23 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Ago, 2026

Migranti, scontro Italia-Germania: Piantedosi attacca le Ong tedesche sui dublinanti

Il braccio di ferro tra Roma e Berlino sul dossier migranti si è riacceso nelle ultime settimane, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che torna a puntare il dito contro le organizzazioni non governative tedesche impegnate nei soccorsi in mare.

Al centro della disputa ci sono i cosiddetti “dublinanti“, i migranti che la Germania vorrebbe trasferire in Italia in quanto Paese di primo ingresso nell’Unione europea, e il ruolo delle Ong tedesche che negli ultimi anni hanno sbarcato decine di migliaia di persone sulle coste italiane.

Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi, dall’insediamento del governo Meloni nell’ottobre 2022 fino alla metà di agosto 2026 le Ong tedesche hanno portato in Italia oltre 22mila migranti, pari a più della metà di tutti gli sbarchi riconducibili al mondo del volontariato marittimo.

Tra le sigle più attive figurano Sos Mediterranée, Sos Humanity e Resqship, tutte legate alla Germania. Un dato che il Viminale utilizza come argomento politico nel negoziato bilaterale: se Berlino chiede la restituzione dei dublinanti, sostiene Piantedosi, deve anche farsi carico delle conseguenze delle attività di soccorso condotte dalle proprie Ong nel Mediterraneo.

La vicenda dei tre dublinanti

Il caso più delicato riguarda tre persone, un’irachena, un somalo e un afghano, entrate per la prima volta nell’Unione europea attraverso l’Italia e successivamente approdate in Germania, dove hanno chiesto asilo.

Berlino, applicando le regole del regolamento di Dublino tornate pienamente operative con il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo entrato in vigore il 12 giugno scorso, ne ha chiesto il trasferimento a Roma. Il governo italiano, però, ha fatto sapere per iscritto di non essere disposto ad accoglierli.

In una lettera dai toni cordiali ma di sostanza netta, indirizzata all’omologo tedesco Alexander Dobrindt, Piantedosi ha spiegato che i tre casi sono precedenti al 12 giugno e rientrano quindi nell’azzeramento del pregresso concordato con Berlino nell’ambito dell’intesa bilaterale di fine 2025.

Per il Viminale accettare anche un solo caso antecedente a quella data rischia di aprire un precedente pericoloso, che la Germania e altri Paesi europei potrebbero invocare in futuro per altre migliaia di richieste analoghe.

Da parte tedesca, tuttavia, la lettura è opposta: il ministero dell’Interno di Berlino ha fatto sapere di essere sorpreso dalle tensioni sollevate da Roma, ribadendo che gli accordi bilaterali siglati nell’autunno 2025 prevedono esplicitamente la piena applicazione delle norme di Dublino dall’entrata in vigore del sistema comune europeo di asilo. Le espulsioni verso l’Italia, ha fatto sapere la portavoce del ministero tedesco, “si faranno“.

Il pressing sulle compensazioni

Nel negoziato tra i due ministeri dell’Interno, che prosegue attraverso contatti diretti tra Piantedosi e Dobrindt, l’Italia continua a insistere sul principio della compensazione: se la Germania vuole rimandare indietro i migranti transitati dall’Italia, sostiene il Viminale, dovrebbe farsi carico in qualche forma degli oltre ventimila migranti sbarcati sulle coste italiane grazie alle navi delle Ong con base o finanziamento tedesco. Una parte di queste organizzazioni, ricorda il governo italiano, riceve fondi pubblici da Land e amministrazioni locali tedesche.

Sul fronte politico, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini è tornato ad attaccare duramente le organizzazioni umanitarie impegnate nei soccorsi, chiedendo ai governi di Germania e Spagna di “richiamare all’ordine” le rispettive Ong, accusate di trasportare in Italia migranti considerati irregolari dal governo italiano.

Una posizione che si inserisce nella più ampia strategia dell’esecutivo Meloni di collegare la questione degli sbarchi delle Ong straniere al tema, sempre più caldo, del riparto delle responsabilità tra Stati membri previsto dal nuovo Patto europeo su migrazione e asilo.

Verso un compromesso

Nonostante i toni duri delle ultime settimane, fonti diplomatiche riferiscono che il dialogo tra Roma e Berlino non si è mai interrotto e che tra i due governi starebbe maturando un’ipotesi di compromesso che consenta a entrambe le parti di rivendicare un risultato politico.

Un’eventuale intesa dovrebbe conciliare la richiesta tedesca di applicare le regole di Dublino con la linea italiana dell’azzeramento dei casi pregressi, evitando al tempo stesso di creare un precedente che complichi la gestione dei futuri trasferimenti tra i due Paesi.

La partita, in ogni caso, va ben oltre il caso dei tre dublinanti: riguarda l’equilibrio complessivo del nuovo sistema europeo di asilo, entrato in vigore da poco più di due mesi, e la capacità di Italia e Germania di trovare un’intesa duratura su un tema che continua a dividere i governi europei.

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