Dopo il premio a Sanremo, Mogol vola a Roma con un elicottero dei Vigili del Fuoco per la festa del Corpo. Piantedosi difende la scelta, Usb denuncia un uso improprio di un mezzo di soccorso
Mogol torna a Roma con l’elicottero dei Vigili del Fuoco e sì viaggiare, evitando le buche più dure. Ma tra cieli immensi, a terra non scoppia immenso amore. Giulio Rapetti era a Sanremo dove ha ritirato il premio alla carriera al Festival, poi, insieme alla moglie, è stato riportato a casa dall’elisoccorso del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. A rivelare l’utilizzo del mezzo è stato Il Fatto Quotidiano altrimenti sarebbero stati solo fatti loro.
Il volo da Sanremo alla Capitale ha sollevato interrogativi, se piangi, se ridi, sull’opportunità di impiegare un velivolo destinato al soccorso per un trasferimento legato a un evento istituzionale, ossia la festa commemorativa dell’istituzione del Corpo.
Il canto libero di Piantedosi
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non ha resistito. Il suo canto libero è stato, più o meno: queste sono solo polemiche “strumentali”. “Siamo contentissimi di aver avuto qui Mogol e lo ringraziamo per quello che ci ha dato. È un monumento nazionale”. Poi ha ricordato che Mogol ha scritto e donato l’inno ufficiale dei Vigili del Fuoco. “Gli siamo profondamente grati”, ha aggiunto il ministro. Il suo mestiere è vivere la vita.
Le lacrime sul viso del sindacato
E però una lacrima sul viso è scesa al consigliere regionale ligure del Pd Simone D’Angelo, che ha definito “sconcertante” l’utilizzo dell’elicottero per un trasferimento non legato a un’emergenza. Il servizio di elisoccorso deve essere per i cittadini liguri. E penso a te, e pensava a loro.
Ancora più netta la posizione dell’Usb Vigili del Fuoco. Il sindacato ha parlato di “fatto gravissimo”. Come seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare. Ma come, un soccorso finanziato con risorse pubbliche, ha spiegato, deve essere esclusivamente per la tutela della vita e la sicurezza dei cittadini. Il volo è durato due ore e mezza. Ma Tu chiamale se vuoi emozioni.
“Un elicottero dei Vigili del Fuoco non è un mezzo di rappresentanza”, afferma l’Usb, ricordando i costi elevati di ogni ora di volo in termini di carburante, manutenzione, personale specializzato e usura del velivolo, oltre all’impatto sulla capacità operativa del dispositivo di soccorso. Oh mare nero, oh mare nero, oh mare ne.
Mogol: “Viaggio bellissimo”
Senza ali tu lo sai non si vola. Io quel dì mi trovai per esempio. Mogol ha ridimensionato la polemica. “Il viaggio è andato benissimo, i Vigili del Fuoco sono persone splendide e vanno ringraziate da tutti”.
Durante la cerimonia al Teatro Argentina di Roma, Mogol è stato nominato vigile del fuoco ad honorem. L’inno del Corpo che ha scritto, è stato eseguito e cantato ufficialmente. E restano le discese ardite. E le risalite. Su nel cielo aperto.


















