Il governo è a caccia di coperture per finanziare il nuovo taglio delle accise sui carburanti atteso in Cdm venerdì
«Gli indicatori stanno talmente tanto procedendo verso il negativo che, se non si ferma al più presto questa guerra, se non si fermano i suoi impatti, rischiamo di precipitare molto rapidamente in uno scenario che è quello di stagnazione, per ora, se non qualcosa di peggiore». Le parole pronunciate dal direttore del centro studi di Confindustria, Alessandro Fontana, a margine del Festival dell’Economia a Trento, fanno suonare l’allarme più forte di quanto già non faccia lo scenario descritto nella nota sulla congiuntura flash di maggio diffusa ieri dagli economisti di viale dell’Astronomia. «Se superiamo l’estate così», senza uno stop alla guerra in Iran e una riapertura dello stretto di Hormuz – ha rimarcato – «ci avvicineremo molto allo scenario recessivo», lo scenario estremo delineato dal centro studi dell’associazione nelle ultime previsioni.
I numeri che declinano l’impatto della crisi
I dati tracciano questo percorso. Con Hormuz ancora chiuso – passano solo poche navi autorizzate dagli iraniani – il prezzo del petrolio resta alto: a maggio il Brent si è attestato sui 105 dollari al barile. L’inflazione ha segnato un balzo netto, segnando + 2,7% ad aprile dal +1,5% di febbraio. Maggiore e più repentino quello registrato in Europa, dove la crescita dei prezzi, segnala Eurostat, è già arrivata al 3% nell’area euro – dal 2,6% di marzo (al 3,2% nella Ue) – quindi ben al di sopra dell’obiettivo del 2%. Pertanto sono sempre di più coloro che scommettono – e Confindustria è tra questi – su un rialzo dei tassi da parte del board dell’Eurotower convocato per l’11 giugno.
Le previsioni di Bruxelles su crescita e inflazione
Oggi, intanto, la Commissione europea renderà note le sue previsioni di primavera, con nero su bianco i numeri che misurano l’impatto della crisi in Medio Oriente sulle economie del Vecchio Continente: si annuncia una revisione al ribasso delle stime di crescita a causa dello «shock stagflazionistico» provocato dall’attacco congiunto Usa-Israele all’Iran, è stata l’anticipazione del commissario Ue per l’Economia, Valdis Dombrovskis, nel corso di un’intervista rilasciata martedì alla Cnn.
L’impennata dell’energia e dei carburanti porta la guerra nelle case e nelle imprese, appesantendone i conti e offuscandone le certezze: e l’incertezza, si sa, pesa come un macigno sull’economia. La fiducia è in calo sia per le famiglie che per le imprese, con il rischio di una frenata in vista per i consumi e degli investimenti: nel primo trimestre sono calate anche le richieste di credito per finanziare gli investimenti da parte delle imprese.
Il driver Pnrr
A sostenere gli investimenti resta il Pnrr il cui stato di avanzamento è “elevato”, e anzi pone l’Italia tra i paesi Ue più performanti, visto che al 29 aprile 2026 risultano raggiunti 416 traguardi e obiettivi su 575, oltre il 72% del totale previsto, a fronte di una media del 50% per gli altri Paesi beneficiari del programma Ue (esclusi i più piccoli). Tuttavia, avverte il Csc – la fase finale dell’attuazione appare più complessa rispetto alle precedenti, poiché riguarda soprattutto investimenti infrastrutturali e interventi caratterizzati da tempi realizzativi più lunghi e con maggiori criticità operative. L’industria tiene ma il peggioramento è in vista, mentre i servizi rischiano di fermarsi. La “resilienza” dell’export è tra le poche note positive: nei primi tre mesi dell’anno ha continuato a crescere (+4% in valore sul IV trimestre 2025), al traiono dalla domanda sia dei Paesi extra Ue che Ue.
Le misure contro il caro energia
Il governo prova a contenere i danni ed è impegnato nella caccia alle risorse per finanziare una nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti – che vale 20 centesimi al litro sul gasolio e 5 centesimi al litro sulla benzina, e pesa circa 120 milioni di euro a settimana – e il credito di imposta per il settore degli autotrasportatori. «Dobbiamo trovare le coperture adeguare, ci stiamo lavorando», ha detto il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, confermando l’approdo del provvedimento in Cdm per venerdì. Molto dipenderà anche dall’andamento del negoziato in corso con la Ue, cui l’Italia ha chiesto di estendere all’energia la possibilità di attivare il meccanismo di salvaguardia previsto per i fondi sulla difesa.
Per venerdì è in agenda anche l’incontro a Palazzo Chigi tra governo e rappresentanti dei Tir, organizzato con l’obiettivo di scongiurare lo sciopero dell’autotrasporto indetto dal 25 al 29 maggio contro il caro carburanti che mette a rischio la distribuzione delle merci.































