Montecitorio approva la riforma sulla legge elettorale con voto segreto, dopo lo scontro sulle preferenze e la spaccatura nella maggioranza. Le opposizioni protestano in Aula: «Legge truffa»
La Camera ha approvato la riforma della legge elettorale con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astensioni. Dopo il via libera di Montecitorio, il provvedimento passa ora all’esame del Senato.
L’approvazione arriva il giorno dopo la spaccatura della maggioranza sul voto segreto relativo all’emendamento sulle preferenze, bocciato nonostante il sostegno di Fratelli d’Italia e diventato il simbolo delle tensioni interne alla coalizione.
Le proteste delle opposizioni
Durante il voto finale i deputati delle opposizioni hanno esposto cartelli con le scritte «Meloni ha fallito», «Legge elettorale = legge truffa» e «La maggioranza non esiste più: a casa», poi rimossi dai commessi dell’Aula.
Nelle dichiarazioni di voto Durante il voto finale i deputati delle opposizioni hanno esposto cartelli con le scritte «Meloni ha fallito», «Legge elettorale = legge truffa» e «La maggioranza non esiste più: a casa», poi rimossi dai commessi dell’Aula.ha accusato il governo di voler cambiare le regole «per paura di perdere», sostenendo che la vera priorità del Paese sia ben diversa dalla riforma elettorale. Giuseppe Conte ha definito il testo una «legge truffa», mentre Nicola Fratoianni ha parlato di una «schiforma» pensata per svuotare il ruolo del Parlamento.
La maggioranza difende la riforma
Di segno opposto la posizione della maggioranza. Forza Italia, con il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano, ha rivendicato l’obiettivo della stabilità e della governabilità, ricordando l’impostazione bipolare voluta da Silvio Berlusconi. Anche Noi Moderati ha confermato il proprio sostegno al testo, definendolo uno strumento per garantire governi stabili.


































