1 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

31 Ago, 2026

Roma, 16enne picchia a morte la madre poi chiama il 112

La donna è morta alcune ore dopo il ricovero a Tor Vergata. Il figlio che avrebbe chiamato il 112 dopo l’aggressione, è ricoverato e piantonato al Policlinico Umberto I. Indaga la Procura minorile


Una donna di 49 anni è morta al Policlinico di Tor Vergata dopo essere stata aggredita nella sua abitazione alla periferia est di Roma. A chiamare il 112 sarebbe stato il figlio sedicenne, ora ricoverato e piantonato nel reparto di Psichiatria del Policlinico Umberto I: sulla vicenda indaga la Procura per i minorenni.

L’allarme e i soccorsi

Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica, intorno alle 14.30, in via del Grano, nella zona dell’Alessandrino, indicata inizialmente come Centocelle. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe contattato il numero unico di emergenza dopo l’aggressione, riferendo di aver picchiato la madre.

Quando gli agenti sono arrivati nello stabile, hanno trovato il minorenne seduto all’ingresso del palazzo, con la maglietta macchiata di sangue. La donna era nell’appartamento al primo piano, ancora in vita ma in condizioni gravissime. Soccorsa dal 118, è stata trasportata d’urgenza al Policlinico di Tor Vergata, dove è morta alcune ore più tardi.

Dinamica da chiarire

Gli accertamenti devono ancora definire in modo preciso quanto accaduto nell’abitazione e le cause del decesso. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori vi sono le modalità dell’aggressione e l’origine delle lesioni. Non è chiarito se la donna sia stata colpita soltanto a mani nude, se abbia battuto la testa cadendo oppure se sia stato utilizzato un oggetto. Sarà l’autopsia a fornire indicazioni decisive.

La polizia scientifica ha svolto rilievi nell’appartamento e repertato diversi oggetti utili a ricostruire la sequenza dei fatti. L’ipotesi di reato al vaglio è quella di omicidio.

Il ragazzo in Psichiatria

Il sedicenne è ricoverato sotto osservazione al Policlinico Umberto I. Le informazioni sulle sue condizioni personali e sanitarie restano oggetto di verifiche: gli inquirenti dovranno accertare se e in quale misura possano aver inciso nella vicenda.

Nei prossimi passaggi investigativi, il giovane sarà nuovamente ascoltato dagli inquirenti della Procura minorile, con l’assistenza di psicologi. Vicini di casa, secondo le prime testimonianze riportate dalla stampa, non avrebbero riferito di urla o richieste d’aiuto e non avrebbero notato in precedenza segnali di particolari problemi nella famiglia.

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