14 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Set, 2026

Ex Ilva, scatta la protesta dell’indotto: 24 ore di sciopero e strade bloccate

Ex Ilva, protesta indotto

Lo sciopero dopo l’assemblea davanti alla portineria dello stabilimento ex Ilva di Taranto. I sindacati: «Non ci fermeremo senza soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori»


È scattata la protesta dei lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto. Dopo l’assemblea davanti alla portineria imprese dello stabilimento, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato 24 ore di sciopero per tutti i lavoratori dell’appalto, dalle 9 di oggi fino alle 7 di domani.

Bloccata la provinciale per Statte

I lavoratori hanno occupato la strada provinciale per Statte e i sindacati annunciano un altro blocco sulla statale in direzione Bari. La mobilitazione è destinata a proseguire in assenza di risposte.

«Sia chiaro – sottolineano Fim, Fiom, Uilm e Usb nella comunicazione dello sciopero – che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori».

Lo stop all’area a caldo e l’incubo di 2.500 licenziamenti

A far esplodere la protesta è la situazione precipitata dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha respinto la richiesta di sospendere il provvedimento sullo spegnimento dell’area a caldo dell’ex Ilva, previsto entro il 28 ottobre. Una decisione che ha riaperto il fronte occupazionale nell’indotto, dove circa 2.500 lavoratori sono a rischio.

Le procedure di licenziamento erano state temporaneamente congelate dalle imprese su richiesta del governo, in attesa proprio della pronuncia dei giudici. Ora quella tregua è finita e i sindacati chiedono garanzie immediate. «Abbiamo chiesto al governo di sederci a un tavolo, lo abbiamo fatto, ma non c’è stata risposta sui lavoratori», denuncia la Fiom. Un nuovo confronto tra governo e organizzazioni sindacali è convocato a Palazzo Chigi per martedì 15 settembre.

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