E’ stato arrestato per un cumulo di pene Riccardo Bossi, primogenito di Umberto. Le condanne per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza
Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato il 23 settembre a Busto Arsizio (Varese). La misura in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi. Superata dunque la soglia di 4 anni, che avrebbe consentito al 47enne l’accesso a misure alternative alle sbarre. Il provvedimento, firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino, è stato eseguito dai carabinieri che hanno raggiunto Bossi nella sua casa e lo hanno portato nel carcere di Busto Arsizio. Le condanne riguardano fatti del 2011 e 2020 per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Esclusa dal conto la condanna a un anno e 4 mesi per presunti maltrattamenti nei confronti della madre. La vicenda che è ancora pendente davanti alla Corte di Cassazione.
Il legale: “Nessuna dichiarazione”
“Non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni”. E’ il messaggio che l’avvocato Federico Magnante, difensore di Riccardo Bossi, inoltra ai giornalisti che lo stanno contattando dopo che è diventato pubblico l’arresto del figlio del fondatore della Lega. L’avvocato Magnante, che spesso nelle aule di giustizia è al fianco di centri sociali e immigrati, non ha ancora visto il suo assistito in carcere. “Andrò sabato” si limita a dire.
Il fratello Renzo: vite distanti
“Ho appreso dagli organi di stampa quanto accaduto a Riccardo, credo che, nella vita, ognuno sia figlio delle proprie scelte e debba assumersi personalmente la responsabilità delle proprie azioni”. Lo dice all’AdnKronos, Renzo Bossi, alla Camera per la presentazione dei discorsi parlamentari del padre Umberto, fondatore della Lega. “Non spetta a me entrare nel merito delle vicende giudiziarie che lo riguardano -dice di Riccardo, primogenito del Senatur- . Ci tengo però a precisare un aspetto familiare, anche per evitare rappresentazioni che non corrispondono alla realtà. Riccardo è figlio del primo matrimonio di nostro padre Umberto e ha avuto, da sempre, un percorso di vita separato da quello mio e dei miei fratelli, figli di Manuela”. “Non si tratta di una distanza nata oggi o conseguente alle sue vicende giudiziarie. Semplicemente, tra noi non si è mai costruito un vero rapporto familiare: abbiamo vissuto vite differenti, frequentato ambienti differenti e non abbiamo mai condiviso quella quotidianità che normalmente esiste tra fratelli, nemmeno nelle tradizionali occasioni familiari come il Natale”, conclude.































