17 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

24 Feb, 2026

Cresta su fondi Ue scuola, chiesto l’arresto per docenti e ricercatori

La Procura Europea chiede l’arresto per docenti universitari, ricercatori e vertici di società informatiche coinvolti in un’indagine sulle forniture pilotate


Docenti universitari, ricercatori del Cnr, insegnanti di istituti superiori e vertici di società informatiche sono al centro di una nuova indagine della Procura Europea sulla gestione dei fondi Ue per la scuola.

L’inchiesta, partita da Palermo tre anni fa, si è allargata fino a coinvolgere professori dell’Università Federico II di Napoli, responsabili di fondazioni Its e dirigenti di aziende della fornitura digitale per scuole e atenei.

I magistrati hanno chiesto 16 misure cautelari. L’indagine punta a chiarire l’eventuale utilizzo distorto di risorse comunitarie destinate alla digitalizzazione e alla formazione, un settore che negli ultimi anni ha ricevuto ingenti finanziamenti europei.

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Le origini: la preside e la mensa allo Zen

L’indagine prende le mosse dall’arresto di una preside del quartiere Zen di Palermo, È accusata di aver fatto la cresta sui fondi della mensa scolastica e di aver imposto l’acquisto di dispositivi informatici da una specifica azienda in cambio di cellulari e regali.

Grazie alle dichiarazioni di una dipendente della società coinvolta, Alessandra Conigliaro, la Procura ha ricostruito un meccanismo più ampio, ritenendo il caso tutt’altro che isolato.

Il “sistema perverso” delle forniture

Secondo l’accusa, sarebbe stato creato un vero e proprio “sistema perverso” nella gestione dei fondi Ue scuola.

Diversi dipendenti pubblici e docenti avrebbero agevolato l’affidamento di forniture di beni e servizi a tre società: Informatica Commerciale S.p.A., R-Store S.p.A. e Databroker. In cambio avrebbero accumulato quelli che gli stessi indagati definivano “tesoretti”, utilizzati per acquisti personali come smartphone e smart tv. Scrivono i magistrati:

«A fronte di atti amministrativi formalmente regolari la causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica», con un presunto asservimento dell’incarico pubblico a fini privati.

I nomi coinvolti

Tra i docenti indagati figurano: Corrado Leone del Centro Nazionale di Ricerca di Napoli e Portici. Luigi Cembalo, professore ordinario al Dipartimento di Scienze Agrarie della Federico II. Roberto Freda, assistente ricercatore dello stesso ateneo. Luciano Airaghi, responsabile del centro di formazione dell’Its Fondazione Minoprio. Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli. Enrico Cafaro, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche della Federico II.

Al centro dell’indagine c’è la R-Store S.p.A., Apple Premium Reseller con sede a Napoli e oltre 32 punti vendita in Italia, attiva nello sviluppo digitale e nella fornitura di dispositivi e formazione a scuole e università.

Il ruolo dei vertici aziendali

Gli investigatori indicano come figura chiave l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani, per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari. Sarebbe stato lui, secondo l’accusa, il “deus ex machina” capace di sfruttare relazioni e contatti per aggiudicarsi gare di rilievo, tra cui quella dell’Its “Mia Moda Campania”.

Mario Piacenti, anch’egli indagato, avrebbe invece curato i rapporti operativi con i referenti sul territorio, tra cui la dipendente palermitana che ha fornito elementi decisivi agli inquirenti.

La Procura Europea ha chiesto 16 misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sui fondi Ue scuola. Ora spetterà al giudice per le indagini preliminari decidere se accogliere le richieste.

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