Bill Clinton deposita davanti alla Commissione di sorveglianza della Camera nel caso Epstein negando qualsiasi consapevolezza dei crimini di Jeffrey Epstein e difendendo la testimonianza della moglie. La Cnn parla di possibile boomerang politico per Trump
Bill Clinton ha testimoniato sui files Epstein. Segnando un passaggio storico nella politica americana. L’ex presidente degli Stati Uniti ha parlato davanti alla Commissione di sorveglianza della Camera negando qualsiasi consapevolezza dei crimini del finanziere.
Lo ha fatto il giorno dopo Hillary, sua moglie, due volte candidata alla presidenza Usa. Se lei lo ha difeso, come sempre, lui ha cercato di toglierla da un imbarazzo mondiale.
“Non ho visto nulla e non ho commesso nulla di male. Non avevo idea dei suoi crimini”, ha dichiarato Clinton nella sua testimonianza, il cui testo iniziale è stato pubblicato su X. “So quello che ho fatto e, ancora più importante, quello che non ho fatto. So quello che ho visto e, ancora più importante, quello che non ho visto”.
Una dichiarazione difensiva netta, con cui l’ex presidente ha cercato di respingere ogni ombra sul suo rapporto con Epstein.
“Se avessi saputo, lo avrei denunciato”.
Clinton ha anche evocato la propria storia personale per rafforzare la sua posizione. “Essendo cresciuto in una famiglia in cui si verificavano abusi domestici, non solo non sarei salito sul suo aereo se avessi avuto la minima idea di cosa stesse facendo, ma lo avrei denunciato io stesso e avrei guidato la richiesta di giustizia per i suoi crimini, non per accordi vantaggiosi”.
Ha poi aggiunto che “le vittime non solo meritano giustizia, ma meritano di guarire”.
Nel corso della deposizione ha difeso anche la moglie Hillary Clinton, ascoltata il giorno precedente dalla stessa Commissione. “Non c’entra nulla con Jeffrey Epstein. Chiamarla a testimoniare è stato semplicemente sbagliato”, ha affermato.
Il precedente politico e il possibile effetto Trump
La deposizione di Bill Clinton rappresenta un precedente senza precedenti: è la prima volta che un ex presidente testimonia davanti al Congresso contro la propria volontà. I repubblicani, guidati dal presidente della Commissione James Comer, puntano a chiarire i rapporti tra Clinton ed Epstein, incluse le visite di quest’ultimo alla Casa Bianca negli anni Novanta.
Ma l’operazione potrebbe ritorcersi contro chi l’ha voluta. Secondo la Cnn, l’audizione dei Clinton rischia di trasformarsi in un boomerang politico per Donald Trump e per i repubblicani. La testimonianza dell’ex presidente democratico alimenta infatti il dibattito su un possibile doppio standard nei confronti delle figure legate all’attuale amministrazione.
Diversi esponenti nominati nei file Epstein, a partire dal segretario al Commercio Howard Lutnick, non sono stati finora convocati. I democratici sostengono che, se si è aperta la strada alla deposizione di un ex presidente e di un’ex first lady, allora anche Trump e Melania dovrebbero essere ascoltati, visto che entrambi conoscevano Epstein.
Lo scontro si sposta così dal piano giudiziario a quello politico, trasformando l’inchiesta in un terreno di confronto diretto tra Casa Bianca e opposizione.
Mosca attacca: “Hillary bugiarda”
Sul caso è intervenuta anche Mosca. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato Hillary Clinton di aver mentito nella sua deposizione e ha sostenuto che Bill Clinton fosse a conoscenza delle attività di Epstein.
“Bill Clinton sapeva tutto, e anche Hillary Clinton lo sa. Quello che ha detto è una menzogna totale”, ha dichiarato Zakharova, citata dall’agenzia Tass.
La portavoce ha richiamato anche il nome dell’aereo di Epstein, il “Lolita Express”, sottolineando che non sarebbe una definizione recente ma già in uso tra coloro che lo frequentavano.
Le parole di Mosca inseriscono l’inchiesta in un contesto internazionale più ampio, alimentando ulteriormente la dimensione politica del caso.
Una giornata che pesa sulla campagna
La testimonianza di Bill Clinton arriva in un clima già teso, con i democratici determinati a mantenere alta la pressione su Trump. La pubblicazione integrale di video e trascrizioni, annunciata dalla Commissione, potrebbe prolungare lo scontro nelle prossime settimane.



















