Dopo il gran rifiuto di Pep Guardiola, la Nazionale pareva aver trovato il suo nuovo commissario tecnico nella figura di Andrea Pirlo, ex centrocampista juventino e oggi allenatore dello United Fc di Dubai. Ma sul suo profilo incombe l’ombra dei legami con una nota compagnia di calcioscommesse russa, che ha spinto diversi esponenti politici ha chiedere un passo indietro del ct in pectore scelto dalla nuova gestione firmata Giovanni Malagò.
Sfumata l’ipotesi Pep Guardiola, che ha declinato l’offerta della Figc, la strada verso la panchina della Nazionale sembra ormai tracciata per Andrea Pirlo. L’accordo tra l’ex centrocampista bianconero, attualmente alla guida dello United Fc di Dubai, e i vertici del calcio italiano — il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo — sarebbe praticamente definito.
Il procuratore di Pirlo, Tullio Tinti, ha già avviato le pratiche per liberare l’allenatore dal contratto con il club emiratino, e la giornata di domenica 26 luglio è considerata decisiva per la chiusura dell’operazione, con l’annuncio ufficiale atteso per martedì 28.
A complicare il quadro, però, è esplosa nelle ultime ore una polemica politica che rischia di far vacillare la nomina. Al centro del caso c’è il ruolo di Pirlo come global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo, legato alla sua esperienza professionale allo United Fc: il presidente e proprietario del club, Sergey Lomakin, ha infatti interessi diretti nella società di scommesse.
Non è tanto la sponsorizzazione legata al gioco d’azzardo — da cui l’allenatore si smarcherebbe immediatamente in caso di nomina — a far discutere, quanto l’essere stato per mesi un volto associato alla Russia di Vladimir Putin.
A riaccendere le polemiche ha contribuito anche un episodio dello scorso maggio, quando Pirlo, insieme all’ex difensore Marco Materazzi, si è recato a Mosca per partecipare al Football Day, un evento organizzato proprio da Fonbet allo stadio Luzhniki in occasione della Superfinale della Coppa di Russia.
In quell’occasione l’allenatore fu ripreso mentre firmava autografi accanto a protagonisti del calcio russo, proprio in coincidenza con uno dei più massicci attacchi missilistici e con droni ordinati da Putin su Kiev. L’episodio aveva già suscitato critiche sui social e da parte di atleti ucraini, tra cui lo skeletonista Vladyslav Heraskyevych, escluso da Milano-Cortina.
Sul fronte politico, il pressing contro la scelta di Pirlo si è fatto insistente. Mauro Berruto, ex ct della nazionale di volley e oggi responsabile Sport del Pd, ha auspicato che, in caso di nomina, il tecnico rinunci subito al ruolo con Fonbet, sottolineando la valenza istituzionale ed esemplare della carica di commissario tecnico.
Critiche sono arrivate anche da altri esponenti come il leader di Azione Carlo Calenda e l’eurodeputata Pina Picierno, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ha osservato come il profilo di Pirlo appaia distante da quello di Guardiola, definendo la scelta quasi un azzardo. Toni ancora critici sono arrivati anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
Sul web è intanto comparso l’hashtag #Maldiniout, mentre diversi commentatori hanno criticato l’allenatore per aver, a loro dire, incassato compensi legati alla Russia senza porsi interrogativi sulla loro provenienza.
Di fronte alla tempesta politica e mediatica, il presidente della Figc Giovanni Malagò è chiamato a una mediazione delicata. Il numero uno del calcio italiano ha annunciato che nel pomeriggio si procederà comunque alla definizione di una short list per il nuovo ct, pur non escludendo che l’annuncio ufficiale possa slittare rispetto ai tempi previsti, mentre valuta l’intero quadro prima di ratificare in via definitiva la scelta indicata da Maldini e Leonardo.



























