5 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Set, 2026

Vannacci attacca l’Ue a Cernobbio, Monti: «Combatterò la sua retorica del fascismo»

Roberto Vannacci

Il leader di Futuro Nazionale difende l’unanimità nella Ue, parla di «desertificazione industriale» e definisce «schizofrenica» la strategia europea sull’Ucraina. Durissima la replica dell’ex premier Mario Monti


È un confronto a muso duro quello tra Roberto Vannacci e Mario Monti al Forum Teha di Cernobbio. Il leader di Futuro Nazionale mette sotto accusa l’attuale assetto dell’Unione europea, difende il principio dell’unanimità, parla di «desertificazione industriale» e definisce «schizofrenica» la strategia europea sull’Ucraina.

L’ex presidente del Consiglio replica con un’accusa pesantissima:

«Combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo».

Vannacci era arrivato a Cernobbio annunciando di voler parlare di «un’Europa diversa. Non l’Europa che abbiamo adesso». Invitato al Forum per un panel proprio con Monti sul futuro dell’Unione, l’ex generale aveva rivendicato la sua presenza davanti alla platea dell’economia e della finanza italiana.

«È un bellissimo contesto, sono orgoglioso e fiero di essere qui, perché vuol dire che anche l’economia e la finanza sono interessate a quello che sta succedendo nel mondo della politica italiana», aveva detto ai cronisti.

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«L’unanimità è una garanzia»

Nel confronto con Monti, Vannacci parte dalla difesa del diritto di veto dei singoli Stati. «L’unanimità in Unione europea non è una patologia ma è una garanzia», sostiene.

«Se una proposta non convince tutti perché dobbiamo cambiare il sistema di voto e non migliorare la proposta? Certo che esiste un interesse nazionale italiano, l’unanimità serve a impedire che 26 Stati comandino sul ventisettesimo».

Per il leader di Futuro Nazionale è l’intera struttura dell’Unione a dover cambiare. Vannacci cita la Brexit, l’Islanda, la Norvegia, la Svizzera e la Turchia per sostenere che l’integrazione europea non rappresenti necessariamente un modello attrattivo per tutti.

«Dopo anni di Maastricht la Gran Bretagna se n’è andata e l’Islanda pochi giorni fa ha detto di no. La Norvegia non ci ha mai pensato, o ci ha pensato e ha detto no, la Svizzera rimane al di fuori, la Turchia prima ambiva a entrare, oggi naviga per altri mari». La conclusione è netta:

«Non tutti scalpitano per integrarsi nell’Unione europea e ci sarà un motivo».

L’attacco al modello europeo

Vannacci passa quindi all’economia. «L’eurozona produceva il 30% del Pil mondiale e oggi siamo al 15%, avevamo un’industria che era al vertice mondiale, ora siamo un’area di desertificazione industriale», afferma.

E aggiunge: «Oggi licenziano chi produceva le auto più belle del mondo».

L’eurodeputato mette insieme poi alcune delle sue critiche all’attuale modello europeo: dalla libera circolazione all’immigrazione, fino alle politiche sull’identità di genere. «Abbiamo la libera circolazione delle merci, anche degli immigrati e sui documenti mi posso definire né maschio né femmina e immigrazione è illegale per statuto. Non si può prescrivere la stessa medicina senza spiegare perché non ha funzionato».

«Meglio Reborn Europe di Rearm Europe»

Altro terreno dello scontro è quello demografico. «Cercherò di parlare del futuro dell’Italia e dell’Europa, ma intanto dobbiamo dare per scontato che esista un futuro perché con un tasso di fertilità all’1,41% il nostro futuro è di corta durata», sostiene Vannacci.

«Se vogliamo un futuro migliore dobbiamo pensare di generare le prossime generazioni, altrimenti il futuro se lo godranno altri».

Da qui la battuta sul piano europeo per la difesa: «Forse al posto di Rearm Europe sarebbe stato meglio fare Reborn Europe, sarebbe stata una migliore strategia».

«Sull’Ucraina strategia schizofrenica»

Vannacci attacca anche la politica europea nei confronti di Mosca e Kiev. «La Ue si è schierata totalmente a favore dell’Ucraina, ma nell’ultimo semestre è aumentata l’importazione di gas dalla Russia, finanziando così un’economia di guerra che vorremmo combattere».

Per il leader di Futuro Nazionale «si tratta di una strategia schizofrenica».

«Qual è la coerenza strategica di finanziare la resistenza ucraina se poi importiamo e aumentiamo le importazioni di gas proprio dalla Russia?», domanda.

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Monti: «Combatterò la retorica del fascismo»

È alla fine del confronto che arriva la replica più dura di Mario Monti.

«Oramai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo», afferma l’ex presidente del Consiglio rivolgendosi a Vannacci.

Prima del dibattito, il leader di Futuro Nazionale aveva risposto anche alle domande sulle inchieste che riguardano il suo partito, assicurando di non essere preoccupato «nella maniera più assoluta». E alla domanda sull’emozione di essere stato invitato a Cernobbio aveva risposto:

«Diciamo che da un punto di vista fisico era più emozionante il lancio dall’aeroplano».

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