scontro commerciale tra due alleati storici rischia di allargarsi ancora. Trump sta infatti preparando anche una nuova serie di dazi contro decine di altri Paesi, che potrebbe essere annunciata già questa settimana.
































