ROMA (ITALPRESS) – La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) interviene sul testo di riforma del decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 328 del 2001, approvato in via preliminare nelle scorse settimane dal Consiglio dei Ministri, esprimendo criticità sulla ridefinizione dei requisiti per l’accesso alla professione di Biologo.
La Fno Tsrm e Pstrp evidenzia, si legge in una nota, “lo sconfinamento in aree già attribuite dalla normativa vigente ad altre figure sanitarie con formazione clinica e tecnica specifica, come il Dietista, il Tecnico sanitario di laboratorio biomedico e il Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro”.
“Si tratta di un tema che incide direttamente sulla salute pubblica e sulla sicurezza delle cure” afferma Diego Catania, presidente della FNO TSRM e PSTRP. “Attribuire ai Biologi, competenze cliniche, diagnostiche e di prevenzione proprie di profili sanitari specificamente formati già esistenti, significa minare alla base il sistema di garanzie del nostro Servizio sanitario nazionale”.
Secondo Marco Tonelli, presidente della Commissione di albo nazionale dei Dietisti “è necessario definire i limiti relativi all’elaborazione di piani dietetici e nutrizionali, specialmente in contesti clinici inerenti le diverse patologie, ambiti in cui l’approccio assistenziale del Dietista risulta imprescindibile”. Tonelli, inoltre, avverte: “se il testo definitivo del decreto rimanesse tale, si verificherebbe una totale e inammissibile sovrapposizione fra le competenze finora mai normate del Biologo “nutrizionista” e quelle già regolamentate del Dietista”.
Fabio Corbino, presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico (TSLB), dichiara: “È necessario evitare qualsiasi sovrapposizione con le attività già attribuite dalla normativa ai TSLB, così come l’introduzione di formulazioni che possano generare confusione rispetto alle competenze proprie della nostra professione e a quelle di altre figure professionali, quali i Biologi e i Biologi junior”.
Tra le richieste avanzate dalla Commissione di albo nazionale vi è, inoltre, l’introduzione di specifici meccanismi di tutela delle competenze proprie ed esclusive del TSLB, al fine di salvaguardare la responsabilità professionale, garantire la qualità del dato analitico e assicurare la massima sicurezza degli assistiti. Vincenzo Di Nucci, presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, richiama il parere del Consiglio Superiore di Sanità del 9 giugno 2026 scorso: “Lo schema non attribuisce al Biologo poteri di vigilanza amministrativa, accertamento ispettivo o segnalazione di violazioni di legge. Tali funzioni pubblicistiche appartengono in via esclusiva al Tecnico della prevenzione, che le esercita nella duplice veste di Pubblico ufficiale e di Ufficiale di Polizia giudiziaria”.
I Tecnici della prevenzione chiedono quindi che questo passaggio venga tradotto in una clausola di salvaguardia esplicita nel testo del decreto, per evitare ambiguità operative. Sul piano normativo, la Federazione indica che la riforma dell’esame di Stato dovrà restare nei confini tracciati dalla legge 163 del 2021 e dai decreti ministeriali 1648 e 1649 del 2023, senza ridefinire i profili professionali oltre il perimetro previsto. Richiama inoltre il divieto di parcellizzazione introdotto dalla legge n. 43 del 2006 e ribadito dalla legge n. 3 del 2018, secondo cui nuove funzioni sanitarie non possono sovrapporsi a competenze già attribuite ad altre figure.
Per la FNO TSRM e PSTRP, l’eventuale approvazione definitiva del testo, senza le necessarie modifiche, rischierebbe di produrre ricadute sociali e professionali rilevanti, con un impatto diretto sulla qualità delle prestazioni diagnostiche, nutrizionali e di controllo ambientale. La Federazione nazionale, nel ribadire la propria disponibilità al confronto, ha trasmesso ai Ministeri della Salute e dell’Università una richiesta formale per l’istituzione di un tavolo tecnico, con il coinvolgimento della Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), finalizzato a individuare soluzioni condivise, a garanzia della sicurezza, della qualità delle cure e dell’affidabilità del sistema sanitario.
-foto ufficio stampa FNO TSRM e PSTRP-
(ITALPRESS).






























