L’ex premier Giuseppe Conte difende la gestione dell’emergenza Covid, deposita un documento sulle mascherine. E rivela di aver contestato a Speranza e Draghi l’obbligo vaccinale per gli over 50 quando il tasso di vaccinazione era già vicino al 90%.
L’appuntamento di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza della pandemia da Covid, tra scontri politici e rinvii, si è concretizzato ieri con l’audizione volontaria di Giuseppe Conte.
Per rendere la sua testimonianza l’ex presidente del Consiglio aveva rassegnato le dimissioni da componente del medesimo organismo il 3 agosto. Scrivendo al presidente della Camera Lorenzo Fontana: «Spetterà finalmente a me di parlare in modo da spazzare via tutto il fango».
LEGGI Covid, Fauci accusato di oltraggio al Congresso: rischia un’ indagine penale
Conte è infatti convinto che la Commissione, istituita nel 2024 e presieduta da Marco Lisei di FdI, sia stata concepita dalla maggioranza, in particolare dal partito meloniano, come un plotone d’esecuzione nei suoi confronti. Trasformando la Commissione in uno strumento di attacco politico per scagliare «accuse false» contro di lui.
La maggioranza sostiene invece che sia necessario verificare le decisioni assunte dal governo Conte durante l’emergenza da Coronavirus. Fermo restando che Conte non è accusato di nulla che abbia valenza giuridica, anche perché la Commissione non ha poteri di tribunale.
Infatti Conte fa una dichiarazione preventiva. «Non voglio prendere in giro i cittadini e dico che purtroppo non c’è conseguenza giuridica collegata alla mia testimonianza. Di cui mi assumo la responsabilità politica. Il deputato Bignami si è dimesso come membro della Commissione su richiesta del suo partito, è intervenuto in libera audizione e ha enfatizzato di aver prestato giuramento. Anch’io posso prestare giuramento. Ma sto prendendo in giro chi mi ascolta».
L’audizione fiume e il documento sulle mascherine
Il presidente Lisei ha annunciato l’ingresso in Commissione di Michele Gubitosa (M5s) in sostituzione di Conte, il quale secondo intese pregresse dovrebbe tornare a far parte dell’organismo in tempi rapidi.
L’audizione, iniziata alle 14,50, è terminata alle 20,15. Conte ha parlato per circa tre ore e venti minuti, poi fino al termine spazio per domande e repliche.
Conte consegna alla Commissione un documento “scoop” di dieci pagine datato 14 aprile 2022, ma pervenutogli solo di recente in forma anonima. Ritenendolo degno di nota lo ha depositato alla Procura di Roma lunedì scorso.
È un verbale sulla consegna presso un deposito di Pomezia di 7.857.000 pezzi di mascherine cinesi effettuata dalla Jc Electronics Italia srl, l’azienda di Colleferro dell’imprenditore Dario Bianchi, spesso ospite di eventi di FdI, contrattacca Conte.
L’azienda è nota alle cronache per una maxi-causa intentata contro lo Stato a seguito della revoca di un contratto per la fornitura di mascherine stipulato durante la gestione commissariale di Domenico Arcuri. La maxi-causa è stata oggetto di una transazione economica da parte del governo.
Conte: «Mascherine senza efficacia filtrante»
Dal verbale di cui parla Conte emerge che all’interno di tutti i colli depositati vi erano «mascherine senza efficacia filtrante», non conformi per proteggere le persone dal contagio epidemico.
Conte spiega di avere segnalato il documento alla Procura perché confida «che l’ordine di pagamento non sia ancora stato eseguito e diffido il Ministero della Salute a effettuare il pagamento».
La particolarità della vicenda per Conte «è che Bianchi, audito in questa Commissione più volte, l’ultima volta non ha detto nulla della transazione. Però in quell’occasione ha parlato dell’avvocato Di Donna» (ex collega avvocato del leader del M5s, ndr).
Tuttavia Alice Buonguerrieri, capogruppo di FdI in Commissione, smonta che il documento sia uno scoop e sostiene che fosse già stato vagliato dalla magistratura, ma con esito opposto rispetto alle ipotesi di Conte.
Lo scontro sulla gestione della pandemia
Inevitabilmente la lunga dissertazione dell’ex presidente del Consiglio circa la gestione del suo governo «travolto» dall’emergenza pandemica senza alcun preavviso, adeguatezza o preparazione preventiva per un’enormità come quella annunciata ufficialmente il 31 gennaio 2020, assume toni aulici. Ripercorrendo con dovizia di date tutta la vicenda.
Glielo fa notare Simona Loizzo, capogruppo della Lega in Commissione: «Da Conte solo un’autocelebrazione, siamo su “Scherzi a parte”. Noi volevamo sapere cosa nasconde su uno dei momenti più bui della storia del nostro Paese. Non assistere a un tripudio con cui vuole spostare l’attenzione pur di non fare chiarezza sulla commessa per la fornitura di mascherine contraffatte. E tutte le altre irregolarità che in questi giorni hanno riempito le pagine dei giornali».
Poi la leghista lancia l’affondo: «Incommentabile anche la dichiarazione sulla decisione di rilancio del debito pubblico attraverso il Superbonus, che invece ha affossato il Paese, impedendoci di uscire dalla procedura d’infrazione europea. Consiglio spassionato: Conte, eviti di parlarci di darwinismo sociale della sanità, visto che l’ha esposta a una situazione di enorme disagio e ingiustizie nel Ssn per errori e teorie non dimostrabili e impositive», conclude la Loizzo.
Conte: «Con Draghi arrivarono Green pass e obblighi»
Al centro del confronto con i parlamentari di centrodestra, tra cui il meloniano Francesco Filini, ci sono le decisioni prese durante la pandemia, dai Dpcm al piano vaccinale impositivo.
«Io sono andato via dal governo a febbraio 2021 – replica Conte –. Dopo c’è stato un altro esecutivo che ha governato per oltre un anno la pandemia. Ci si dimentica che noi abbiamo avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta. Con Draghi sono venuti i Green pass e gli obblighi per gli over 50».
Ma qui Conte fa una rivelazione: «Quando l’obbligo vaccinale nel 2022 fu introdotto per gli over 50, avevamo un tasso di vaccinati vicino al 90%. Chiamai il ministro Speranza e dissi: “Siamo ben oltre le previsioni dell’immunità di gregge, che motivo c’è di andare a introdurre addirittura l’obbligo vaccinale per gli over 50?” C’è stato un colloquio con Draghi e lì per lì mi è sembrato che fosse convinto che andare a “torturare” tra virgolette 500mila lavoratori non aveva senso rispetto agli obiettivi di sicurezza che ormai avevamo raggiunto. Invece poi ho visto che hanno introdotto l’obbligo col decreto legge. Ma vorrei che fosse chiaro: io non sono qui per rivendicare un voto No Vax: quello lo lascio a voi».
La missione russa e il secondo round
Altro terreno di scontro la missione russa in Italia del marzo 2020. Conte ha negato qualsiasi accordo preventivo con Putin e ha ribadito che si trattò esclusivamente di un intervento sanitario coordinato dalle istituzioni italiane.
«L’audizione di Conte non ha fugato le ombre, ma anzi ha rafforzato i dubbi che FdI ha sempre avuto sulla reale capacità del governo di allora di essere pronto a gestire l’impatto della pandemia. Gli italiani hanno pagato un prezzo altissimo per la scelta di Conte di non aver attivato il Piano pandemico 2006. Occorrerà completare con un approfondimento», dichiara Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera.
Lisei fissa subito la data del secondo round: lunedì 14 settembre.






























