Starmer e il Regno Unito attraversano una nuova fase di tensioni sociali e politiche dopo la morte del giovane Henry Nowak sotto custodia della polizia a Southampton
C’è un modo di dire molto popolare nel Regno Unito, che può essere trasposto come “non piove mai, ma quando piove viene giù un nubifragio” (in inglese: “it never rains but it pours”), che si adatta alla perfezione all’attuale stato del governo di Sua Maestà. Il Primo ministro Keir Starmer, già alle prese con la più grave crisi politica della sua carriera, ha infatti dovuto fare i conti in questi giorni con un’ondata di violenze e disordini diffusi nel sud del Paese. Disordini dovuti alla morte del giovane Henry Nowak, il diciottenne deceduto sotto custodia della polizia dopo esser stato erroneamente arrestato con l’accusa di aver rivolto parole razziste a Vickrum Digwa, il sikh che lo ha accoltellato.
La crisi politica e l’ondata di disordini
Il caso, dopo la pubblicazione delle immagini riprese dalle bodycam degli agenti di polizia, ha fatto esplodere a Southampton, la città dove si è verificato l’incidente, violentissimi scontri tra cittadini e polizia che hanno causato decine di feriti e provocato danni importanti.
Un vero e proprio uragano che ha travolto Starmer, costringendolo a scendere in campo per tentare di calmare le acque e non concedere ulteriore terreno a Reform UK di Nigel Farage, che già soffia sul fuoco delle politiche contro il razzismo adottate negli ultimi anni da Londra. «A prescindere dal dolore che proviamo, non c’è alcuna giustificazione per ulteriore violenza e disordine. Gli attacchi diretti contro gli agenti di polizia a Southampton sono stati vergognosi e del tutto inaccettabili», ha commentato ieri il Premier, lodando il comportamento della famiglia Nowak, rimasta molto pacata nei suoi interventi pubblici nonostante il lutto.
«Questo è il momento di lavorare seriamente, non di lasciarsi prendere dalla rabbia. E sia chiaro, faremo in modo che chiunque venga trovato a commettere disordini subisca le conseguenze previste dalla legge, come abbiamo già fatto in passato», ha poi detto Sir Starmer, ribadendo la linea dura nei confronti dei responsabili dei disordini.
L’effetto politico su Reform UK
Per l’inquilino del numero 10 di Downing Street la situazione, del resto, è tutt’altro che ottimale. L’intero caso Nowak permette infatti a Farage, già con il vento in poppa secondo i sondaggi, di capitalizzare sul malcontento popolare verso le politiche promosse dal governo in materia di convivenza pacifica tra le varie comunità etno-religiose del Paese. Un punto su cui Reform ha fondato gran parte della propria forza politica e che ha moltissima presa nelle aree portuali come Southampton e nelle grandi città industriali d’Inghilterra.
La popolazione di quelle zone, come dimostra la partecipazione di migliaia di persone alle proteste per il caso Nowak degli scorsi giorni, ha già dimostrato negli anni di tollerare con sempre maggior difficoltà le politiche di integrazione promosse dai governi britannici negli ultimi decenni. Politiche che una parte dell’opinione pubblica considera imposte dall’alto e accompagnate da un crescente interventismo delle autorità nella gestione delle tensioni tra comunità.
Precedenti e tensioni sociali crescenti
Nell’aprile 2024 un altro fatto di sangue diede origine a tensioni analoghe a quelle registrate negli ultimi giorni. Si tratta del ben noto caso di accoltellamento multiplo avvenuto a Southport, dove l’allora diciassettenne Axel Rudakubana uccise tre bambini e ferì una decina di altri partecipanti ad una lezione di danza e yoga. Situazioni di questo tipo, anche negli altri regni della corona britannica, rischiano di rafforzare il vantaggio dei partiti più radicali e xenofobi, e in particolare Reform, privando progressivamente il Labour della sua storica base elettorale, la classe operaia. Oltre che incendiare e rendere sempre più volatile la società britannica, attraversata da profonde tensioni dopo i drastici cambiamenti sociali degli ultimi decenni.
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Southampton potrebbe dunque rappresentare più di un episodio isolato. In un momento in cui il governo Starmer è alle prese con tensioni interne, difficoltà economiche e un consenso in calo, i disordini seguiti al caso Nowak evidenziano quanto il tema della convivenza tra le diverse comunità del Paese sia destinato a rimanere al centro del dibattito politico britannico. Resta da capire, a tal riguardo, se quanto sta succedendo sia soltanto una fiammata destinata a spegnersi con il passare delle settimane o se si tratti dell’ennesimo segnale di una trasformazione più profonda. Una trasformazione che, almeno all’apparenza, il governo Starmer non sembra oggi in grado di gestire.































