1 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

31 Ago, 2026

Roma, famiglia trovata morta in casa: uccisi padre, madre e figlia di 5 anni

I corpi della coppia e della bambina, affetta da disabilità, sono stati trovati nella camera da letto. Morto anche il cane. In casa una pistola regolarmente detenuta: da chiarire chi abbia sparato


Li hanno trovati in camera da letto, loro tre insieme: mamma, papà, una bambina di cinque anni, tutti morti. Ai carabinieri, che hanno forzato la porta della loro casetta per entrare, è stato subito chiaro che quelle ferite sui cadaveri erano colpi di una pistola. O di un fucile. Con la famiglia il cane di casa, qualcuno aveva ucciso anche lui.

In breve tempo spunta la prima ipotesi. Fra gli inquirenti e i vicini: la situazione in famiglia era di sofferenza, la piccola era gravemente malata, e forse questa tragedia è un omicidio-suicidio. A sparare agli altri e poi spararsi sarebbe stato insomma uno dei due genitori, probabilmente d’accordo con l’altro.

LEGGI Pasquale morto a 42 anni durante una consegna: era l’ultimo giorno di contratto

Una famiglia unita, la malattia di Bianca

Abitavano a Pietralata, periferia Est di Roma. Luca e Valentina, lui 42 anni, tecnico informatico, lei 41: la piccola Bianca aveva solo cinque anni, era malata gravemente, fin dalla nascita. Era nata ai tempi del Covid, così racconta un’ex vicina di casa, la quale però si rammenta anche una famiglia unita, e una situazione assolutamente non conflittuale. Sembra proprio, dalle testimonianze, che il malessere della coppia fosse dovuto alla sofferenza della bambina.

LEGGI Roma, 16enne picchia a morte la madre poi chiama il 112

I biglietti trovati in casa

E così hanno deciso di uccidersi: in casa sono stati ritrovati dei biglietti che darebbero spiegazione del gesto, sequestrati dagli inquirenti. E anche una pistola, presumibilmente quella di cui si è servito uno dei due genitori per uccidere tutti e poi farla finita: l’arma era regolarmente detenuta e denunciata.

L’allarme del parente e il ritrovamento

Era poco prima dell’ora di pranzo quando un parente, che da ore cercava di parlare al telefono con uno di loro, ha deciso di avvertire le autorità. Alle 13 il terribile ritrovamento, nell’appartamento a via dell’Antracite, una piccola strada di abitazioni monofamigliari o piccole costruzioni, di un piano o due, case modeste ma dignitose. Siamo nel quartiere romano dove lavorava e insegnava il maestro Albino Bernardini, autore nel 1968 di un libro rivoluzionario su scuola e didattica, chiamato appunto “Un anno a Pietralata”, storia popolare di sofferenza e impegno, fra adulti, bambini e insegnanti, che sarebbe diventato pochi anni dopo uno sceneggiato televisivo della Rai di enorme successo, “Diario di un maestro”.

«La famiglia era seguita dai servizi sociali»

Qualche dettaglio in più sulla tragedia di ieri lo si deve al presidente del IV municipio di Roma: “La famiglia – ha detto Massimiliano Umberti – era seguita dai nostri servizi sociali, perché la figlia era gravemente disabile. Ancora non sappiamo la dinamica di quanto accaduto, ma tengo a precisare che non si tratta di una situazione di marginalità”. Persone “per bene”, secondo il presidente, che lottavano da anni contro il male della piccola Bianca: “La mamma non si era mai rassegnata”.

Le indagini sulla dinamica

Ora le indagini dovranno stabilire chi dei due genitori sia stato a sparare e se, come sembra emergere dal quadro generale, l’abbia fatto dopo averlo deciso insieme all’altro.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA