A metà dello spoglio il vantaggio di Magdalena Andersson si riduce al minimo e l’esito resta incerto. I Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson scendono rispetto alle precedenti elezioni
Per un seggio. Il centrosinistra di Magdalena Andersson resta avanti per un solo seggio. A metà dello spoglio delle elezioni svedesi la distanza tra i due blocchi si è drasticamente ridotta e l’esito rimane aperto: secondo la proiezione della tv pubblica Svt, basta uno spostamento minimo per ribaltare il risultato.
La notizia politica della notte, però, è anche un’altra: l’ultradestra di Jimmie Åkesson arretra rispetto alle elezioni precedenti, smentendo almeno per ora i sondaggi che la indicavano come possibile grande vincitrice.
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L’ultradestra perde terreno
I Democratici Svedesi si fermano, secondo i primi dati, al 17,2%, contro il 20,5% delle precedenti elezioni. Un risultato che ridimensiona le ambizioni di Åkesson e potrebbe far fallire la scommessa del premier uscente Ulf Kristersson di aprire per la prima volta le porte del governo alla destra nazionalista.
Anche i due principali partiti tradizionali perdono consensi rispetto al 2022: i Socialdemocratici si attestano al 28,4%, in calo di 1,9 punti, mentre i Moderati raggiungono il 18,1%, perdendo un punto. Crescono invece i Verdi, al 7,4%, la Sinistra all’8% e il Centro al 7,5%.
La notte di Magdalena Andersson
Nel quartier generale socialdemocratico di Stoccolma, l’applauso più forte è arrivato proprio quando sugli schermi è comparso il risultato dei Democratici Svedesi.
Durante la campagna Åkesson aveva cercato di allargare il proprio elettorato, insistendo sulle posizioni anti-immigrazione ma tentando contemporaneamente di prendere le distanze dalle origini più radicali del partito
Alla vigilia molti guardavano alla Svezia come alla possibile nuova tappa dell’avanzata dell’ultradestra in Europa. Andersson aveva definito quella appena conclusa «una campagna elettorale sporca, caratterizzata da molte menzogne», accusando i Democratici Svedesi di avere definito gli avversari «traditori della patria».
Il voto resta appeso a un seggio
La partita, però, non è chiusa. Con il procedere dello scrutinio il vantaggio iniziale del centrosinistra si è assottigliato. Andersson non può ancora rivendicare la vittoria e Kristersson non è ancora sconfitto.
Se il risultato finale confermasse il vantaggio del centrosinistra, per i Democratici Svedesi sarebbe anche un passaggio storico: la prima perdita di consensi da quando sono entrati in Parlamento nel 2010.
L’onda dell’ultradestra che sembrava destinata ad arrivare fino a Stoccolma, almeno per ora, si è fermata.































