Torna la tassazione piena sul gasolio: manca il decreto Mase-Mef che avrebbe dovuto attivare le accise mobili. Eni mantiene il tetto ai prezzi ma non assorbe il maggiore carico fiscale. I consumatori attaccano il governo
Da oggi fare il pieno di gasolio costa di più. È terminato lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro e non è scattato il meccanismo delle accise mobili che avrebbe dovuto utilizzare l’extragettito Iva per compensare almeno in parte il ritorno alla tassazione piena.
In Gazzetta Ufficiale, infatti, non compare il decreto interministeriale Mase-Mef necessario per attivare il meccanismo. Per la prima volta dallo scorso marzo, quando il governo era intervenuto sui carburanti dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, gli automobilisti non beneficiano quindi di alcuno sconto fiscale sul diesel.
LEGGI Maran: «Sui 14 miliardi serve trasparenza. Basta mance e sprechi»
Eni: il price cap resta, ma il diesel sale
Eni precisa che il tetto ai prezzi dei carburanti resta in vigore, ma non può assorbire il ripristino delle tasse. Venuta meno l’agevolazione fiscale, il prezzo del gasolio praticato dalla società sale quindi da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre quello della benzina resta a 1,99 euro.
Il price cap deciso dalla compagnia continua dunque a funzionare, ma su un prezzo che da oggi incorpora nuovamente i 6,1 centesimi di accisa.
Il gasolio interrompe la discesa
I primi effetti sono già visibili nelle rilevazioni dei prezzi. Secondo i dati citati dal Codacons, il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria passa da 2,242 a 2,244 euro al litro, mentre in autostrada sale da 2,266 a 2,267 euro.
L’incremento iniziale è quindi molto più contenuto dei 6,1 centesimi dello sconto fiscale appena terminato, anche per effetto delle iniziative adottate dalle compagnie petrolifere. Ma interrompe la discesa registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti introdotti da Eni, Ip, Q8 e Tamoil.
I consumatori: «Il governo non mantiene le promesse»
Il Codacons attacca l’esecutivo ricordando che era stata annunciata l’applicazione delle accise mobili a partire proprio dal 6 ottobre. Senza il decreto Mase-Mef, sostiene l’associazione, gli automobilisti possono contare soltanto sulle iniziative autonome delle compagnie.
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di «tradimento del Governo» e ricorda l’impegno assunto dalla premier il 16 settembre.
Per il momento, secondo i calcoli dell’Unc basati sulle medie Mimit, l’aumento effettivamente registrato equivale ad appena 5 centesimi su un pieno da 50 litri in autostrada e 10 centesimi sulla rete ordinaria.
Il punto, sostiene Dona, è però il confronto con la benzina, che continua a scendere. Senza la fine dello sconto fiscale, secondo l’associazione, anche il diesel avrebbe proseguito la sua discesa.































