6 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Ago, 2026

Infantino resta alla guida della Fifa: scuse alle federazioni, ma la crisi non è chiusa

Gianni Infantino

Il vertice di Rabat conferma la fiducia nel presidente dopo il fallito progetto di cedere il 21% dei diritti commerciali dei Mondiali. Lettera di scuse alle 211 federazioni, ma restano le tensioni con la Uefa e la fronda interna


Gianni Infantino resta alla guida della Fifa. Dopo il vertice di crisi di Rabat, in Marocco, la federazione internazionale ha confermato piena fiducia nel presidente, nonostante le polemiche sul progetto di vendita del 21% dei diritti commerciali dei Mondiali a investitori privati, poi definitivamente archiviato.

Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, la Fifa rivela che Infantino ha inviato una lettera di scuse ai membri del Consiglio e alle 211 federazioni nazionali per non averli consultati prima di sostenere il progetto.

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Le scuse per il progetto ritirato

Secondo la Fifa, durante la riunione è stato riconosciuto che sono stati commessi errori sia nella gestione della proposta sia nella comunicazione successiva alla fuga di notizie sui media.

«Non era nostra intenzione che il Consiglio della Fifa e le federazioni si sentissero escluse dal processo. La procedura avrebbe dovuto essere gestita diversamente», si legge nella nota. Infantino si è impegnato formalmente a evitare che episodi simili possano ripetersi. La Fifa ha annunciato una revisione interna e un rapporto che sarà presentato al prossimo Consiglio.

La rivolta interna alla Fifa

La riunione di Rabat è arrivata dopo giorni di crescente isolamento per Infantino. Il principale consulente esterno della Fifa, il banchiere Carlos Cordeiro, si è dimesso, mentre Arsène Wenger, responsabile dello sviluppo globale del calcio per la federazione, ha preso le distanze dal progetto, sostenendo di non esserne stato informato.

Secondo il Times, in una riunione interna senza Infantino quasi tutti gli alti dirigenti della Fifa hanno espresso la loro contrarietà al piano. Anche il segretario generale Mattias Grafström, considerato il principale braccio operativo della Fifa, ha espresso forti riserve.

Ad aumentare la pressione sono arrivate anche le parole di Luis Figo, in passato vicino a Infantino, che lo ha definito «una reliquia del passato» e ha chiesto le sue dimissioni. La pressione interna era ormai arrivata a mettere in discussione la leadership di Infantino, che fino a poche settimane fa appariva il candidato naturale alla riconferma nelle elezioni del marzo 2027.

A quel punto il presidente della Fifa ha convocato a Rabat i responsabili finanziari, legali e operativi dell’organizzazione per ricompattare il vertice. Solo al termine della riunione è arrivato il comunicato di pieno sostegno.

La Fifa conferma piena fiducia a Infantino

Nonostante le critiche delle ultime settimane, il gruppo dirigente ha ribadito il proprio sostegno al presidente. «I membri della dirigenza della Fifa presenti alla riunione hanno riaffermato il loro pieno sostegno al presidente Gianni Infantino, unico dirigente eletto dalle 211 federazioni affiliate», afferma il comunicato.

Secondo la Fifa, il confronto servirà a migliorare i rapporti tra il presidente, il segretario generale Mattias Grafström e il management, rafforzando la governance dell’organizzazione e la fiducia nelle sue istituzioni.

Il progetto cancellato, Fifa al contrattacco

La proposta, denominata Fifa Forward Enterprise (FFE), prevedeva la cessione del 21% dei diritti commerciali della Fifa a investitori privati. Il piano è stato definitivamente ritirato.

L’organizzazione precisa però che, pur riconoscendo gli errori procedurali, tutto sarebbe avvenuto nel rispetto delle norme interne. Con il progetto ormai archiviato, la Fifa avverte che non tollererà ulteriori attacchi alla propria integrità, alla governance e alle procedure decisionali e annuncia che adotterà «tutte le misure necessarie» per difendere il proprio nome e la propria reputazione.

La sfida con la Uefa resta aperta

Le tensioni con la Uefa, tuttavia, non sembrano destinate a diminuire. Il calcio europeo continua infatti a chiedere una revisione della governance della Fifa e starebbe cercando un candidato da contrapporre a Infantino nelle elezioni presidenziali del prossimo marzo, che si terranno proprio a Rabat.

Intanto Infantino prosegue regolarmente la propria agenda internazionale. Dopo il vertice in Marocco volerà in Colombia per partecipare all’insediamento del nuovo presidente Abelardo de la Espriella. Un segnale che per Infantino la crisi è chiusa e il mandato prosegue.

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