Il tesoro riemerge al Colle Oppio: insieme al gigantesco mosaico restaurato, un affresco di duemila anni fa raffigura una città con edifici in prospettiva. Le visite partono il 12 settembre
La Città Dipinta, un affresco di circa dieci metri quadrati, e il Grande Mosaico delle Terme di Traiano. Roma restituisce al pubblico due opere eccezionali rimaste nascoste nel cuore del Colle Oppio. Sono stati recuperati dopo il restauro della grande esedra e della galleria sotterranea del complesso archeologico.
Per qualità e dimensioni, le due opere rappresentano un caso unico nel panorama archeologico romano.
La scoperta più spettacolare è quella del Grande Mosaico, una monumentale decorazione parietale che il sindaco Roberto Gualtieri ha definito «il più grande mosaico parietale dell’antica Roma». Ma accanto al mosaico c’è un’altra sorpresa: un affresco di circa duemila anni fa nel quale gli edifici di una città sono rappresentati in prospettiva, molti secoli prima della codificazione rinascimentale.
La città dipinta duemila anni fa
La Città Dipinta occupa una superficie di circa dieci metri quadrati e raffigura una città circondata da mura e torri, con gli edifici rappresentati in prospettiva. L’opera apparteneva a una costruzione precedente alle Terme di Traiano ed è databile al I secolo d.C.
È proprio la resa prospettica a rendere particolarmente suggestivo il dipinto: una rappresentazione architettonica realizzata nell’antica Roma molti secoli prima delle elaborazioni sulla prospettiva che avrebbero segnato il Rinascimento.
Il gigantesco mosaico delle Terme di Traiano
Il Grande Mosaico decorava invece le pareti di una vasta sala affacciata su un ninfeo. Gli archeologi hanno riportato alla luce pareti per circa cinque metri d’altezza, sulle quali la decorazione ricostruisce una raffinata architettura identificata come una scaenae frons teatrale, organizzata su due livelli e popolata da statue e figure reali.
Le nuove indagini hanno fatto emergere anche un’ulteriore fascia a mosaico con la veduta di una città portuale: una sequenza di edifici probabilmente affacciati sul mare e riconducibili al motivo delle cosiddette «ville marittime».
Sotto il mosaico sono stati individuati inoltre i resti di un rivestimento formato da grandi lastre di marmo e una nicchia, anch’essa decorata in marmo e alta circa 2,20 metri. Gli elementi recuperati permettono di ricostruire le dimensioni monumentali dell’ambiente: le pareti dovevano raggiungere circa dodici metri di altezza. Il complesso risale alla seconda metà del I secolo d.C.
Una biblioteca nel cuore del Colle Oppio
Anche l’esedra sud-occidentale delle Terme di Traiano racconta una parte della vita culturale della Roma imperiale. La struttura, con un diametro di circa trenta metri, conserva due file di nicchie che probabilmente ospitavano armadi destinati a libri e documenti.
I gradoni, invece, sarebbero serviti ad accogliere il pubblico durante letture e riunioni. Nello stesso spazio sono così conservate diverse fasi della storia monumentale del Colle Oppio, dall’età neroniano-flavia fino al grande complesso termale costruito in epoca traianea.
Le visite partono il 12 settembre
«Restituiamo alla città e rendiamo finalmente fruibile un luogo meraviglioso», ha detto Gualtieri presentando il nuovo percorso. Secondo il sindaco, gli scavi permettono di mostrare per la prima volta testimonianze con «caratteristiche uniche al mondo».
L’apertura sperimentale al pubblico è prevista sabato 12 e domenica 13 settembre, con visite guidate gratuite in italiano su prenotazione. Dal 2 ottobre sarà possibile visitare il sito dal venerdì alla domenica, con sei turni al giorno tra le 10 e le 15 e un massimo di 15 partecipanti per ogni fascia oraria.
































