8 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

12 Dic, 2025

Bernini: «Studenti Udu sono piccoli Landini e Schlein». Pd: Si scusi

La ministra dell’Università parla di protesta strumentalizzata contro la riforma di Medicina. Dura la replica del Pd: “Parole scomposte, la riforma è un disastro”


“Bisogna chiamare le cose col loro nome: non è una contestazione di studenti, sono studenti Udu, diciamo piccoli Landini e piccoli Schlein, che protestano legittimamente perché contrari alla riforma di Medicina” ha detto la ministra dell’Università Anna Maria Bernini a Bologna, a margine della firma per l’istituzione dell’Università dell’Onu, commentando le contestazioni avvenute ad Atreju a Roma contro la riforma del test di accesso a Medicina. E la polemica riprende forza.

“Mi spiace moltissimo – ha aggiunto la ministra – che alcuni partiti politici strumentalizzino questa protesta, perché il messaggio che dobbiamo dare è che la riforma deve funzionare per gli studenti”.

“La polemica politica facciamola su altro lasciamo stare gli studenti, non usiamoli come armi improprie”.

Bernini ha poi rivendicato la disponibilità al confronto: “Prima di contestare bisogna ascoltare. Io li ascolto, mi faccio contestare, mi faccio urlare in faccia e continuo a farlo. Se vogliono incontrarmi di nuovo, io ci sono”.

Pd: parole imbarazzanti

Dura la reazione del Partito democratico. “Sarebbe stato auspicabile che, a mente fredda, la ministra Bernini chiedesse scusa agli studenti per la scomposta e imbarazzante reazione di ieri. Oggi invece insiste associandoli a Landini e Schlein”, afferma in una nota Alfredo D’Attorre, responsabile Università nella segreteria nazionale del Pd.

“La riforma farà perdere un anno”

Secondo D’Attorre, “gli studenti protestano non perché glielo chiede il Pd o la Cgil, ma perché era stata annunciata l’abolizione del numero chiuso e dei test a crocette e invece si ritrovano entrambe le cose, in un sistema di selezione peggiorato che ha creato caos e che, nella migliore delle ipotesi, farà perdere un anno a due terzi di loro”. L’esponente dem invita infine la ministra “a rendersi disponibile a un confronto vero per correggere una riforma che si è rivelata un disastro, perfino peggiore delle aspettative”.

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