8 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Giu, 2026

Bimbo trapiantato, legale famiglia: «Anche per consulenti condotta dolosa»

I funerali di Domenico Caliendo, morto il 21 febbraio 2026

Bimbo trapiantato al Monaldi di Napoli, legale della famiglia: «Anche per consulenti condotta dolosa»


L’uso prolungato dell’Ecmo (il macchinario che per la circolazione extracorporea) è al centro dell’incidente probatorio per la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di poco meno di due anni e mezzo trapiantato il 23 dicembre 2025 e deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio. In particolare, tenere il bimbo prolungatamente collegato all’Ecmo e non considerare – quando le sue condizioni di salute lo rendevano possibile – l’uso del Berlin Hart (il cuore artificiale) non configurerebbe una condotta colposa ma dolosa.

Esami insufficienti

E’ quanto viene sostenuto nelle due relazioni medico-legali redatte e depositate dai tre consulenti di parte della famiglia del bambino. I consulenti partecipano all’incidente probatorio disposto per chiarire una serie di aspetti che riguardano il trapianto di cuore fallito. E sono stati nominati dall’avvocato Francesco Petruzzi (dottore Luca Scognamiglio, professore Gianni D. Angelini e la dottoressa Maria D’Amico).

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Le relazioni commissionate dall’avvocato della famiglia Caliendo faranno parte del compendio documentale dell’incidente probatorio disposto dal gip di Napoli Mariano Sorrentino.

“Secondo i nostri consulenti non sarebbero mai stati eseguiti gli esami che avrebbero consentito di stabilire con certezza se il Berlin Heart poteva o meno essere impiantato o collegato”, spiega l’avvocato Petruzzi.

L’uso dell’Ecmo può garantire un sostentamento senza provocare conseguenze agli organi. Ma per un periodo di poche settimane che diventa invece di un anno con il cuore artificiale. “Mediamente – spiega Petruzzi – l’attesa in Italia per un cuore trapiantabile si aggira sui 90 giorni. E Domenico è morto a distanza di poco meno di due mesi dal trapianto fallito a causa dell’uso di un cuore giunto congelato”.

La possibilità di un nuovo trapianto

Le due relazioni valutano dunque la fase post trapianto e le indagini fatte per valutare alternative all’Ecmo, come il cuore artificiale Berlin Heart. E quanto fatto per la valutazione di ritrapiantabilità, ribadita pdall’ospedale e dal responsabile del centro trapianti pediatrico del Monaldi, Guido Oppido, cardiochirurgo che ha anche eseguito il trapianto il 23 dicembre. Sull’uso del Berlin Heart, come strumento utile a fare da ponte verso un nuovo trapianto, i periti Luca Scognamiglio, Gianni D. Angelini e Maria D’Amico sostengono che, tra il 23 dicembre e il 22 gennaio, dalla cartella clinica in loro possesso emerge che non sono stati eseguiti tutti gli accertamenti diagnostici propedeutici.

“Gli accertamenti che lo standard di cura internazionale e i consensus societari convergenti individuano come necessari per pervenire a una valutazione di candidabilità all’impianto di Berlin Heart non risultano eseguiti nè documentati”. E “dagli esami di laboratorio e dagli accertamenti strumentali eseguiti fino al 6 febbraio non emerge alcun dato che si configuri come elemento clinico ostativo all’impianto del dispositivo durevole”.

I periti del gip

Anche il collegio di periti nominati dal gip approfondirà la questione relativa alla valutazione dell’uso del Berlin Heart al posto dell’Ecmo. Il punto di fatto rientra tra i quesiti da sciogliere. Il collegio dei periti nominato dal giudice Biagio Solarino con Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini, ha richiesto una integrazione dei documenti forniti dall’ospedale Monaldi. Che sono tra quelli utili a stabilire se si può utilizzare il Berlin Heart. In particolare si tratta delle immagini degli esami radiologici Rx e Tac eseguiti a partire dal trapianto di cuore fallito.

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