8 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Ago, 2026

Spin Time non riapre, ma nessuno resta per strada

La società InvestiRe vince il braccio di ferro. Il sindaco Gualtieri firma l’ordinazione per ricollocare le famiglie


Questo effetto fanno i centri sociali: sembra di entrare in un mondo in miniatura, dove quello che succede mima la realtà anche se in scala. Bambini che giocano, attività ricreative, bottegucce dove non si compra nulla ma si regala. Tende, brande. Hanno pensato a tutto: acqua, generatori d’energia elettrica. Si cerca di tenere il morale alto: per i bambini è facile, basta una palla nemmeno troppo gonfia e una rete. Per gli adulti, invece, la situazione è più complicata: l’idea di non avere più un posto dove stare, di aver perso la casa, non è la migliore prospettiva. Per fortuna è estate.

Ma un mondo in miniatura, soprattutto se adagiato in mezzo alla strada, resta pur sempre in sospeso: costruito per durare il tempo di un’attesa, non per essere definitivo. E l’attesa, la sera del 6 agosto, è finita. È arrivato il responso finale: Spin Time, stabile occupato da 13 anni a via di Santa Croce in Gerusalemme nel cuore di Roma, non accoglierà più nessuno. Almeno per il momento. Le circa 400 persone che vivevano nel palazzo sono state fatte evacuare una settimana fa per un principio d’incendio e non sono più potute rientrare. Temendo un tentativo di sgombero, volontari e famiglie hanno indetto un presidio permanente davanti all’ingresso di Spin Time, accampandosi alla buona con tende e materassini da campo, bloccando la strada al traffico.

La trattativa tra Comune e InvestiRe

Le trattative sono iniziate quasi subito. Da una parte il Comune di Roma, che si è detto disponibile all’acquisto dell’immobile, dall’altra la società InvestiRe Sgr, proprietaria del palazzo, che ha rifiutato la proposta del Campidoglio giudicandola «fragile». Il sindaco Gualtieri l’aveva presentata come possibile «ponte» tra le necessità degli sfollati e gli interessi dei privati: una fase transitoria in cui Palazzo Senatorio avrebbe preso possesso dell’immobile per metterlo in sicurezza, consentendo il rientro in via emergenziale di circa 120 persone entro tre mesi. «La soluzione più giusta e seria, anche se demolita da molti e considerata campata in aria», ha ribadito il primo cittadino.

Per InvestiRe non c’erano gli estremi legali: come Società di Gestione del Risparmio «che gestisce i patrimoni di soggetti terzi», non possono «aderire a soluzioni ponte che prevedono l’utilizzo di immobili prima della cessione», fanno sapere dalla società. Eppure, la proposta del comune avrebbe garantito alla proprietà pieno esonero da responsabilità giuridiche nella prima fase, e il costo per la prima messa in sicurezza, stimato da Roma Capitale a 800 mila euro, sarebbe stato interamente coperto dall’amministrazione capitolina. «Una cifra significativamente inferiore ai costi che il Comune sarà ora costretto a sostenere in assenza di una disponibilità immediata dell’immobile», fanno sapere dal Campidoglio. 

L’annuncio agli abitanti di Spin Time

Ma c’è un terzo attore in questo gioco: Spin Time stesso. La notizia della chiusura dello spazio serpeggia già tra le decine di persone accampate per la strada: una donna piange e una volontaria l’abbraccia. Un bimbo si sporca con le matite colorate e un ragazzo lo prende in braccio per andargli a sciacquare le mani all’autobotte. 

L’annuncio ufficiale dello sgombero è alle 17 del 7 agosto, quando tutti si stringono attorno alla volontaria Giovanna: «Oggi dobbiamo festeggiare. È stato fatto un enorme passo avanti», esordisce prima di comunicare che le 130 famiglie ospitate nello stabile hanno finalmente conquistato il diritto alla casa

Il sindaco Gualtieri interviene direttamente: «Il mancato riconoscimento del diritto alla casa è il fallimento degli ultimi decenni»: se si dà un tetto a un bambino, si adempie alla funzione pubblica. Leggendo i giornali della settimana la gente ha imparato a capire che oltre all’occupazione e all’illegalità di posti come Spin Time, ci sono «storie di persone che hanno diritto ad avere un alloggio popolare ma il nostro sistema non ha saputo garantirglielo». Ma Spin Time, che oltre a dare alloggio alle famiglie è stato spazio ricreativo, luogo d’incontro e laboratorio d’arte, e per questo non deve finire. «I privati non possono vincere sulla società pubblica, organizzata», ribadisce Giovanna e rilancia il ruolo chiave di Gualtieri: «Il sindaco deve contribuire alla battaglia per restituire questo immobile alla città». Non le quattro mura, ma «il progetto, che in questi giorni abbiamo provato a portare in strada davanti agli occhi di tutti».

Dove andranno le famiglie sfollate

Già da lunedì 10 agosto sarà possibile ricollocare chi sta ancora dormendo in strada. Le opzioni sono alberghi e spazi di proprietà del Comune sia nel municipio I, dove si trova Spin Time, che in altri territori. L’obiettivo è dare una sistemazione a tutti nel minor tempo possibile. 

Il sindaco prospetta poi un’acquisizione futura: «Avvieremo comunque la valutazione per un’eventuale acquisto, anche se i tempi e le procedure sono lunghe e complesse». Va riconosciuto che spazi come Spin Time sono avamposti «sociali di grande vitalità», e anche per questo il Comune si sta adoperando. «Roma non deve fare a meno di questo», commenta il sindaco.

Le reazioni politiche: opposizione e maggioranza

Contro Gualtieri e la giunta capitolina si scaglia l’opposizione. «Finalmente, sulla vicenda dello Spin Time, vince la legalità e il rispetto delle regole, quelle regole che per anni sono state calpestate anche con la complicità dell’amministrazione Gualtieri», commenta il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Trasparenza di Roma Capitale, Federico Rocca. Per Paolo Trancassini di FdI Gualtieri è «imbarazzante»: «Difende un’occupazione abusiva da sgomberare e continua a raccontarla come un modello sociale da preservare». Dal Campo largo solidarietà agli sfollati e al sindaco, con Elly Schlein del Pd che sostiene la linea di Gualtieri: «Spin Time è un’esperienza che non può e non deve essere dispersa».

Resta da capire per quanto tempo durerà la sistemazione negli alberghi, e se la trattativa con InvestiRe per l’acquisto dell’immobile riprenderà nelle prossime settimane.

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