23 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Lug, 2026

«L’Iran ha colpito nove basi Usa». Le immagini del Nyt che smentiscono Trump

Struttura militare Usa, Erbil, in Iraq

Missili e droni iraniani hanno danneggiato installazioni Usa in Giordania, Kuwait, Bahrein e Iraq. Tre soldati sono morti e quasi una dozzina di feriti è stata trasferita in Germania. L’analisi del New York Times contraddice le dichiarazioni della Casa Bianca


Gli attacchi americani e le dichiarazioni dell’amministrazione Trump sulla distruzione delle capacità militari iraniane, non impediscono a Teheran di continuare a colpire obiettivi Usa in Medio Oriente.

Il New York Times, attraverso immagini satellitari, video e fotografie ha verificato i danni provocati dagli attacchi iraniani contro almeno nove basi e installazioni militari americane nelle due settimane successive alla fine del cessate il fuoco.

Secondo il quotidiano, i raid hanno danneggiato alloggi dei militari, aree operative, hangar, rifugi per droni, sistemi radar e altre infrastrutture strategiche. L’attacco più grave è stato quello contro la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. Qui sono morti tre soldati americani e altri militari sono rimasti feriti.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

L’analisi del Nyt si basa su immagini satellitari diffuse dall’Iran. Successivamente verificate incrociandole con video girati all’interno delle basi colpite, fotografie e immagini a bassa risoluzione della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea.

Il Pentagono ha rifiutato di commentare nel dettaglio le immagini. Si è limitato a spiegare che, per ragioni di sicurezza operativa, non può fornire informazioni aggiuntive mentre sono ancora in corso le indagini sull’attacco in Giordania.

La base dove sono morti tre soldati americani

L’attacco più pesante ha colpito la base aerea di Muwaffaq Salti, uno degli hub principali dell’Aeronautica militare americana in Giordania. Venerdì scorso sono morti il primo tenente Tyler James Feehan, 25 anni, il soldato semplice Isabella Gonzales, 19 anni, e il sergente Angel Rampersad, 28 anni. Tutti appartenenti a unità di difesa missilistica.

Un funzionario militare citato dal New York Times, ha dichiarato che quasi una dozzina di militari feriti negli attacchi missilistici e con droni sferrati dall’Iran in Giordania e in altri Paesi della regione sono stati trasferiti in un ospedale militare americano in Germania.

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Le immagini satellitari mostrano che, già prima dell’attacco costato la vita ai tre soldati, un hangar della base era stato distrutto. Dopo il raid, le fotografie diffuse da Teheran documentano edifici incendiati, danni ai rifugi per droni e ad altre strutture operative.

Nove obiettivi colpiti in Medio Oriente

Dal 7 luglio, secondo il New York Times, l‘Iran ha colpito almeno nove installazioni militari statunitensi tra Giordania, Kuwait, Bahrein e Iraq.

Tra queste figura anche Tower 22, l’avamposto americano al confine tra Giordania e Siria, dove un edificio è stato completamente distrutto. Altri attacchi hanno danneggiato l’aeroporto internazionale King Hussein, sempre in Giordania. Due basi aeree del Paese e la base di Ahmad al-Jaber, in Kuwait. Qui è stato distrutto un moderno sistema radar entrato in funzione appena sei mesi fa.

Le immagini mostrano inoltre danni, seppur più limitati, alla base di Ali Al Salem in Kuwait, a un deposito nella struttura navale americana in Bahrein e a una grande tenda militare nella base statunitense dell’aeroporto internazionale di Erbil, in Iraq.

La guerra dell’informazione

Il governo americano continua a limitare la diffusione di immagini satellitari ad alta risoluzione delle proprie installazioni militari, sostenendo che potrebbero mettere a rischio la sicurezza delle truppe. L’Iran, al contrario, pubblica regolarmente immagini dei propri attacchi come strumento di propaganda.

Per verificare i danni reali, il New York Times ha confrontato le immagini diffuse da Teheran con filmati registrati all’interno delle basi, fotografie e dati satellitari indipendenti della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea, ricostruendo così l’entità degli attacchi e confermando che, nonostante le pesanti perdite subite durante il conflitto, l’Iran conserva ancora la capacità di colpire con precisione obiettivi militari statunitensi in tutta la regione.

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