Sul caso Garlasco, per Alberto Stasi la Procura di Pavia è pronta a chiedere la revisione del processo, Andrea Sempio rischia il giudizio
La Procura di Pavia è pronta a chiedere la revisione del processo per Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Si profila anche la chiusura delle indagini e un rinvio a giudizio sempre più probabile per Andrea Sempio. “Nelle prossime settimane – ha affermato la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni dopo un incontro ufficiale durato 45 minuti con il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone insieme all’avvocato generale di Corte d’Appello, Lucilla Tontodonati- arriverà un’informazione dalla Procura di Pavia: studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare la richiesta di revisione alla Procura generale di Brescia”. Sarà poi quest’ultima, eventualmente, a presentare la richiesta alla Corte d’Appello di Brescia.
La procedura per la revisione
Nelle prossime settimane Napoleone, che coordina la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco insieme al procuratore aggiunto Stefano Civardi e alle pm De Stefano-Rizza, trasmetterà dunque alla Procura generale di Milano un’informazione sul nuovo fascicolo riguardante l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, che vede come unico indagato Andrea Sempio. Si tratta di una serie di atti relativi all’operato dell’indagine per omicidio volontario in concorso con Stasi o con ignoti, che è stata svolta negli ultimi due anni a Pavia su Andrea Sempio. Fonti giudiziarie parlano di un atto “doveroso” all’interno dei rapporti fra Procura ordinaria e Procura generale, al fine di valutare se chiedere o meno la richiesta di revisione del processo per l’omicidio di Chiara, che nel 2015 ha visto condannare in via definitiva l’ex fidanzato della 26enne.
La Procura generale, guidata dalla pg Nanni, potrebbe a quel punto valutare se chiedere ulteriori atti, ai fini di un’eventuale revisione del processo di Alberto Stasi.
La Pg Nanni: “Valuteremo richiesta revisione dopo studio carte, che non sarà né facile, né veloce”
“Non possiamo sbilanciarci in alcun modo” su “un’eventuale richiesta di revisione” del processo di Stasi, perché “dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce né facile”, ha detto la procuratrice generale di Milano, dopo l’incontro nei suoi uffici, perché “la materia della revisione – ha chiarito la pg – è riservata all’avvocato generale e a me”.
Durante l’incontro preliminare del 24 aprile non è stato consegnato “nessun documento” sull’inchiesta della Procura di Pavia.
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Verso il processo per Andrea Sempio
Al centro dell’incontro tra il magistrato pavese Napoleone e la pg di Milano Nanni, anche le conclusioni a cui è giunto l’ufficio della procura di Pavia: la chiusura delle indagini per Sempio, atto che di norma prelude la richiesta di rinvio a giudizio. Una decisione che si ritiene imminente dopo lunghi rilievi dei carabinieri di Milano e numerose consulenze e rivalutazioni degli elementi acquisiti nel 2007. L’ultima delle consulenze, quella dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, porterebbe all’utilizzo di più armi e a un’ora della morte posticipata rispetto all’unica finestra (tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007) in cui Stasi non aveva alibi. La nuova fascia oraria ipotizzata toglierebbe quindi Stasi dal luogo del delitto.
Tra gli elementi a sostegno dell’innocenza di Stasi, anche l’impronta nella villetta e il dna sui pedali della bicicletta e sul cucchiaino.


















