La Procura di Pavia cambia l’imputazione e contesta l’omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà: una ricostruzione dettagliata che descrive una violenza brutale anche quando la vittima era già incosciente
Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi «per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».
È la nuova ricostruzione della Procura di Pavia e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano, che nelle scorse ore hanno notificato al 38enne un invito a comparire, modificando il capo di imputazione da omicidio in concorso a omicidio volontario.
L’aggravante della crudeltà
Tra le aggravanti contestate c’è quella della crudeltà, legata «all’efferatezza dell’azione» e al numero delle ferite inferte. Secondo i pm, Chiara Poggi avrebbe riportato almeno 12 lesioni tra cranio e volto, segno di un’aggressione prolungata e particolarmente violenta.
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Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’aggressione sarebbe iniziata con una colluttazione. Sempio avrebbe colpito ripetutamente la vittima con un corpo contundente, facendola cadere a terra. Chiara Poggi avrebbe provato a reagire, riuscendo a mettersi carponi, ma sarebbe stata colpita ancora tre o quattro volte fino a perdere i sensi.
Il trascinamento verso la cantina e le scale
A quel punto, sempre secondo i magistrati, il corpo della giovane sarebbe stato trascinato verso la porta della cantina e fatto scivolare lungo le scale. Una fase decisiva della dinamica, che segna il passaggio dalla colluttazione iniziale all’atto finale dell’aggressione.
Una volta nella cantina, Chiara Poggi sarebbe stata colpita nuovamente, nonostante fosse già priva di sensi. I pm parlano di almeno quattro o cinque ulteriori colpi, ritenuti quelli che hanno causato la morte della ventiseienne.
La difesa di Sempio: «Non capisco il movente»
Andrea Sempio, secondo quanto riferito dalla sua legale Angela Taccia, non riesce «a capacitarsi» del movente sessuale contestato. «Ma se io non avevo rapporti con questa ragazza», avrebbe detto, sostenendo di non frequentare Chiara Poggi e di vederla raramente.
Convocazione in Procura il 6 maggio
L’invito a comparire notificato nelle scorse ore fissa un interrogatorio per il 6 maggio. Un passaggio chiave nell’inchiesta riaperta da oltre un anno sul caso di Garlasco, che ora entra in una nuova fase con una contestazione più grave e dettagliata.


















