Caso Garlasco, depositato un esposto con audio su presunto depistaggio in Procura a Milano. Il 24 aprile, intanto, incontro urgente tra il procuratore di Pavia, Napoleone e la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni
Un esposto, con numerosi “audio” su possibili interferenze e su un presunto depistaggio riguardanti la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è stato depositato alla Procura generale di Milano dallo studio legale Gasperini-Fabrizi di Roma.
La vicenda, anticipata in tv dalla criminologa Roberta Bruzzone, riguarda i “contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine concernente il delitto di Garlasco”. Un’indagine che vede indagato Andrea Sempio in concorso con Alberto Stasi o con soggetti ignoti, fa sapere in una nota lo studio legale.
Gli avvocati non chiariscono a nome di chi abbiano presentato l’esposto alla Procura generale di Milano. Che vigila sulle attività di tutte le Procure del distretto, inclusa quella di Pavia titolare delle indagini.
“Il deposito – scrive lo studio legale – è stato accompagnato da una articolata ricostruzione, finalizzata a contestualizzare il significato dei suddetti materiali e a definirne la possibile rilevanza”.
“Per evidenti ragioni di tutela del segreto investigativo e nel pieno rispetto dell’attività dell’Autorità Giudiziaria procedente – concludono – il contenuto degli audio e dell’esposto non potrà essere oggetto di divulgazione mediatica da parte di questo Studio”. Comprese eventuali “formulazioni di ipotesi a riguardo”.
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In Procura a Milano il procuratore di Pavia, Napoleone
È atteso per il 24 aprile, un incontro tra il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni.
Nulla trapela sul confronto, richiesto con urgenza dalla procura di Pavia, ma sono due le ipotesi più probabili. La prima è quella sull’imminente chiusura dell’indagine riaperta a inizio 2025, l’atteso epilogo delle lunghe e complesse attività investigative che dovrebbe maturare nelle prossime settimane. L’altra riguarderebbe il possibile giudizio di revisione della sentenza di condanna a 16 anni che Alberto Stasi sta finendo di scontare.
La Procura di Pavia ha chiesto l’incontro prima della notizia dell’esposto depositato alla Procura Generale a Milano.


















