La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa. I giudici hanno escluso la legittima difesa perché la rapina era già terminata quando il gioielliere inseguì i banditi e sparò nel parcheggio
La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a quattordici anni e nove mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto al suo negozio. La prima sezione penale ha respinto il ricorso della difesa, confermando la sentenza pronunciata lo scorso dicembre dalla Corte d’assise d’appello di Torino, che aveva ridotto la pena rispetto ai diciassette anni inflitti in primo grado ad Asti.
La sequenza temporale decisiva
Il nodo, confermato in via definitiva, è la sequenza temporale. Roggero non sparò durante la rapina, ma quando i tre uomini, presa la refurtiva, stavano già lasciando il negozio per raggiungere l’auto. Il gioielliere li inseguì nel parcheggio e aprì il fuoco mentre si allontanavano: i colpi uccisero Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, mentre il terzo componente della banda, Alessandro Modica, rimase ferito. Per i giudici, in quel momento il pericolo era ormai cessato: da qui l’esclusione della legittima difesa, in ogni grado di giudizio, anche nella forma putativa della convinzione di essere ancora minacciato. L’accusa aveva parlato di una «illegittima vendetta».
Il risarcimento ai familiari delle vittime
Alla condanna penale si somma quella civile: i familiari delle vittime chiedono un risarcimento di circa 3,3 milioni, con una provvisionale già esecutiva di 780 mila.
Roggero si costituirà spontaneamente
Informato dell’esito dal suo legale, Roggero ha annunciato di costituirsi spontaneamente, non prima di aver registrato un ultimo video per i suoi sostenitori. «Sorpresi, confidavamo in un esito diverso», ha commentato l’avvocato Stefano Marcolini, che con il collega Sergio Rovani difende il gioielliere: attese le motivazioni, il collegio valuterà il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
L’appello prima della sentenza
Alla vigilia della decisione, Roggero aveva pubblicato un video sul proprio profilo Facebook. Appariva provato dall’attesa della pronuncia definitiva. «Questa attesa ci sta logorando, non ne possiamo più. Da anni stiamo sopportando questo supplizio che non abbiamo voluto», aveva detto.
Rivolgendosi ai sostenitori aveva aggiunto: «Se volete fare ancora qualcosa, vi chiedo una preghiera».
Salvini chiede la grazia a Mattarella
Sul piano politico, la sentenza ha ricompattato il centrodestra. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, in un video, ha annunciato che si batterà «perché venga concessa la grazia», con un appello rivolto direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: un provvedimento, ha detto, per «un uomo onesto» che «non merita di condividere una cella con dei veri criminali». All’iniziativa si è subito associato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, mentre il deputato leghista Fabrizio Cecchetti ha parlato di una decisione che «lascia un senso profondo di ingiustizia». Solidarietà anche da Forza Italia, con il senatore Maurizio Gasparri che si è detto «sconcertato».
L’affondo di Futuro Nazionale
Di segno diverso l’affondo di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che nella stessa giornata aveva promosso un presidio davanti alla Cassazione. Il deputato Rossano Sasso ha rivendicato di essere stato tra i pochi, in Parlamento, a battersi contro il risarcimento ai familiari dei rapinatori, con una stoccata rivolta, senza nominarlo, a Salvini, che aveva invocato la grazia.
Il paradosso della norma «salva-Roggero»
Sullo sfondo pesa la norma già ribattezzata «salva-Roggero». Alla vigilia del verdetto il Consiglio dei ministri aveva approvato un disegno di legge sulla sicurezza che, riscrivendo il codice civile, esclude il risarcimento a chi commette una rapina e resti ferito nella reazione della vittima. Il paradosso è che quella misura non produrrà effetti proprio sul caso da cui ha preso le mosse: è un testo ancora da approvare in Parlamento, non ha valore retroattivo e la condanna è ormai definitiva anche nella parte civile.
Il silenzio delle opposizioni e le divisioni nel centrosinistra
Dalle opposizioni nazionali a caldo non è arrivato alcun commento. Il tema, del resto, divide anche il centrosinistra: a Piacenza, nei giorni scorsi, il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Andrea Fossati, si era detto vicino al gioielliere, provocando la reazione locale di Europa Verde, che aveva chiesto al partito di prendere le distanze.
I legali delle parti civili: «Confermato lo Stato di diritto»
Gli avvocati Marino Careglio e Flavio Campagna, difensori di parte civile dei familiari di Andrea Spinelli, hanno invece letto la sentenza come conferma dello Stato di diritto: la vicenda, sottolineano, «dimostra l’importanza di avere nel nostro Paese una magistratura autonoma e indipendente da ogni altro potere», capace di riaffermare che «la vita di ogni essere umano è un bene fondamentale ed è protetta dalla legge».
Sul piano giudiziario la vicenda si è conclusa, ma nei prossimi giorni farà ancora discutere. Da una parte chi vede in Roggero il simbolo del diritto di difendersi, dall’altra chi nella sentenza legge il richiamo ai limiti della difesa e al valore della vita.






























