30 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

30 Giu, 2026

Carmelo Cinturrino destituito dalla polizia: l'atto notificato in carcere

L'ex assistente capo della Polizia, Carmelo Cinturrino

Il provvedimento del Capo della Polizia, Pisani per l’agente Cinturrino accusato dell’omicidio di Abderrahim Mansouri: è stato destituito


Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della Polizia di Stato del Commissariato Mecenate accusato dell’omicidio di Abderrahim Mansouri a Milano, è stato destituito. Cinturrino è stato espulso dalla Polizia con provvedimento del Capo della Polizia, Vittorio Pisani, del 20 maggio scorso. La notifica in carcere il 22 maggio.

I legali della vittima: “E’ il minimo”

Cinturrino si trova rinchiuso nel carcere di San Vittore accusato dell’omicidio volontario di Mansouri. Omicidio avvenuto al cosiddetto Boschetto della droga di Rogoredo il 26 gennaio scorso. Il Tribunale del Riesame il 5 maggio ha infatti respinto le richieste di scarcerazione e di concessione degli arresti domiciliari. Confermando la misura di custodia cautelare.

La destituzione di Carmelo Cinturrino “è il minimo che possa accadere” a un “appartenente alla polizia di Stato che rappresenta lo Stato. Che è lo Stato”, che “ha ucciso” e “gravemente falsificato una scena del crimine per ottenere l’impunità”. Così gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, legali della famiglia di Abderrahim Mansour, ha commentato il provvedimento.

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Trenta capi di imputazione

L’ex assistente capo della Polizia è indagato per oltre 30 capi di imputazione, tra estorsioni, arresti illegali, spaccio, concussioni, rapina, sequestro di persona, calunnia, percosse, depistaggio e falso. Contestata anche l’aggravante della premeditazione nell’omicidio e quella dell’aver violato i doveri inerenti alla pubblica funzione. 

Indagati anche altri sei poliziotti del Commissariato, con accuse, a vario titolo, di favoreggiamento e omissione di soccorso. E poi ancora, tra gli altri, arresti illegali, falso e estorsioni. Dagli approfondimenti dell’inchiesta è emerso un contesto di operazioni borderline, racket, pestaggi e soprusi per una gestione illegale delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto.

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