Il sito del Dipartimento della Difesa riportava 18 vittime, 11 in azioni ostili e sette in incidenti. Il totale è poi sceso a 14 senza una spiegazione dettagliata. Il Pentagono attribuisce la variazione ad «anomalie del sito». Ma ci sono altre spiegazioni
Il numero dei militari americani morti nella guerra contro l’Iran sul sito del Pentagono è improvvisamente diminuito. Mercoledì il dipartimento della Difesa indicava 18 vittime. Giovedì, ieri, il bilancio ufficiale è sceso a 14.
Non è cambiato solo il totale: è cambiata anche la ripartizione. Mercoledì il sito riportava 18 vittime complessive: 11 cadute sotto il fuoco nemico e 7 morte in incidenti, tra cui l’equipaggio di un aereo cisterna KC-135 precipitato in Iraq. Giovedì il totale è stato ridotto a 14 vittime, con 7 classificate come morte in azioni ostili. Il Dipartimento della Difesa non spiega come siano state riclassificate le quattro vittime escluse dal conteggio. Si tratta dei quattro soldati morti lo scorso fine settimana: tre in Giordania e uno nel nord dell’Iraq.
Secondo alcuni funzionari militari la ragione dell’esclusione è che i decessi sono avvenuti dopo l’annuncio del cessate il fuoco fatto dal presidente Donald Trump in aprile.
Ma il portavoce ad interim del Pentagono, Joel Valdez, ha fornito una versione diversa. Si tratta di «temporanee interruzioni dei dati» e di alcune anomalie del sito destinate a essere risolte rapidamente.
Le informazioni sugli attacchi iraniani
Dopo la fine del cessate il fuoco, il Pentagono ha diffuso poche informazioni sulla strategia militare americana e ha comunicato con ritardo il numero dei feriti. L’ultima conferenza stampa approfondita sulla guerra risale all’inizio di maggio.
Per il dipartimento della Difesa rendere pubblici i dettagli degli attacchi iraniani contro le basi compromette la sicurezza delle operazioni.
Secondo diversi funzionari americani, la scorsa settimana il Pentagono non avrebbe inizialmente comunicato tre attacchi condotti dall’Iran in Giordania. Decine di militari statunitensi sono rimasti feriti e diversi elicotteri danneggiati.
Dopo l’attacco iraniano che venerdì ha ucciso tre soldati in Giordania, il principale portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha detto che il numero complessivo delle vittime e dei feriti americani, dal 7 luglio era salito a quasi cento.
I funzionari della Difesa sono obbligati per legge a comunicare le morti dei militari, ma non il numero dei feriti. Alcuni senatori democratici chiedono che la Casa Bianca informi l’opinione pubblica sull’andamento della guerra.
Le accuse all’amministrazione Trump
«L’amministrazione sembra avere serie difficoltà a essere onesta su ciò che sta accadendo. Non soltanto sulle vittime ma sulla guerra nel suo complesso», ha dichiarato al Nyt il generale in pensione Ben Hodges, veterano delle guerre in Iraq e Afghanistan ed ex comandante delle forze americane in Europa.
Secondo Hodges, ridimensionare il numero delle vittime durante un conflitto dimostra «la mancanza di volontà o l’incapacità di imparare in modo deciso dagli errori».
Trump e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno ripetutamente attribuito all’ex presidente Joe Biden, all’ex segretario alla Difesa Lloyd Austin e a Kamala Harris la responsabilità personale per la morte dei 13 militari americani uccisi nell’attentato suicida all’aeroporto di Kabul nel 2021. «Quelle persone non sarebbero dovute morire», disse Trump nel 2024, sostenendo che erano morte «a causa di Biden e Kamala» come se fossero stati loro stessi «a premere il grilletto».
Nell’attentato ad Abbey Gate, uno degli ingressi dell’aeroporto di Kabul durante la caotica evacuazione americana dall’Afghanistan, morirono anche decine di cittadini afghani.
Trump continua a parlare di 18 morti
Nonostante la modifica apportata dal Pentagono, Trump continua a indicare il bilancio più alto. Ieri, giovedì, parlando delle perdite subite dagli Stati Uniti nelle guerre precedenti e nel conflitto contro l’Iran, il presidente ha detto che anche una sola morte «è una di troppo, ma qui sono 18».
Il giorno prima Trump era alla base aerea di Dover, in Delaware, al rientro delle salme dei quattro militari esclusi dal nuovo conteggio. Che ha definito «grandi eroi».
«Tutti loro hanno detto con grande fermezza che non possiamo permettere all’Iran di avere un’arma nucleare, quindi li onoreremo», ha dichiarato ai giornalisti prima della cerimonia. Poi, Trump, ha portato la famiglia in lutto di uno dei soldati a un suo comizio politico in Georgia.





























