14 Set, 2026

Svezia, il centrosinistra vede la vittoria. Per Andersson la partita è più difficile

Magdalena Andersson

A metà dello spoglio il vantaggio di Magdalena Andersson si riduce al minimo e l’esito resta incerto. I Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson scendono rispetto alle precedenti elezioni


Con il 94% dei voti scrutinati, il centrosinistra svedese allunga sul blocco di destra e si avvicina alla vittoria, ma il risultato resta ancora sospeso e la formazione del prossimo governo potrebbe richiedere settimane, se non mesi.

Le proiezioni della tv pubblica Svt assegnano al blocco guidato dai socialdemocratici di Magdalena Andersson 176 seggi contro i 173 del centrodestra. Mancano ancora i voti anticipati e quelli arrivati dall’estero e nessuno dei due schieramenti ha proclamato la vittoria. I risultati definitivi non sono attesi prima di mercoledì.

Durante la campagna Åkesson aveva cercato di allargare il proprio elettorato, insistendo sulle posizioni anti-immigrazione ma tentando contemporaneamente di prendere le distanze dalle origini più radicali del partito

Andersson: «Se il dato sarà confermato, nuovo governo»

La leader socialdemocratica, però, comincia a guardare oltre lo scrutinio. «Per il momento siamo in testa. E se questo dato venisse confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo», ha detto ai suoi sostenitori. I Socialdemocratici restano nettamente il primo partito del Paese e questa mattina i vertici si sono riuniti con Andersson per discutere i prossimi passi.

Il premier uscente Ulf Kristersson non concede però la vittoria agli avversari:

«Non abbiamo ancora un risultato definitivo. La questione di quale governo guiderà la Svezia nei prossimi anni resta aperta».

Il vero ostacolo viene dagli alleati

Anche se il vantaggio fosse confermato, per Andersson comincerebbe subito una trattativa complicatissima. Il blocco progressista riunisce Socialdemocratici, Verdi, Partito di Centro e Partito della Sinistra, ma proprio questi ultimi due sono divisi sulla possibilità di governare insieme: il Centro ha escluso di condividere il potere con la Sinistra, che invece rivendica un posto in qualsiasi futura coalizione.

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«Il processo di formazione del governo potrebbe rivelarsi piuttosto complesso», ha ammesso il presidente del Parlamento Andreas Norlen. Il segretario socialdemocratico Tobias Baudin ha già scambiato messaggi con esponenti degli altri partiti e si dice «assolutamente convinto» che un compromesso sia possibile. Per le trattative vere, però, tutti sembrano intenzionati ad aspettare il risultato definitivo.

Il freno alla destra

Il voto segna intanto una battuta d’arresto per la destra che ha governato negli ultimi quattro anni. Resta invece improbabile un cambiamento della linea filo-occidentale e del sostegno svedese all’Ucraina, mentre le differenze nel possibile nuovo blocco di governo sono profonde su economia e immigrazione.

Andersson ha promesso più investimenti nel welfare, maggiore equità fiscale e politiche per la coesione sociale. Ma mentre Verdi e Sinistra chiedono un contributo maggiore ai più ricchi, il Partito di Centro è contrario a una tassa sui miliardari. Anche sull’immigrazione le posizioni sono distanti: Andersson ha già chiarito di voler mantenere una linea rigorosa.

Il dato più significativo arriva dai Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson, che scendono al 17,2%, dal 20,5% delle precedenti elezioni. Per l’ultradestra sarebbe il primo arretramento elettorale da quando è entrata in Parlamento nel 2010.

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