22 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Lug, 2026

Vannacci è la nuova scommessa Maga? Cosa c'è dietro l'ascesa di Futuro nazionale

Vannacci e Meloni

Video generati con l’intelligenza artificiale, linguaggio sovranista e contenuti costruiti per polarizzare. La comunicazione di Roberto Vannacci segue sempre più da vicino il modello Maga che ha già accompagnato l’ascesa di Salvini e Meloni


La “bestia” social Maga e russa dietro la rapida ascesa di consenso di cui sta beneficiando Roberto Vannacci e Futuro Nazionale. Lo stesso specialissimo carburante che ha fatto decollare, negli anni, prima Matteo Salvini e poi Giorgia Meloni (senza “fabbriche” russe).

Il leader della Lega ha perso il magic touch social e, non solo per questo, è passato dal 30 al 6 per cento. Giorgia Meloni, che ha ben altri strumenti di consenso a disposizione, potrebbe però anche lei soffrire l’effetto “zona d’ombra” se e quando dovesse perdere o essere abbandonata dagli algoritmi Maga.

La domanda che molti si stanno facendo è la seguente: il leader di Futuro nazionale è il nuovo “investimento”, il nuovo “cavallo” su cui far scommettere algoritmi e troll farm della grande cabina di regia russa e Maga? Impossibile avere la prova. Certi flussi e condizionamenti non lasciano traccia. È possibile però analizzare e mettere in fila un po’ di fatti.

Le tecniche di manipolazione del consenso di massa sono una delle armi più sofisticate della guerra ibrida che guida e condiziona – dai tempi della Brexit dicono autorevoli analisti – la politica europea e non solo. Il 2027, con un importante antipasto nell’autunno 2026 per le elezioni di Midterm negli Stati Uniti (novembre) e in Israele (27 ottobre), sarà anno elettorale in tutta Europa e da mesi gli analisti stanno osservando la comunicazione social di molti leader in funzione della crescita del consenso politico.

La guerra ibrida e la sfida degli algoritmi

La consapevolezza del fenomeno è ormai abbastanza diffusa ma è enorme il ritardo circa le tecniche per combattere e contrastare la minaccia ibrida. Nelle riunioni del Copasir il dossier è costantemente attenzionato e aggiornato. E se il sospetto di una regia Maga nella comunicazione dell’ex Generale c’è sempre stato, è indubbio che negli ultimi due mesi ci sia stata una svolta. E una crescente sovrapposizione con la comunicazione di Trump.

Come il Presidente Usa, la strategia di comunicazione social di Roberto Vannacci fa ampio uso di contenuti generati da IA. Gli esperti la chiamano “slopaganda” che – si spiega – «utilizza video e immagini iperrealistiche create tramite IA per presentarsi in vesti epiche ed eroiche — come un imperatore romano — per dominare lo scontro simbolico». È una tecnica pensata apposta per polarizzare, generare interazione a raffica, forti e deboli, vittime e carnefici, tutto per catturare l’attenzione e «promuovere l’identità del movimento sovranista».

La crescita del consenso è “garantita” perché questa narrazione digitale genera un altissimo volume di conversazioni che hanno una forte convergenza con i trend della destra sovranista europea e internazionale. I profili social esplodono. Letteralmente. Nei sondaggi le intenzioni di voto aumentano. Tutto questo non è un caso ma è consequenziale.

Basta prendere due video tra i tanti generati e diffusi da Ia: Trump pilota di caccia che scarica letame sui manifestanti delle No King march; Vannacci vestito da imperatore che manda a morire nell’arena del Colosseo gli avversari politici, Conte, Schlein ma anche Prodi e Boldrini.

Quando la realtà conta meno del messaggio

Nove mesi fa il primo, due giorni fa il secondo. In mezzo se ne trovano decine. Ora, nessuno pensa davvero che Donald Trump possa pilotare un caccia F16 da cui scarica letame sui manifestanti delle marce No Kings organizzate in tutti gli Usa. Ugualmente nessuno pensa che Roberto Vannacci possa immaginare di essere Imperatore nella Roma di duemila anni fa e abbassare il pollice.

La frase «con la falce con il martello che avete sempre tradito» intendendo «sarete uccisi», l’ha veramente detta a Pescara un mesetto fa. IA ha fatto il resto e l’ha usata come si vede in quel video. Il punto non è cosa sia vero o falso. Il punto è che la slopaganda rende verosimili situazioni che entrano nell’immaginario dell’utente fino a diventare messaggio. Non è vero ma è di questo che si parlerà.

LEGGI Vannacci imperatore, il video AI contro gli avversari. Conte: «Nessuna paura»

«È satira, è un messaggio pop – dice l’onorevole Sasso – che a noi di Futuro nazionale fa comodo perché genera traffico e consenso. Non sappiamo chi produca questa roba e figurati se noi siamo in grado di manipolare algoritmi. Però tutto questo fa sì che alle nostre serate arrivino un sacco di giovanissimi attratti dal fenomeno Vannacci».

Vero o falso – chi lo sa – è il risultato che conta: questa comunicazione genera consenso. Come era successo con Salvini e poi Meloni. Difficile se non impossibile risalire alla cabina di regia dove si manipolano algoritmi e si ingrossano le troll farm. Ancora più difficile rintracciare il flusso dei soldi (perché tutto questo ha costi altissimi).

Da Steve Bannon alla nuova destra digitale

Possiamo però ricordare che in origine c’era Steve Bannon e i suoi progetti elettorali contro le democrazie europee. Lo scandalo e l’inchiesta di Cambridge analityca hanno dimostrato come i dati raccolti abusivamente abbiano condizionato il voto della Brexit e delle presidenziali Usa nel 2016.

In Italia Bannon appoggiò Salvini e, anche grazie a lui, lo ha portato al 30%. Il Papeete e la crisi di governo 2019 fu la scelta sbagliata suggerita da algoritmi che talvolta sbagliano. Mentre Salvini perde luce e arriva Meloni che nel 2019 ha come ospite d’onore sul palco di Atreju proprio Steve Bannon. Anche Fratelli d’Italia è arrivato al 30%.

La guerra in Iran ha allontanato Meloni da Trump e anche da Bannon. Era la fine di febbraio. Due settimane prima Vannacci aveva lasciato la Lega. E ha cominciato la sua battaglia per dividere la maggioranza e sostituirsi a Lega e Forza Italia. Aiutato, senza dubbio, dai video in stile Maga.

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