2 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

2 Lug, 2026

Forum di Sintra, da banche centrali e Warsh tassi in stand by

Dal forum delle banche centrali di Sintra arriva un messaggio freddo per i mercati: la lotta all’inflazione non è finita e i tagli ai tassi restano lontani, tra cautela della Bce e nuova linea della Fed di Warsh


L’inflazione arretra. Le banche centrali tirano il fiato. I mercati corrono già qualche curva più avanti e scommettono che il prossimo capitolo sarà quello dei tagli ai tassi. Peccato che da Sintra, la località portoghese dove ogni anno si riuniscono i banchieri centrali, sia arrivato un messaggio molto meno romantico: la guerra al caro prezzi non è finita, è semplicemente entrata in una fase meno spettacolare. I generali non sparano più raffiche, ma nessuno ha ancora firmato l’armistizio.

I numeri, in effetti, autorizzano un cauto ottimismo. Secondo Eurostat, a giugno l’inflazione dell’eurozona è scesa al 2,8% dal 3,2%, mentre quella di fondo è calata al 2,4%. Il principale alleato delle banche centrali si chiama petrolio: il calo delle quotazioni ha raffreddato il costo dell’energia, la cui inflazione è scesa dall’10,8% all’8,7%, trascinando verso il basso anche servizi e beni di largo consumo. La febbre non è passata, ma il termometro ha finalmente smesso di impazzire.

Attenzione, però. Basta voltare lo sguardo verso il Medio Oriente per capire quanto sia fragile questo equilibrio. Un missile in più può valere quanto un punto di inflazione. Il petrolio resta il grande arbitro della partita e nessun banchiere centrale è disposto a dichiarare vittoria finché il tabellone resta così incerto.

Eurozona a più velocità: i dati tra Italia, Spagna e Germania

In Italia l’inflazione armonizzata si è fermata al 3,1%, ancora sopra la media dell’eurozona e sopra Germania e Francia. La Spagna resta davanti con il 3,6%, ma il club dei virtuosi è ancora piuttosto esclusivo. È in questo clima che Christine Lagarde ha spento l’entusiasmo di chi già immaginava Francoforte pronta a distribuire sconti sul costo del denaro. La presidente della Bce ha spiegato che il tempo delle manovre d’emergenza del 2022 è alle spalle, ma ha chiuso la porta anche al ritorno della vecchia forward guidance. Traduzione: chi cerca una tabella di marcia per i tassi farà meglio a procurarsi una sfera di cristallo. La Bce continuerà a decidere riunione dopo riunione, con gli occhi inchiodati ai dati e senza promettere nulla a nessuno.

Nemmeno lo spettro della stagflazione sembra impressionare più di tanto Francoforte. «È un concetto che appartiene agli anni Settanta», ha liquidato Lagarde, ricordando che il mercato del lavoro europeo resta solido e che il contesto economico di oggi ha ben poco in comune con quello delle crisi petrolifere di mezzo secolo fa.

Ma la curiosità maggiore era tutta per Kevin Warsh. La sua prima uscita internazionale da presidente della Federal Reserve era attesa quasi come un debutto teatrale. E il nuovo numero uno della banca centrale americana non ha deluso chi cercava indicazioni sulla linea della Fed. Warsh ha messo subito un paletto: la Federal Reserve resterà indipendente e i rischi di inflazione sono diminuiti. Ma soprattutto ha indicato la direzione che intende seguire: riportare i tassi di interesse al centro della politica monetaria e relegare il gigantesco bilancio della Fed al ruolo di estintore da rompere solo in caso di emergenza.

Fine del denaro facile e ruolo dell’intelligenza artificiale

Il messaggio è anche una presa di distanza dagli anni del denaro facile e del quantitative easing senza limiti. «I tassi devono essere il principale strumento della politica monetaria», ha spiegato, ricordando di sostenere già dal 2011 la necessità di ridurre un bilancio diventato enorme. Nessuna cura dimagrante lampo, però.

«Ci sono voluti diciotto anni per arrivare fin qui. Ce ne vorranno certamente più di diciotto settimane per tornare indietro», ha osservato con una battuta che vale più di molti comunicati ufficiali.Poi uno sguardo al futuro. L’intelligenza artificiale, secondo Warsh, può diventare il prossimo grande motore della produttività americana. Ma prima di festeggiare la nuova rivoluzione tecnologica bisogna completare quella, molto meno affascinante, contro l’inflazione.

LEGGI Fed, il debutto di Warsh: tassi fermi e prudenza nell’era dell’inflazione

Alla fine Sintra consegna ai mercati una lezione che Wall Street e le Borse europee sembrano dimenticare a ogni dato favorevole: rallentare non significa invertire la marcia. La Bce e la Fed hanno messo in pausa la stretta, non la credibilità. I tassi non salgono più, è vero. Ma chi pensa che presto torneranno a scendere rischia di scoprire che la pazienza, per un banchiere centrale, resta la forma più redditizia di politica monetaria.

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