Si apre l’83ª Mostra del Cinema di Venezia. George Clooney, Leone d’Oro alla carriera, parla di politica e informazione. Al Lido sono attesi Nanni Moretti, gli Oasis, Robert Pattinson e un lungo elenco di star
“Non è facile vivere in un Paese che è guidato dalle persone meno capaci di farlo”.
Anche dal Lido di Venezia, proprio nel giorno di inaugurazione della Mostra del Cinema, parte un missile. Niente paura, ragazzi, non si parla dell’Italia: la destinazione è Washington, il mittente George Clooney.
Il divo dei divi americani è sbarcato al festival dove ieri sera, nella serata inaugurale, ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera. Ma in mattinata, nella sua conferenza stampa, Clooney non ha lesinato considerazioni su politica e informazione, e da bravo divo ha rubato la scena non solo ai colleghi cineasti, ma anche a chi si occupa di politica: “A novembre ci sono le elezioni di midterm – ha detto l’attore – che saranno sicuramente un momento per tirare le somme e se va tutto bene torneremo ad una situazione di maggiore normalità”.
Clooney: «Ancora spazio per il giornalismo»
Clooney, molti se lo ricordano, è stato anche il protagonista di “Good Night & Good Luck”, presentato proprio a Venezia nel 2005, film che era un’acuta riflessione sulla libertà di stampa. E in tempi di mare mosso per il mondo dell’informazione, anche in Italia, gli viene chiesto il suo parere sull’argomento: “I più ricchi del mondo attualmente sono proprietari del Washington Post, di Twitter e della maggior parte delle fonti delle nostre informazioni: è preoccupante. Ma c’è ancora spazio per un buon giornalismo”.
L’attesa per il ritorno di Nanni Moretti
Nel giorno di apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, edizione 83, la superstar è proprio Clooney, ma c’è luce per tanto altro e tanti altri. Chissà se anche Nanni Moretti, che arriva sabato a presentare il suo “Succederà questa notte”, sarà generoso nel parlare di governi e giornalismo tanto quanto il suo collega americano. Presumibilmente no, ma c’è molta attesa per questo ritorno di Moretti con un film drammatico: l’ultima volta di Nanni risale addirittura al 1989, con “Palombella Rossa”, film che però non fu presentato in concorso.
Stavolta è in corsa per il Leone d’Oro, con altri quattro italiani: Marco Bechis (“Ritorno a Buenos Aires”), Edoardo De Angelis (“Il fuoco che ti porti dentro”), Andrea Pallaoro (“The Echo Chamber”) e Paolo Strippoli (“L’estranea”). Fuori concorso l’Italia partecipa con “Dio ride” di Giovanni Veronesi, “Nessun dolore” di Amelio e “Scherzetto” di Martone.
Da Danny Boyle a Greta Scarano
Ma il primo film italiano, proiettato ieri, è stato “La ragazza con la Leica”, di Alina Marazzi, che ha aperto la sezione “Orizzonti” della Mostra, quella che si concentra su lavori particolarmente sperimentali e innovativi: tratto dal romanzo di Helena Janeczek che ha vinto il Premio Strega nel 2018, il film racconta la storia della fotoreporter tedesca Gerda Taro, rimasta uccisa nel 1937 in Spagna, durante la Guerra civile.
Il primo film in concorso, proiettato con la cerimonia d’apertura, è stato invece “Ink” di Danny Boyle, con Claire Foy, Guy Pierce e Jack O’Connell, nel quale l’autore di Trainspotting e The Millionaire racconta – a proposito di informazione e ricconi – gli anni di ascesa di Rupert Murdock. Per l’apertura delle Giornate degli autori, invece, si è visto “My Notes on Mars” di Lili Horvat, con Mackenzie Davis e Rupert Friend.
Greta Scarano ha presentato la serata di apertura, con il musicista e attore Nicolas Maupas, liberando finalmente la Mostra del Cinema dall’ingombrante appellativo di “madrina”, attribuito negli anni scorsi alla vedette che di volta in volta ricopriva quel ruolo: c’è ancora chi la parola “madrina” la usa, forse anche perché l’alternativa “conduttrice”, adoperata in questi giorni, appare davvero poco significativa, oltre ad avere scarso appeal.
Presidente della giuria Maggie Gyllenhaal, che nel 2021 aveva vinto il premio per la migliore sceneggiatura con “La figlia oscura”: anche da lei un pensiero per le guerre che affliggono il pianeta in contrasto con l’atmosfera di un evento quest’anno davvero sfavillante.
Da Oasis a Pattinson, l’esercito dei divi
A dare il premio a Clooney e a pronunciare il discorso è stata la sua amica e collega Laura Dern. Ma l’esercito dei divi attesi è particolarmente nutrito: tanto per cominciare ci saranno gli Oasis! Liam e Noel Gallagher arrivano a Venezia per presentare il documentario “Oasis: Don’t Look Back in Anger” di Dylan Southern e Will Lovelace. E ancora John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi, sono gli interpreti di “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh, controverso film sulla Cia e il golpe cileno. Geoffrey Rush sarà sul red carpet per “Mr. Nelson, Did You Kill People?” di Shinya Tsukamoto, film su un reduce del Vietnam.
E poi il 5 settembre Robert Pattinson, con la storia di un giornalista d’inchiesta impegnato contro la pedofilia, in “Primetime” di Lance Oppenheim.
L’altro Leone alla carriera lo riceverà Ellen Burstyn, che a Venezia arriverà con Dakota Johnson, coprotagonista con lei di un cortometraggio dedicato a Marilyn Monroe e diretto dalla stessa Gyllenhaal. E poi Pamela Anderson, Casey Affleck, Javier Bardem, Penelope Cruz, Paul Dano e Faye Dunaway.
La Mostra in diretta sulla Rai
Tutta da seguire questa mostra: la Rai, tv ufficiale della Mostra, accompagna il festival con quotidiani collegamenti e aggiornamenti sulle reti generaliste, su Rai Movie e su Rai Play. Sabato 12 settembre, alle 20, Rai 3 e Rai Movie trasmetteranno in diretta la cerimonia di chiusura e di premiazione. Ma non solo: per accompagnare tutto l’evento, la Direzione Rai per il Cinema e le serie Tv ha previsto la programmazione di tanti film presentati e premiati alla Mostra nelle scorse edizioni, fra prime visioni e cinema d’autore, che in questi giorni si potranno vedere su Rai 3, Rai Movie, Rai 5 e Rai Storia.






























