Quarantasei anni dopo l’attentato alla stazione, la città si ferma per onorare le 85 vittime. Al corteo anche la famiglia di Fakir
Bologna si è fermata questa mattina per ricordare le 85 vittime della strage alla stazione del 2 agosto 1980, il più grave attentato terroristico della storia repubblicana. Alle 10:25, l’ora esatta dell’esplosione, un lungo fischio di treno ha attraversato la città, mentre migliaia di persone hanno raggiunto la stazione per il tradizionale corteo commemorativo. Tra i partecipanti anche i familiari di Fakir, l’uomo morto durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro.
Il messaggio del Quirinale
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che il dolore per le vittime, la commozione per lo strazio e lo sgomento per la distruzione si rinnovano ogni anno, rilanciando l’impegno a difendere i valori di libertà, giustizia e democrazia che la strategia neofascista puntava a distruggere.
Il Governo: Meloni non menziona la matrice neofascista
«46 anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci», commenta la premier Meloni. Protestano i familiari delle vittime, che parlano di «continui tentativi di revisionismo: le sentenze hanno mostrate la matrice neofascista». La segretaria del Pd Schlein rimprovera al governo «di non conoscere la storia».
Il Senato: La Russa richiama la sentenza definitiva
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, ha ricordato su Facebook che la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva la responsabilità della strage alla matrice fascista, sottolineando come sia doveroso proseguire nella ricerca della verità completa, unendosi alle richieste arrivate da più parti in questo senso.
Il sindaco Lepore: «Bologna non è una città dell’odio»
Dal palco della commemorazione, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha respinto la narrazione di una città cupa e dilaniata dalla paura, raccontando invece una Bologna che ogni giorno sceglie di prendersi cura di sé partendo dai più fragili, visibile anche nelle scuole piene di bambini che rappresentano il futuro della città. Il primo cittadino è stato accolto da applausi al corteo.
L’opposizione: Bonelli (AVS) e Zampa (Pd)
Duro il commento del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, secondo cui una parte della destra porterebbe avanti da tempo un’offensiva contro la verità giudiziaria sancita dalle sentenze definitive, arrivando fino a mettere in discussione la condanna di Gilberto Cavallini per concorso nella strage. Per Bonelli, chi ricopre incarichi istituzionali avrebbe il dovere di rispettare le sentenze passate in giudicato, non di alimentarne il sospetto quando non coincidono con la propria appartenenza politica.
Sulla stessa linea la senatrice del Partito Democratico Sandra Zampa, che ha parlato di un ricordo indelebile capace di segnare la storia di un Paese, sottolineando come la partecipazione di oggi confermi che quanto avvenuto contro la democrazia e contro Bologna, città medaglia d’oro della Resistenza, non sarà mai dimenticato.



























