4 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Mar, 2026

Mojtaba Khamenei, chi è il nuovo leader dell’Iran

Mojtaba Khamenei

Mojtaba Khamenei potrebbe essere il nuovo leader dell’Iran dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. Ha 56 anni, è il secondogenito ed è considerato da tempo il figlio più influente del regime


Ha 56 anni, è il secondogenito di Ali Khamenei ed è da tempo considerato il figlio più influente della Guida Suprema. Mojtaba Khamenei dovrebbe essere il successore, nominato al quinto giorno della guerra e dopo la morte del padre alla guida della Repubblica islamica.

Politico e religioso, Mojtaba ha costruito negli anni una rete di rapporti molto stretta con le forze di sicurezza iraniane, in particolare con i Pasdaran, il potente corpo delle Guardie rivoluzionarie.

Mojtaba Khamenei favorito per la successione

L’Assemblea degli Esperti è composta da 88 religiosi sciiti eletti formalmente dal popolo e incaricati, secondo la Costituzione iraniana, di nominare e supervisionare la Guida Suprema. Si tratta solo della seconda volta nella storia della Repubblica islamica che l’assemblea deve scegliere un nuovo leader. Nel 1989 fu proprio l’assemblea a scegliere Ali Khamenei come nuova Guida Suprema dopo la morte dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica. Da allora Khamenei ha governato il Paese per oltre quarant’anni con poteri quasi assoluti.

Alcuni membri dell’assemblea avrebbero però espresso riserve ad annunciare subito la nomina, temendo che una proclamazione immediata possa trasformarlo in un bersaglio diretto per Stati Uniti e Israele. Le fonti hanno parlato in forma anonima a causa della delicatezza delle discussioni interne.

Riunioni segrete e raid israeliano a Qom

L’Assemblea degli Esperti, il collegio religioso incaricato di scegliere la Guida Suprema, ha tenuto due riunioni virtuali, una al mattino e una alla sera. Intanto Israele ha colpito un edificio nella città santa di Qom, uno dei centri più importanti dello sciismo, dove era prevista una riunione dell’assemblea per l’elezione del nuovo leader. Secondo l’agenzia iraniana Fars, vicina ai Pasdaran, l’edificio era però vuoto.

Il regime sceglie la linea dura

Vali Nasr, esperto di Iran e di islam sciita alla Johns Hopkins University, ha spiegato che l’eventuale elezione di Mojtaba Khamenei sarebbe una decisione sorprendente ma significativa.

«Per molto tempo era stato indicato come possibile successore, ma negli ultimi due anni il suo nome sembrava essere uscito dal radar», ha detto Nasr. «Se scelto, che la componente più dura del regime, legata alle Guardie rivoluzionarie, prende il controllo». I sostenitori del governo vedrebbero Mojtaba come la continuazione di un leader che considerano ormai un martire. Gli oppositori invece lo considererebbero il simbolo della continuità del regime, accusato da organizzazioni per i diritti umani di aver causato negli ultimi mesi migliaia di morti durante la repressione delle proteste.

Dalla guerra Iran-Iraq agli studi religiosi

Nato a Mashhad nel settembre 1969, Mojtaba Khamenei ha partecipato negli ultimi anni del conflitto tra Iran e Iraq, prestando servizio tra il 1987 e il 1988. Successivamente ha intrapreso il percorso religioso, proseguendo gli studi nella città santa di Qom, uno dei principali centri del clero sciita, dove si è formato come chierico. Considerato da tempo una figura influente ma riservata del sistema di potere iraniano. Per anni ha operato nell’ombra accanto al padre, che guidava il Paese con poteri quasi assoluti.

È noto per i suoi stretti rapporti con i Pasdaran, le potenti Guardie rivoluzionarie, che secondo le fonti avrebbero sostenuto la sua candidatura ritenendolo la figura più adatta a guidare il Paese in una fase di crisi.

Il figlio più influente della Guida Suprema

Mojtaba è il figlio più influente di Ali Khamenei. Allo stesso tempo è rimasto una figura controversa e spesso al centro di polemiche. Coinvolto in presunti arricchimenti e nella gestione di proprietà immobiliari anche in Occidente, come riportato da alcune inchieste giornalistiche, tra cui una recente indagine di Bloomberg.

Il ruolo nelle elezioni di Ahmadinejad

Il nome di Mojtaba Khamenei è emerso anche nelle controverse elezioni presidenziali iraniane del 2005 e del 2009, quando sostenne apertamente Mahmoud Ahmadinejad. Secondo diversi media internazionali avrebbe avuto un ruolo significativo nel consolidare la vittoria elettorale del presidente nel 2009, un voto segnato da proteste di massa e accuse di brogli.

Le voci sulla successione

Da tempo circolavano indiscrezioni su una possibile successione dinastica. Circa un anno e mezzo fa l’emittente Iran International aveva riferito che Mojtaba era stato scelto segretamente come successore del padre.

Ipotesi sempre smentite ufficialmente, anche perché Ali Khamenei aveva più volte dichiarato di non voler trasformare la leadership iraniana in una successione familiare.

Il rischio di una reazione popolare

Non tutti però accoglierebbero con favore la sua nomina. Rahmati prevede una possibile reazione negativa da parte di una parte della popolazione iraniana. «Una parte dell’opinione pubblica reagirà con forza a questa decisione e potrebbe esserci un contraccolpo», ha detto.

Gli altri candidati alla guida dell’Iran

Tra i possibili candidati emersi nelle discussioni figurano anche Alireza Arafi, religioso e giurista membro del consiglio di transizione istituito dopo la morte di Khamenei, e Seyed Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica Ruhollah Khomeini. Entrambi sono considerati figure relativamente più moderate, con Khomeini vicino alla corrente riformista marginalizzata negli ultimi anni.

Il paragone con Mohammed bin Salman

Secondo Abdolreza Davari, politico vicino a Mojtaba Khamenei, il nuovo leader potrebbe trasformarsi in una figura simile al principe saudita Mohammed bin Salman. «È estremamente progressista e potrebbe mettere da parte gli elementi più radicali del regime», ha sostenuto Davari in dichiarazioni rilasciate prima della guerra.

Le parole di Trump

Durante una conferenza stampa a Washington, il presidente Donald Trump ha affermato che molti dei possibili leader iraniani sono stati uccisi negli attacchi degli ultimi giorni.

«Tra poco non conosceremo più nessuno», ha detto. Alla domanda su quale potrebbe essere lo scenario peggiore, Trump ha risposto: «Il peggio sarebbe che qualcuno prenda il potere e sia cattivo quanto il precedente».

La famiglia colpita nei bombardamenti

Il governo iraniano ha dichiarato che negli attacchi di sabato sono rimasti uccisi, insieme ad Ali Khamenei, anche la moglie di Mojtaba, Zahra Adel, la madre Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh e uno dei suoi figli.

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