Il ministro degli Esteri spagnolo accusa Roma di aver assunto posizioni «irresponsabili» sulla crisi migratoria. Von der Leyen invita invece a una risposta comune dell’Ue e ribadisce il sostegno a Madrid
La crisi migratoria di Ceuta diventa terreno di scontro tra Madrid e Roma. Alla vigilia della riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares accusa il governo italiano di non essere stato «all’altezza» nella gestione dell’emergenza, chiedendo maggiore solidarietà europea.
Dalla Commissione europea arriva un invito ad abbassare i toni: la presidente Ursula von der Leyen definisce la migrazione «una sfida europea» e assicura il pieno sostegno alla Spagna.
L’attacco di Madrid all’Italia
Intervistato dall’emittente pubblica Tve, Albares sostiene che sulla crisi di Ceuta «ci sono stati governi che non sono stati all’altezza» e indica esplicitamente l’Italia. Secondo il ministro, alcuni esponenti politici spagnoli e il governo italiano hanno assunto posizioni «irresponsabili» durante l’emergenza.
Rispondendo alle critiche arrivate da Roma, il capo della diplomazia spagnola ricorda le crisi migratorie vissute dall’Italia a Lampedusa, sostenendo che in quelle occasioni Madrid «è sempre stata solidale, politicamente e con i fatti».
«È la stessa solidarietà che oggi chiediamo ai nostri partner europei».
Von der Leyen: «Serve una risposta europea»
In una lettera inviata al premier Pedro Sánchez, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ribadisce che «la migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea» e che la solidarietà tra gli Stati membri resta fondamentale.
Secondo la presidente della Commissione bisogna rafforzare cinque pilastri dell’azione comune: prevenire gli arrivi irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi, rafforzare il controllo delle frontiere esterne, migliorare i sistemi di allerta, contrastare le reti dei trafficanti e rendere più efficaci i rimpatri.
Von der Leyen ricorda che queste politiche hanno già prodotto risultati, con una riduzione del 55% degli arrivi irregolari negli ultimi due anni e del 37% nel corso del 2026. La crisi di Ceuta, aggiunge, dimostra che «insieme gli europei possono migliorare la loro resilienza, la loro preparazione e la loro risposta».
Il ruolo del Marocco
La presidente della Commissione definisce il Marocco «un partner strategico» nella gestione dei flussi migratori e assicura che Bruxelles continuerà a collaborare con Rabat e con Madrid per rafforzare il sistema di allerta ai confini e il sostegno tecnico e finanziario.
«Dopo questo incidente è chiaro che dobbiamo rafforzare la protezione delle frontiere nei punti più critici, anche con barriere fisiche dove necessario», scrive von der Leyen.
Anche Albares difende la cooperazione con il Marocco, decisiva durante la crisi. «Fin dal primo momento Rabat ha collaborato per fermare i flussi e favorire il rimpatrio immediato dei migranti», dichiara. E sottolinea che il governo marocchino intende riportare nel Paese «fino all’ultimo migrante».
Disinformazione e social network
Secondo il ministro degli Esteri spagnolo, la crisi sarebbe stata alimentata soprattutto dalla diffusione di false notizie sui social network, che avrebbero spinto migliaia di giovani a dirigersi verso Ceuta.
Per questo Albares chiede maggiore impegno nel contrasto alla disinformazione, denunciando una «sincronizzazione dell’internazionale reazionaria», accusata di aver amplificato rapidamente la vicenda diffondendo notizie false sull’area Schengen.
Intanto il tribunale dell’Audiencia Nacional continua a indagare per verificare se dietro l’ingresso in massa dei migranti vi sia stata un’azione coordinata da parte di gruppi criminali.






























