21 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

21 Mag, 2026

Merz accelera su Kiev: «Ucraina membro associato dell’Ue prima dell’adesione»

Friedrich Merz

Berlino propone uno status intermedio per avvicinare Kiev all’Unione europea mentre l’adesione completa resta bloccata da ostacoli politici ed economici


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz propone di creare per l’Ucraina uno status di «membro associato» dell’Unione europea, una formula intermedia pensata per avvicinare Kiev alle istituzioni europee prima della piena adesione, considerata ancora lontana e politicamente complessa.

La proposta è contenuta in una lettera inviata da Merz ai vertici dell’Ue, tra cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa.

«L’adesione richiederà tempo»

Nella lettera il cancelliere tedesco ammette apertamente che l’ingresso pieno dell’Ucraina nell’Unione non potrà avvenire rapidamente. «Non saremo in grado di completare il processo di adesione nel prossimo futuro», scrive Merz, citando «innumerevoli ostacoli» e le difficoltà politiche legate alle ratifiche nei singoli Stati membri.

Per questo Berlino propone uno status di «membro associato», definito «un passo decisivo» verso l’integrazione europea di Kiev. Merz precisa però che non si tratterebbe di una sorta di adesione ridotta o simbolica, tema particolarmente sensibile per il governo ucraino che teme qualsiasi soluzione possa rallentare ulteriormente il percorso europeo.

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Cosa cambierebbe per Kiev

Secondo la proposta tedesca, l’Ucraina potrebbe partecipare ad alcune riunioni del Consiglio europeo insieme ai leader dei Paesi membri. Kiev avrebbe inoltre un commissario europeo «associato» senza portafoglio e rappresentanti «associati» nel Parlamento europeo, ma senza diritto di voto.

Una formula che consentirebbe all’Ucraina di entrare gradualmente nei meccanismi politici europei pur senza diventare ancora membro a pieno titolo dell’Unione.

Zelensky punta all’ingresso entro il 2027

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy continua a chiedere invece una piena adesione accelerata all’Ue, possibilmente entro il 2027. L’Ucraina ha ottenuto lo status ufficiale di Paese candidato nel dicembre 2023, ma i negoziati veri e propri sono rimasti bloccati a lungo dal veto dell’Ungheria guidata da Viktor Orbán. Secondo Bruxelles, la situazione potrebbe però cambiare dopo la vittoria elettorale di Peter Magyar alle elezioni ungheresi di aprile, che ha indebolito il fronte contrario all’allargamento.

Agricoltura e costi, i nodi dell’adesione

Dietro le resistenze europee ci sono soprattutto i timori economici. L’Ucraina è uno dei maggiori produttori agricoli del continente e il suo ingresso nel mercato unico europeo preoccupa diversi Paesi, in particolare la Francia, per le possibili conseguenze sulla Politica agricola comune e sulla concorrenza interna. Per questo molti governi europei ritengono inevitabile un percorso lungo e graduale.

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