21 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

21 Ago, 2026

Lega e Forza Italia, la crisi degli alleati cambia la maggioranza

La contestazione del Nord mette in discussione la leadership di Salvini, mentre in Forza Italia lo scontro tra Zangrillo e Tajani riapre il nodo della linea liberale. Le tensioni tra gli alleati ridisegnano gli equilibri della maggioranza Meloni.


Gli ultimi mesi di legislatura stanno diventando, per la maggioranza, una faccenda di “Piani B”. Ovvero scenari imprevisti che rischiano di far saltare il banco prima del dovuto e cambiare la scena in modo imprevisto. Parliamo di Lega e Forza Italia, alleati junior della maggioranza ma senza di loro il centrodestra inventato da Berlusconi ormai 32 anni fa e il destra-centro tenuto in piedi da Giorgia Meloni non esistono. 

Lega, la rivolta del Nord contro la linea di Salvini

La Lega vive la crisi più profonda dei suoi 33 anni di vita e Salvini la più grave della sua leadership lunga ormai tredici anni. Un tempo logorante per tutti; bisognerebbe riflettere anche su questo, consenso e percentuali sono una conseguenza. I governatori sono usciti – finalmente, verrebbe da dire – allo scoperto. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e il governatore della Lombardia Attilio Fontana sono i portavoce di un malcontento esplicitato soprattutto al nord e figlio di una idea di Lega che non trovano più nel progetto identitario e di estrema destra di cui parla ossessivamente Salvini. Sul prato di Pontida, il “sacro prato padano”, è comparso uno striscione eloquente: «Una Lega rinnovata o una Pontida di rivolta!». In questa frase c’è tutto: entro il 20 settembre i leghisti del nord chiedono la modifica dello statuto, la fine del monopolio liberista di Salvini, una guida collegiale dove ci siano almeno due governatori (Zaia e Fedriga «perché prendono più voti») e una nuova agenda per il lavoro, le imprese, contro il caro energia e la burocrazia. Salvini ieri ha replicato: «Tutte queste polemiche per un incontro?». No Matteo, è la replica, gli incontri sono già stati fatti (l’ultimo, drammatico, il 7 agosto); è la risposta che manca. E che non sembra arrivare. Il punto è che se non arriva, non sembra esistere un Piano B. E al punto in cui sono arrivati, i leghisti del nord non sembrano poter tornare indietro. «Il risultato – ha detto crudo Romeo – sarà che non ci voteranno più». Dove andranno quindi quei voti? Di sicuro non a Vannacci, causa prima di questo tormento, e neppure – almeno non tutti – a Giorgia Meloni “accusata”, neppure troppo velatamente, di aver voluto, in questi quattro anni, imporre temi, tempi e modi dell’agenda di governo. «Ci dobbiamo far sentire di più dentro la maggioranza, la Lega funziona se è di lotta e di governo», ha aggiunto Fontana. 

Forza Italia, lo scontro tra Zangrillo e Tajani

Stesso problema si pone in Forza Italia. In queste ore il malcontento – non così forte ma non facilmente ricomponibile – è esploso anche tra gli azzurri. Due giorni fa il ministro Paolo Zangrillo ha polemizzato con il segretario Antonio Tajani. L’occasione è stata la campagna lanciata dal segretario azzurro “contro la sburocratizzazione”. Ma come – ha detto Zangrillo che è ministro della Pubblica amministrazione e oggettivamente ha firmato molti provvedimenti in questi anni contro il male della burocrazia (500 semplificazioni amministrative portate in Cdm, oltre 650 mila assunzioni, lo sblocco dei rinnovi contrattuali, ndr) – io lo sto facendo da quattro anni e non vengo coinvolto né avvisato di questa campagna? In pratica Tajani ha sconfessato il ministro. Che già sarebbe grave di per sè. Se poi ci si mette che Zangrillo è il ministro maggiormente legato alla famiglia Berlusconi, che da tempo è nel governo – insieme a Occhiuto tra i governatori e Mulè tra i parlamentari – il punto di riferimento di Marina e Piersilvio, è chiaro che la faccenda non riguarda solo il pur attualissimo tema della burocrazia.   Ma investe direttamente la guida del partito e le scelte del segretario assai più in sintonia con Giorgia Meloni che non il resto della squadra di governo e dei parlamentari. 

La linea liberale e il nodo della leadership azzurra

I “nemici” di Zangrillo e gli “amici” di Tajani fanno risalire lo scontro a problemi locali, ovvero il congresso non ancora convocato in Piemonte per timore di perdere la segreteria regionale che dà a Zangrillo voce in capitolo nelle liste che verranno.  Ma non c’è solo questo, c’è l’impronta liberale che Marina vorrebbe dare al partito tuttora sostenuto finanziariamente dalla fideiussione della famiglia.  Così Stefania Craxi pochi giorni fa ha riaperto il capitolo sulla legge sul fine vita (di cui Meloni e neppure Tajani parlano), Alessandro Cattaneo ha sposato la battaglia per il congelamento degli embrioni senza limiti per le donne, il sottosegretario Barelli (che è Tajani al mille per mille) ha cavalcato le 65 medaglie del nuoto e dell’atletica grazie a molti ragazzi e ragazze di seconda generazione in nome dell’inclusività. Sono le battaglie che piacciono a Marina Berlusconi. Un po’ meno a Tajani perché non vuole disturbare troppo la timoniera Meloni. Vicepremier e ministro si sono confrontati nelle ore passate in modo si dice «molto molto deciso». Tradotto, la distanza resta assai abbondante. Sappiamo anche che Marina Berlusconi ha apprezzato l’intervista di Zangrillo. 

Un asse moderato può cambiare il centrodestra?

Anche qui: che strada prenderà Forza Italia? Quella più filo-governativa e quindi molto spostata a destra di Fratelli d’Italia? Tajani, ad esempio, avrebbe voluto chiudere molto prima il dossier Schengen. Non ce l’ha fatta. Sono cose così che pesano sull’umore di eletti ed elettori. Che rischiano di pesare sulla ripresa dei lavori parlamentari, prima fra tutti la legge elettorale. Che affidabilità sul controllo dei voti possono garantire Salvini e Tajani? In prospettiva, se la parte più moderata  di Forza Italia dovesse dialogare con quella più moderata della Lega, ne verrebbe fuori uno zoccolo centrista in grado di spostare gli equilibri e ribilanciare il governo di destra-centro in uno di centro-destra.  

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