11 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

11 Mar, 2026

Iran, Meloni: «Non entreremo in guerra». Tasse contro chi specula sui carburanti

La premier Giorgia Meloni e i ministri in Senato

La premier al Senato sulla crisi in Medio Oriente: «L’Italia non è in guerra e non vuole entrarci». Avvertimento alle aziende sui carburanti: tasse per chi specula. Appello a Israele sulla sicurezza dei soldati italiani in Libano


La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che l’Italia non entrerà nel conflitto in Medio Oriente e ha invitato a evitare speculazioni economiche sulla crisi. Intervenendo al Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo, Meloni ha parlato di una delle crisi geopolitiche più complesse degli ultimi decenni, chiedendo responsabilità e prudenza nel dibattito politico.

La premier ha ricordato che l’Italia non è coinvolta militarmente e che il governo non ha ricevuto richieste per l’uso delle basi americane nel Paese.

Una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni

Secondo Meloni la situazione in Medio Oriente rappresenta «una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni» e si inserisce in un quadro internazionale sempre più instabile. La presidente del Consiglio ha sottolineato come negli ultimi anni si siano moltiplicati interventi unilaterali fuori dal perimetro del diritto internazionale, citando anche l’azione militare di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano. La premier ha invitato a discutere della crisi senza trasformare il confronto in uno scontro politico interno.

«L’Italia non è in guerra»

Meloni ha ribadito con forza la posizione del governo: «Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Ha respinto inoltre le accuse rivolte all’esecutivo nei giorni scorsi.

«Non c’è un governo complice di decisioni altrui, né isolato in Europa», ha detto, difendendo l’azione diplomatica italiana e il lavoro svolto per affrontare le conseguenze geopolitiche ed economiche della crisi.

Le basi Usa e il ruolo del Parlamento

La premier ha chiarito anche il tema delle basi militari statunitensi presenti in Italia. Gli accordi che le regolano, ha spiegato, sono stati aggiornati nel tempo da governi di ogni colore politico.

Nel caso in cui dovesse arrivare una richiesta da parte degli Stati Uniti, ha precisato, la decisione spetterebbe comunque al governo ma verrebbe sottoposta al Parlamento. Al momento però, ha sottolineato, «non è arrivata alcuna richiesta».

La strage delle bambine in Iran

Durante l’intervento Meloni ha ricordato anche la strage avvenuta in una scuola femminile a Minab, nel sud dell’Iran, dove sono morte oltre cento persone, per lo più bambine.

La premier ha chiesto che vengano accertate le responsabilità e ha ribadito che la protezione dei civili deve restare una priorità. Su questo passaggio l’Aula ha applaudito con il sostegno anche delle opposizioni.

Tasse contro chi specula sui carburanti

Uno dei passaggi più forti del discorso ha riguardato il possibile aumento dei prezzi dell’energia. Meloni ha avvertito le aziende che potrebbero approfittare della crisi per aumentare i prezzi dei carburanti.

«Il messaggio che voglio dare a chi pensa di arricchirsi sulla pelle di cittadini e imprese è di essere prudente», ha detto la premier. Il governo è pronto, se necessario, a intervenire con una maggiore tassazione sugli eventuali profitti derivanti dalla speculazione.

L’esecutivo sta inoltre valutando l’attivazione del meccanismo delle accise mobili nel caso in cui i prezzi dei carburanti aumentassero in modo stabile.

La sicurezza dei soldati italiani in Libano

Meloni ha affrontato anche il tema della situazione in Libano, definita «delicata». La premier ha spiegato di aver parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, esprimendo la contrarietà dell’Italia a qualsiasi escalation militare.

Allo stesso tempo ha ricordato che Israele ha il diritto di difendersi dagli attacchi di Hezbollah. Nel Paese sono presenti oltre mille soldati italiani impegnati nella missione Unifil e la sicurezza del contingente deve essere garantita in ogni momento.

Il ruolo dell’Europa e la difesa comune

Guardando al quadro europeo, la presidente del Consiglio ha ribadito che la difesa dell’Unione deve essere rafforzata su tutti i fronti. Non solo sul fianco orientale, legato alla guerra in Ucraina, ma anche sul fianco meridionale del Mediterraneo.

Meloni ha inoltre chiesto a livello europeo la sospensione temporanea dell’Ets applicato alla produzione di elettricità da fonti termiche, almeno fino a quando i prezzi globali dell’energia non torneranno ai livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente.

Sempre nel discorso al Senato la premier ha difeso anche il modello dei centri per migranti in Albania, sostenendo che la Commissione europea ha confermato la compatibilità del sistema con il diritto europeo e internazionale.

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