Nuovi raid russi colpiscono infrastrutture, depositi e città in Ucraina mentre Mosca prepara nuove offensive e Kiev cerca intercettori e sostegno internazionale
Trentotto morti, 52 feriti e quattro dispersi. È il bilancio del’ultimo raid su un deposito di munizioni vicino a Myla: droni, esplosioni, abitazioni e infrastrutture devastate. A Kiev e nella regione è il quinto giorno consecutivo di attacchi russi: sirene, esplosioni, droni e traffico paralizzato. Ieri quattro feriti: due a Boryspil, due a Brovary e colpiti magazzini e un condominio. “Il nemico continua ad attaccare obiettivi civili”, denuncia Tymur Tkachenko. A Kryvyi Rih. Mosca prepara “attacchi massicci” contro l’energia ucraina, in risposta ai raid di Kiev sulle infrastrutture petrolifere russe.
Nuovi raid russi su Kiev
Secondo Axios, il direttore Cia John Ratcliffe avrebbe proposto un vertice Trump-Putin-Zelensky durante la visita a Mosca, anche per verificare se i vertici dell’intelligence russa possano convincere Putin a riprendere i negoziati sotto mediazione Usa. Trump dice di voler vedere finire la guerra e di non temere un attacco russo alla Nato. Peskov: vertice possibile solo per “formalizzare gli accordi”; la strada negoziale è “complessa e piena di dettagli”, inutile discuterla a livello di leader. Mosca accusa Kiev di non voler impegnarsi in una vera soluzione, pur dicendosi aperta ai negoziati e sostenendo che non esistano ancora le condizioni.
Quasi 1.500 droni russi tra giovedì e domenica, circa 800 a reazione, secondo Zelensky: armi sempre più usate nei raid e per logorare gli ucraini. Quattro aziende sviluppano intercettori; una avrebbe la tecnologia più efficace, senza nome. Gli aerei da combattimento cercano di neutralizzare i droni a reazione, mentre Kiev cerca tecnologie più efficaci. Reuters segnala magazzini, negozi e centri logistici colpiti.
I raid hanno svuotato supermercati. Colpito un deposito Varus: merce distrutta e possibili ritardi. ATB limita a sei pezzi per cliente alcuni beni essenziali. Serhii Beskrestnov rassicura contro voci, disinformazione e panico: “Non moriremo di fame”. Kiev sostiene però che gli attacchi abbiano distrutto fino al 90% delle moderne strutture di stoccaggio alimentare.
La guerra entra nelle scuole
La guerra entra nelle scuole. Domani riaprono gli istituti, tra presenza, online e rifugi antiaerei. Gli attacchi hanno distrutto circa 12 milioni di libri, un terzo della produzione editoriale annuale, secondo dati rilanciati dalla Bbc. Colpiti 35 siti dell’editoria: in un deposito vicino Kiev c’erano 1,3 milioni di libri di testo; a Kharkiv distrutti 27 titoli scolastici. AP riferisce inoltre di circa un milione di libri di testo distrutti.
Nel Donetsk cinque morti e sei feriti tra Kramatorsk e Sloviansk; a Kramatorsk 20 bombardamenti, soprattutto droni. Tra le vittime un bambino. A Zaporizhzhia, in 24 ore, 923 attacchi contro 51 località fra aviazione, droni, lanciarazzi e artiglieria: due morti e tre feriti. A Druzhkivka, riferisce Reuters, auto bruciate, macerie e strade deserte; i russi sono a 15 km. Scene simili lungo 1.200 km di fronte. Un’infermiera di 38 anni è rimasta bloccata in metropolitana con i figli mentre cercava di raggiungere la scuola.
Le rivendicazioni di Mosca
Mosca sostiene di aver colpito infrastrutture energetiche, logistiche e di trasporto in 142 aree, oltre a depositi di droni, munizioni, carburante ed equipaggiamento. Rivendica Khrapivshchyna, nel Sumy, e Rubizhne e Novoandriivka, nel Donetsk: rivendicazioni non verificate indipendentemente.
La risposta ucraina arriva in Russia. Il ministero della Difesa russo afferma di aver abbattuto nella notte 239 droni ucraini in 14 regioni, Crimea occupata e acque del Mar Nero. A Rostov sul Don incendiato un deposito DNS, senza vittime secondo le prime informazioni. Un attacco missilistico ucraino a Belgorod avrebbe ucciso tre persone; quattro feriti a Ekaterinburg.
Sul Mar Nero, secondo il Telegraph, oltre 200 imbarcazioni civili sarebbero state prese di mira dall’inizio dell’invasione. La pressione sui porti ucraini spinge il traffico sul Danubio: circa 80 navi sono in coda davanti al canale di Sulina, dirette ai porti di Reni e Izmail, riferisce Reuters. Odessa rischia di diventare sempre più proibitiva per il commercio. Nel mirino anche il Banderol, missile russo attivo da metà luglio: secondo fonti ucraine, testata da 114 kg, gittata oltre 480 km, lanciabile da Mi-28 dalla Crimea.
La centrale di Zaporizhzhia
A Zaporizhzhia Rosatom conferma le preoccupazioni: dal 20 agosto, dopo l’interruzione della linea Ferrosplavnaya, la centrale sarebbe senza alimentazione esterna e da 11 giorni dipenderebbe dai generatori diesel. L’AIEA parla di situazione grave; Rosatom sostiene di avere tutto sotto controllo e contesta le stime sull’autonomia.
Kiev prepara l’inverno. Zelensky indica difesa, energia e programmi sociali. Negli stoccaggi 14,6 miliardi di metri cubi di gas, sufficienti nello scenario base. Il ministro della Difesa Yevhenii Khmara spinge per anticipare parte dei fondi Ue 2027: deficit militare da 27 miliardi di dollari. Kiev promette ai partner un piano su compiti delle Forze di Difesa, progetti, tempi e risultati.
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L’Economist, citando fonti vicine al Cremlino e all’élite russa, sostiene che Putin avrebbe scelto l’escalation per conservare il potere, non apparire sconfitto e non chiudere la guerra senza il Donbass. Una fonte riferisce: “Mi impiccheranno” se il conflitto finisse senza risultato. Il settimanale parla di guerra ibrida contro l’Occidente e 300-400 mila uomini aggiuntivi al fronte. Sono ricostruzioni e indiscrezioni, non decisioni ufficiali.
Le indiscrezioni su Mosca e Washington
Secondo queste fonti, Mosca avrebbe letto la visita di Ratcliffe come possibile segnale di debolezza americana. Secondo il Financial Times, Elon Musk sarebbe disposto a consentire Starlink sui droni ucraini per colpire in profondità la Russia, dopo il confronto con l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov; ultima parola a Trump. Anche questa è un’indiscrezione.
Kiev punta ai lanciatori di missili balistici fino a 200 km dal confine. Mosca accusa l’Europa di preparare con Kiev sabotaggi e cyberattacchi per destabilizzare la Russia prima delle elezioni della Duma del 18-20 settembre: accuse non dimostrate indipendentemente.
L’SVR parla di attacchi alle infrastrutture elettorali, campagne per delegittimare il voto, boicottaggio, materiale compromettente e provocazioni ai seggi. A Bishkek Narendra Modi dice a Putin che “ogni giorno di guerra fa fare un passo indietro all’umanità” e chiede di fermare le ostilità. Kiev cerca intercettori, armi e miliardi. Mosca prepara nuovi raid energetici. Supermercati e scuole si riorganizzano. Odessa teme per i porti. Zaporizhzhia resta appesa ai generatori. Il fronte divora città. La guerra non rallenta. Accelera.






























