Dopo lo shock di Parigi, Sinner supera Borges in tre set ma non è ancora al 100%. Errori, nuove routine e quel problema fisico da gestire: il campione resta fortissimo proprio perché non sembra più una macchina
WIMBLEDON – I fan del tennis, vieppiù quelli di Jannik Sinner, devono decidere cosa vogliono: un campione così rassicurante da risultare quasi noioso? Uno che vince sempre magari in tre set?
È andata così da marzo a fine maggio e la prima partita al Roland Garros vinta in tre set non lasciava presagire il crollo – e lo shock – dell’uscita di scena contro Cerundolo. Oppure preferiscono uno più “normale”, che vince e perde, e trasmette anche al pubblico la sofferenza, l’incertezza e la tensione di un match?
La lunga premessa è utile per chiarire a che punto siamo con Sinner. La risposta è che si tratta di un ragazzo numero 1 del mondo che dopo Parigi si è preso una pausa, lunga e legittima di un mese – a metà stagione non succede quasi mai ma lui non l’aveva presa prima – , e adesso deve carburare un po’ prima di arrivare al 100%.
L’importante è che ci arrivi nella seconda settimana dello slam sull’erba di cui è il defending champion.
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La ruggine sull’erba
È vero, Sinner non sta giocando bene, fa errori per lui inconsueti, ad esempio col dritto ma anche con il rovescio, tenta smorzate che sembrano più colpi per uscire dallo scambio anziché di attacco, infila anche qualche doppio fallo. Guardarlo fa “soffrire” perché – dopo Cerundolo – il campione di San Candido è tornato ad abitare la categoria degli umani.
È successo al primo turno contro il serbo Kecmanovic: cinque set thriller, tra sangue sulla scarpa, cadute, errori banali. Ieri è andata decisamente meglio contro il portoghese Nuno Borges battuto in tre set (7-6/7-6/6-4), due ore e mezzo, 22 ace contro 4 del portoghese, 47 vincenti contro 30, e anche – è vero – 4 doppi falli e 29 errori forzati. “Ho giocato meglio, sto acquistando misura e confidenza con l’erba, sono contento del mio match di oggi” ha detto il giocatore azzurro.
“Era una partita difficile, Borges ha servito molto bene ma io ho saputo farlo meglio. Ci sono un paio di cose da migliorare, ma sono contento. Vediamo se mi sono tolto la ruggine. L’ho sentita soprattutto nella prima partita, quando mi mancava qualcosa. Match come questo mi aiutano a ritrovare il ritmo. Si sa che i primi due turni degli Slam sono sempre i più difficili e sono contento di averli superati”.
Le parole di Sinner
Sinner, giustamente, non ha mai dato nulla per scontato e non solo scaramanzia, sa che il tennis “un gioco molto mentale”, è il gioco del diavolo e basta nulla per cambiare la dinamica di un match e un pronostico. “Nessuna conseguenza per il piede (ovvero l’unghia che l’altro giorno aveva insanguinato la scarpa, ndr) e la caduta, sto bene, e la scarpa oggi era bianca, avete visto?” ha aggiunto un po’ piccato. Il fatto è che “non ho giocato sull’erba prima di venire qua e quindi devo ancora prendere le misure, l’erba è una superficie che cambia di ora in ora, quest’anno è fresco per ora ed è un po’ più lenta. Magari se diventa più caldo diventa più veloce, vediamo, un match alla volta”. Venerdì ci sarà l’americano Janson Brooksby, “un altro test importante”.
Il mistero di Parigi
Poi, in conferenza stampa, è arrivata la domanda, come stai, come ti senti, hai capito cosa hai avuto a Parigi. “Si certo che abbiamo capito – è stata la risposta – stiamo seguendo alcune prassi per evitarlo in futuro, ma non abbiamo ancora definitivamente risolto perchè non è qualcosa che si risolve tra oggi e domani”. E qui sono partite le speculazioni. Che è bene fermare: stiamo parlando di prestazioni fisiche in condizioni estreme e per periodi prolungati. La situazione “da risolvere” è legata esclusivamente a far in modo di evitare cali fisici improvvisi come quelli visti e provocati da condizioni esterne che per Sinner diventano estreme. Si sono intravisti ad esempio in questi due match alcune routine nuove: ritorno nello spogliatoio alla fine del set (è possibile farlo); asciugamano col ghiaccio al campo di campo (anche se la temperatura in questi giorni è sotto i trenta gradi). Dopodiché uno segue Alacaraz suo social, lo vede in vacanza in barca a Procida, capelli lunghi e ricchi, è fermo da marzo per il polso ma nessuno specula su questa lunga assenza dal tour.
Gli altri azzurri
Ieri ha sorriso anche Flavio Cobolli che ha completato in quattro set il primo turno contro Mariano Navone. Anche per il numero 10 del mondo non è stato facile il ritorno in campo dopo la finale slam a Parigi: con le aspettative e le attese più alte, salgono le pressioni e le responsabilità. Anche per lui l’impatto con l’erba non è stato facile: “Questo tipo di partita può aiutarmi a trovare sempre più feeling con l’erba”. Esordio convincente anche per Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel tabellone di doppio. Oggi in campo le ragazze Tyra e Jasmine, Berrettini, Sonego e Cobolli.






























