22 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Ago, 2026

Bagno di folla per Papa Leone XIV a Rimini: “No ai poteri ingiusti”

Una giornata storica per Rimini e per San Marino, quella vissuta sabato con la visita di Papa Leone XIV, atteso da mesi dalla comunità diocesana romagnola. Il Pontefice è atterrato in elicottero poco prima delle 15 all’eliporto della Fiera di Rimini, sede del Meeting per l’amicizia fra i popoli organizzato da Comunione e Liberazione, dove lo attendeva una presenza record di circa 60mila persone.

L’accoglienza riservata a Leone XIV è stata descritta come un vero bagno di folla, sia all’esterno sia all’interno dei padiglioni della Fiera, transennati per centinaia di metri per consentire il passaggio del corteo pontificio. I giovani presenti hanno intonato cori da stadio al suo arrivo, in un clima di grande entusiasmo popolare.

Prima di rivolgersi ai partecipanti, il Papa ha visitato alcuni padiglioni: la prima tappa è stata la mostra dedicata a Sant’Agostino, dove è stato accolto dal superiore degli agostiniani Joseph Farrell e dal cardinale di Algeri Jean-Paul Vesco. Arrivato al padiglione dedicato ai ragazzi, il Pontefice ha rivolto loro un saluto a braccio, ringraziando per l’accoglienza e l’entusiasmo, segno, ha detto, dello Spirito.

Ha quindi richiamato le parole di Giovanni Paolo II sulla necessità di comunione nel mondo contemporaneo, sottolineando come questa comunione debba partire proprio dai giovani, capaci di costruire amicizia e rispetto reciproco per la pace. Il mondo ha bisogno di voi, della vostra carità, della vostra fedeltà, ha affermato Leone XIV rivolgendosi direttamente ai ragazzi presenti.


Nel suo intervento ufficiale al Meeting, il Papa ha ricordato l’insegnamento di Papa Francesco contenuto nell’enciclica Fratelli tutti sulla coltivazione dell’amicizia sociale, definita volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Leone XIV ha sottolineato come, prima di confini, definizioni e istituzioni, vengano sempre le persone, una consapevolezza che considera al cuore del cristianesimo.

Il Pontefice ha ringraziato Comunione e Liberazione per non aver trasformato il Meeting in un’enclave, ma per averlo reso un crocevia per la Chiesa e per la società. Il Papa ha poi lanciato un appello per la costruzione di un nuovo modello di società, invocando la liberazione della convivenza dal sospetto, della cultura dalla prepotenza, dell’educazione dall’ideologia e del lavoro dall’idolatria del profitto.

Ha chiesto inoltre di affrancare la tecnologia e la finanza da quelli che ha definito i business della morte, invitando a smascherare i rapporti di potere ingiusti alla radice di povertà, diseguaglianze, guerra e disastri ambientali. Occorrono pionieri coraggiosi, ha aggiunto, capaci di cominciare dalla propria inversione di rotta per rendere credibile la conversione richiesta a tutti.


Prima di Rimini, Leone XIV aveva fatto visita alla Repubblica di San Marino, accolto dai Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva e accompagnato da una delegazione vaticana di alto livello, con il segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, il sostituto monsignor Paolo Rudelli e il segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Paul Richard Gallagher.

Nella Basilica del Titano, incontrando la diocesi, il Papa ha parlato di un mondo ferito da molti conflitti, segnato da un aumento di violenze, chiusure e paura dell’altro, invitando la comunità a rispondere con maggiore convinzione sulla via del Vangelo. Rivolgendosi alle autorità sammarinesi, il Pontefice ha riflettuto sul valore della libertà, sottolineando che non esiste vera libertà civile senza il rispetto della dignità della persona umana.

Ha reso omaggio a quanti, nel mondo, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza, citando anche san Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici. Nel corso della visita, Leone XIV si è affacciato dal balcone del Palazzo Pubblico per un saluto e una benedizione ai fedeli riuniti in Piazza della Libertà, diventando il primo Pontefice a farlo negli ultimi decenni, una facoltà concessa solo ai Capitani Reggenti.

Il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, aveva descritto l’incontro con il Papa come il più grande spettacolo dopo il big bang, citando una nota espressione di Jovanotti, per rendere l’attesa che ha accompagnato la giornata.

Dopo il Meeting, il Papa ha partecipato a un incontro con le persone fragili nella Cattedrale di Rimini e presieduto la Santa Messa a piazzale Boscovich, sulla spiaggia, dove hanno partecipato circa 25mila persone. Si tratta della prima visita di un Papa in città dopo quella di Giovanni Paolo II, oltre quarant’anni fa.

All’organizzazione dell’evento hanno lavorato più di 600 volontari, provenienti dalle parrocchie della diocesi e da altre realtà ecclesiali italiane, impegnati nell’accoglienza, nell’assistenza e nell’orientamento dei partecipanti. Il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi, ha sottolineato come l’evento rappresenti molto più di un grande appuntamento da organizzare, definendolo un’autentica esperienza di Chiesa, resa possibile dalla disponibilità di tante persone che hanno messo a servizio tempo, energie e competenze.

Tra i doni che la diocesi riminese ha consegnato al Pontefice figura una copia anastatica del Codice Gradenighiano, manoscritto trecentesco della Divina Commedia conservato nella Biblioteca Gambalunga di Rimini, impreziosito da 24 miniature.

Alla celebrazione sulla spiaggia hanno partecipato 354 sacerdoti e diaconi con stole ispirate al mosaico del Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna. Il Papa ha lasciato a sua volta in dono alla diocesi un calice destinato all’uso liturgico, mentre tra gli altri doni figura anche una raccolta di testimonianze di malati e famiglie, realizzata dai detenuti della casa circondariale di Rimini.

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