Il Quirinale interviene sulla grazia concessa a Nicole Minetti e chiede accertamenti immediati dopo le notizie di stampa che mettono in dubbio alcuni elementi alla base della decisione
Grazia concessa a Nicole Minetti, il Colle chiede chiarimenti. La presidenza della Repubblica ha inviato una lettera al ministero della Giustizia per acquisire “con cortese urgenza” tutte le informazioni necessarie a verificare la fondatezza delle indiscrezioni pubblicate nei giorni scorsi.
Nel testo si fa riferimento al decreto di grazia adottato il 18 febbraio 2026 dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del ministro della Giustizia. E alla possibilità che alcuni elementi contenuti nella domanda possano non corrispondere al vero.
La grazia e il caso del minore
Nel provvedimento di clemenza, il parere favorevole era stato motivato con le difficoltà, per Minetti, di garantire assistenza a un minore affetto da una grave patologia. Tale da richiedere cure e terapie anche all’estero.
Proprio su questo punto si concentrano ora i dubbi sollevati dalle notizie di stampa, che mettono in discussione la ricostruzione dei fatti presentata nella domanda di grazia.
Le rivelazioni del Fatto Quotidiano
Gli articoli citati dal Quirinale fanno riferimento a una serie di servizi pubblicati dal Il Fatto Quotidiano a partire dal 25 aprile. Tra le ricostruzioni riportate, quella secondo cui il bambino indicato come motivo della grazia non sarebbe realmente in stato di abbandono, oltre a interrogativi sulle cure mediche e sugli accertamenti effettuati. Nelle stesse inchieste emergono anche altri elementi controversi legati alla vita privata di Minetti all’estero e a vicende ancora poco chiare, che hanno contribuito ad aprire il caso.
Verifiche: primi esiti entro 24 ore
Il ministero della Giustizia ha avviato subito gli accertamenti richiesti dal Quirinale. I primi riscontri potrebbero arrivare già entro le prossime 24 ore.
Secondo quanto si apprende, gli uffici di via Arenula stanno effettuando verifiche insieme alla procura generale della Corte d’Appello di Milano, che aveva espresso un parere favorevole, seppur non vincolante, firmato dal sostituto Gaetano Brusa.
Il Quirinale: nessuna indagine autonoma
Fonti del Quirinale ricordano che il Presidente della Repubblica non dispone di strumenti autonomi di indagine e basa le proprie decisioni sui documenti trasmessi e sulle valutazioni dell’autorità giudiziaria e del ministro della Giustizia.
La richiesta di chiarimenti, quindi, è stata indirizzata al ministero, che ha competenza esclusiva sull’istruttoria delle domande di grazia, come stabilito anche dalla Corte costituzionale.


















