2 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

2 Set, 2026

Caso Vassallo, condannati per diffamazione i fratelli del sindaco e Giulio Golia

La sentenza civile per cinque servizi de Le Iene sul delitto di Angelo Vassallo. Il giudice contesta il montaggio e le «suggestioni narrative» sul colonnello Fabio Cagnazzo. Ingroia annuncia il ricorso in Appello


Nei giorni in cui la tv di Stato, in forma di giornalismo presuntamente d’inchiesta, è sotto i riflettori con il caso Report, i giudici di Frosinone condannano per diffamazione Dario e Massimo Vassallo. Fratelli del compianto sindaco Angelo, assassinato a Pollica il 5 settembre del 2010.

A pochi giorni dal 16esimo anniversario dell’omicidio, la sentenza potrebbe suonare come una beffa. Se non fosse che il diffamato è il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, quattro volte indagato e prosciolto dall’accusa di avere avuto un ruolo, mai chiarito, nel delitto.

La condanna arriva per le cinque puntate de Le Iene che potrebbero avere ispirato due dei tre accusatori del carabiniere, poi usati dalla Procura di Salerno come prove “de relato” al principale delatore del colonnello. Romolo Ridosso, aspirante pentito che non è stato ritenuto attendibile neanche quando ha pronunciato ricostruzioni autoaccusatorie. Tanto da venire assolto, nel giugno scorso, dall’accusa di avere avuto un ruolo nella morte del sindaco.

Le cinque puntate de Le Iene

Con lo speciale andato in onda nel 2019 Giulio Golia de Le Iene ricostruisce circostanze ipotetiche relative al delitto di Angelo Vassallo. Una ricostruzione che da un lato ha generato la diffamazione, come stabilito dalla sentenza, dall’altro orientato le indagini avendo, e questo secondo le difese, ispirato i racconti degli aspiranti pentiti Eugenio D’Atri e Francesco Casillo. Usati dal pm per la richiesta di misura cautelare e poi ritenuti inutilizzabili dalla Cassazione che ha, per due volte, demolito il teorema accusatorio a carico di Cagnazzo.

Il risarcimento da 100 mila euro

Con questa premessa, andiamo alla sentenza del giudice civile. Centomila euro di risarcimento da ripartirsi in solido come segue: 40 per cento Golia, 40 per cento RTI Spa, 20 per cento i fratelli Vassallo condannati per le interviste rilasciate durante i servizi.

Ulteriori 20mila euro, come risarcimento accessorio, dovranno poi essere versati dal solo Golia, principale autore del contenuto e del montaggio allusivo dei cinque servizi.

Il giudice: «Il montaggio induce a un giudizio negativo»

I quali, scrive il giudice, provocano “la convinzione della colpevolezza di Cagnazzo”. Per le suggestioni ingenerate non tanto da un “contenuto diffamatorio proveniente da singole affermazioni, ma dalla costruzione del servizio ovvero dal montaggio delle sequenze, dalle continue correlazioni e dalle suggestioni narrative che inducono lo spettatore a un giudizio negativo sul Cagnazzo, pur in assenza di un’accusa direttamente formulata”.

Ovviamente, sia lo showman che i fratelli Vassallo potranno impugnare la sentenza in Appello. Ingroia, che difende i Vassallo, ha già annunciato il ricorso.

Il legale di Cagnazzo: «Anni di massacro mediatico»

Soddisfazione che non cancella l’amaro sul fronte Cagnazzo. “Solo dopo un eventuale giudicato il verdetto dovrà essere pubblicato sulla home del sito della tv. Ma purtroppo nessuna sentenza e neanche la rimozione di quei video ridarà un briciolo di conforto a Fabio Cagnazzo, la cui vita è stata irrimediabilmente rovinata sia professionalmente che umanamente”, ha detto l’avvocato Antonio Mosca che ha rappresentato l’ufficiale dell’Arma nel giudizio civile a Frosinone. Ed è stato codifensore del colonnello nella fase cautelare con la penalista Ilaria Criscuolo.

“Da dieci anni – ha aggiunto Mosca – Cagnazzo è vittima di massacro mediatico che si aggiunge ai 7 mesi di detenzione. E pubblica gogna con l’accusa di metodo mafioso dopo aver passato decenni a combattere la camorra. Un fardello impossibile da cancellare nonostante l’ennesimo proscioglimento”.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA