1 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Ago, 2026

Sanità integrativa, la risoluzione di Zaffini in X Commissione: raddoppiare la platea da 15 a 30 milioni di italiani

ROMA (ITALPRESS) – Raddoppiare da 15 a 30 milioni la platea dei cittadini coperti dalla sanità integrativa, riordinare con un testo unico un settore oggi frammentato e spostare il baricentro dei fondi dalla duplicazione delle prestazioni pubbliche alla prevenzione e alla Long Term Care. Sono i cardini della proposta di risoluzione autonoma depositata dal presidente della 10ª Commissione del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Francesco Zaffini, al termine dell’indagine conoscitiva sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria.

Il documento – un atto di indirizzo che impegna il Governo – muove da una fotografia del settore. Oggi soltanto il 24 per cento della popolazione è coperto da sanità integrativa, contro una media dell’Unione Europea indicata al 75 per cento, con un contributo medio per beneficiario di 190 euro a fronte dei 260 euro europei. La copertura risulta inoltre socialmente sbilanciata: ne beneficiano soprattutto i lavoratori dipendenti tutelati dalla contrattazione collettiva, mentre i pensionati rappresentano appena il 3 per cento degli iscritti ai fondi pur esprimendo il maggior bisogno di cure. Sul fronte della spesa, il testo ricorda che quella sanitaria privata ha toccato nel 2022 il valore più alto della serie storica, 41,5 miliardi di euro; considerando anche i circa 25 miliardi destinati a prestazioni socio-assistenziali, la spesa sostenuta dai cittadini «di tasca propria» si aggirerebbe intorno ai 70 miliardi, dei quali solo 5 intermediati.

Sette gli impegni richiesti all’Esecutivo. Sul versante dell’ampliamento della platea, la risoluzione indica il contrasto all’elusione contributiva – oggi solo il 55 per cento dei lavoratori privati è coperto, per effetto di imprese che non versano ai fondi quanto stabilito dai rispettivi CCNL – con l’introduzione di una contitolarità dei fondi sul recupero dei contributi omessi, anche in collaborazione con gli Ispettorati del lavoro; l’estensione dei piani sanitari contrattuali ai nuclei familiari; il mantenimento dell’iscrizione durante la quiescenza con finanziamento volontario; lo sviluppo della copertura nel pubblico impiego.
Sul versante regolatorio, il testo chiede misure omogenee e più stringenti in materia di trasparenza e rendicontazione, un testo unico che ricomponga «una regolazione oggi troppo frammentaria e lacunosa», il rafforzamento dell’Osservatorio e dell’Anagrafe presso il Ministero della Salute, forme più organiche di coordinamento con IVASS e Agenas e una rimodulazione degli ambiti di operatività dei fondi, così che le prestazioni extra-LEA trovino maggiore spazio nei piani sanitari.

La risoluzione fissa un perimetro esplicito: la riforma dovrà configurare la sanità integrativa come strumento di integrazione «con e del» Servizio sanitario nazionale, in una logica di sussidiarietà e senza mettere in discussione i principi fondamentali del SSN, primo fra tutti quello di universalità. L’ultimo impegno chiede infine al Governo di accompagnare la riforma con una valutazione della sua «convenienza sociale», affinché il Parlamento disponga di elementi per stabilire se le risorse pubbliche impiegate in vantaggi fiscali agli aderenti producano benefici superiori a quelli ottenibili mantenendo le stesse risorse nella fiscalità generale.

Il testo sarà ora sottoposto al voto della Commissione. Una volta approvato, costituirà la linea di indirizzo del Governo in vista di una riforma che Zaffini ha più volte indicato come realizzabile a legislazione vigente.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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