Un Boeing C-17A Globemaster III è atterrato martedì a Mosca: secondo Cbs News e Axios a bordo c’era il direttore della Cia John Ratcliffe, per una serie di incontri con funzionari russi mai confermati ufficialmente.
Un aereo da trasporto militare statunitense, un Boeing C-17A Globemaster III, è atterrato martedì mattina 25 agosto all’aeroporto Vnukovo di Mosca, in quello che diversi media indicano come il primo arrivo pubblicamente documentato di un velivolo militare Usa in Russia da anni. Secondo i dati dei sistemi di tracciamento del traffico aereo, il velivolo era decollato domenica dalla base congiunta Andrews, vicino a Washington, aveva fatto tappa anche a Charleston, poi era arrivato a Riga il 23 agosto e da lì aveva proseguito verso il confine russo, per atterrare a Vnukovo intorno alle 10 ora locale (le 9 in Italia). Il ministero della Difesa lettone ha confermato di aver coordinato e autorizzato il transito nel proprio spazio aereo, senza fornire ulteriori dettagli poiché il volo non era operato dalle proprie forze armate.
Chi c’era a bordo
Secondo Cbs News, il direttore della Cia John Ratcliffe si trova a Mosca per una serie di incontri con funzionari russi; la notizia è stata poi confermata anche da Axios e da un funzionario statunitense a CNN. Si tratterebbe del primo viaggio noto di Ratcliffe in Russia da quando è a capo dell’agenzia, dal gennaio 2025, e arriva mentre i negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina risultano in stallo. Né la Casa Bianca né il Cremlino hanno confermato ufficialmente la visita, e anche la Cia ha declinato ogni commento. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, interpellato dai giornalisti, ha dichiarato di non avere informazioni sull’aereo americano atterrato a Mosca. Secondo alcune indiscrezioni riportate da La Stampa, il volo potrebbe anche essere collegato al rilascio di un detenuto statunitense, Charles Wayne Zimmerman, condannato nel 2026 per possesso di armi. Axios e Kyiv Independent riferiscono inoltre che gli Stati Uniti avrebbero chiesto all’Ucraina di sospendere gli attacchi su Mosca e San Pietroburgo durante la visita di Ratcliffe.
Vaticano, Cremlino e nuove armi per Kiev
Mentre l’aereo americano atterrava a Mosca, il Segretario vaticano per gli Affari Internazionali Paul Richard Gallagher ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, offrendo la disponibilità del Vaticano a favorire il dialogo per la pace. Lavrov ha ringraziato la Santa Sede per la sua “posizione equilibrata” sulla crisi ucraina, ribadendo la necessità di affrontarne “le cause profonde”. Sul fronte diplomatico, il Cremlino ha intanto respinto la proposta, contenuta nel piano di pace elaborato da Zelensky e dagli Stati Uniti, di istituire una “zona economica franca” nel Donbass amministrata da una parte terza: per il portavoce Peskov, “il Donbass è territorio della Federazione Russa”. Mosca ha ribadito anche l’inaccettabilità di un eventuale dispiegamento di truppe Nato in Ucraina dopo la fine del conflitto, in risposta ai piani della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi.
Sul piano militare, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver ricevuto ulteriori missili Patriot, sistemi Crotale e missili AIM da un paese che non ha voluto specificare, sottolineando che “ne servono di più”. Zelensky ha inoltre confermato lo sblocco, da parte del Regno Unito e della Francia, della licenza per la produzione dei missili a lungo raggio Scalp/Storm Shadow, definendola “una decisione molto positiva e importante”.
Un precedente: il colloquio Ratcliffe-Naryshkin del 2025
Non è la prima volta che i vertici dell’intelligence dei due paesi si parlano sotto l’amministrazione Trump: nel marzo 2025 Ratcliffe e il capo dell’SVR russo Sergei Naryshkin avevano avuto un colloquio telefonico, il primo contatto diretto tra i due servizi in oltre due anni, concordando di mantenere “contatti regolari”. L’ultimo precedente di un capo della Cia recatosi fisicamente a Mosca risale invece al novembre 2021, quando William Burns incontrò Vladimir Putin per metterlo in guardia contro l’imminente invasione dell’Ucraina.






























