La scossa, con epicentro a San José del Palmar e a 96 chilometri di profondità, è stata avvertita in gran parte del Paese. A Cali segnalati almeno 20 edifici crollati e persone intrappolate. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio
Almeno 20 persone sono morte in Colombia dopo un terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito alle 7,34 ora locale di oggi, lunedì 10 agosto, la parte occidentale del Paese. Il sisma ha provocato crolli, danni diffusi e decine di feriti. Le autorità hanno avviato una vasta operazione di soccorso nelle aree più colpite. Il bilancio delle vittime è provvisorio.
L’epicentro è stato localizzato a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, circa 280 chilometri a ovest di Bogotá. La scossa è stata avvertita con forza in gran parte del Paese. Dove sono scattati gli allarmi, le persone sono scese in strada terrorizzate.
Particolarmente grave la situazione a Cali, dove il sindaco Alejandro Eder ha riferito di almeno 20 edifici crollati e di persone intrappolate sotto le macerie. Secondo Blu Radio, ci sarebbero anche bambini tra le persone intrappolate nel crollo di alcune parti dell’ospedale universitario. Feriti e gravi danni agli edifici vengono segnalati anche a Quibdó, capoluogo del Chocó.
Le città più colpite sono Zarzal, Pereira e Armenia.
Già 20 morti tra Pereira e Manizales
Il bilancio più pesante arriva da Pereira, nella parte centrale del Paese, dove almeno 18 persone sono morte, secondo quanto riferito dal sindaco Mauricio Salazar ai media locali. Altre due vittime sono state confermate a Manizales.
Nella città diversi edifici sono stati danneggiati o distrutti. Il sindaco Jorge Eduardo Rojas ha riferito di strutture crollate completamente o in parte e ha annunciato la sospensione del servizio della funivia urbana a causa dei danni. Le autorità hanno avviato l’evacuazione dei passeggeri rimasti sulle linee ancora occupate.
Crolli a Pereira e chiese danneggiate
Video provenienti da Pereira mostrano il crollo di un edificio di quattro piani dopo la scossa. Le persone che scappano mentre i detriti precipitano sulla strada. Un altro video mostra il momento in cui il terremoto scuote la città e provoca il crollo parziale della facciata della Iglesia San José. Alberi e linee elettriche oscillano violentemente. Non c’è riparo quando la terra trema.
A Nóvita, nel dipartimento del Chocó, il sindaco Jaime Velásquez ha definito il terremoto «il più forte di tutta la nostra storia».
«Il centro sanitario dove mi trovo è completamente sopraffatto», ha raccontato alla radio colombiana Caracol, aggiungendo che la città resta in allerta per il rischio di nuove scosse. A Nóvita non risultavano vittime nell’immediato, ma la chiesa e numerosi altri edifici hanno riportato gravi danni.
Oltre due milioni di persone esposte
Secondo lo US Geological Survey, più di due milioni di persone sono state esposte a un livello di scuotimento molto forte, pari a 7 su 10 nella scala utilizzata dall’istituto americano. Un’intensità di questo tipo può provocare «danni considerevoli» agli edifici costruiti in modo fragile e danni da lievi a moderati anche alle strutture più solide.
Lo USGS ha avvertito che sono possibili «vittime significative» e danni estesi.
Il presidente convoca il comitato d’emergenza
Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella, entrato in carica venerdì, ha convocato un comitato di emergenza per coordinare gli interventi.
«Sto andando a Bogotá per concentrarmi sulla gestione dell’emergenza che sta affrontando il nostro Paese», ha scritto sui social, annunciando che guiderà personalmente le operazioni presso l’Unità nazionale per la gestione del rischio di disastri.
«Ai colombiani che stanno vivendo momenti difficili oggi voglio dire: non siete soli», ha aggiunto.
Cento soccorritori da Bogotá e l’esercito nelle aree colpite
La capitale, risparmiata dai danni più gravi, ha messo a disposizione cento soccorritori pronti a raggiungere le città maggiormente colpite.
Il sindaco di Bogotá Carlos Fernando Galán ha spiegato che non risultano danni strutturali seri nella capitale e che le risorse della città sono quindi a disposizione del resto del Paese. Anche l’esercito ha disposto l’invio di cinque plotoni specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso tra le macerie.
I militari hanno gli di strumenti tecnologici per individuare persone intrappolate e di unità cinofile addestrate per la ricerca nei crolli.
La scossa avvertita anche in Venezuela
Il terremoto è stato percepito anche in alcune aree del Venezuela, in particolare negli Stati di Táchira e Zulia. Le autorità venezuelane hanno avviato controlli sulle infrastrutture nelle zone di confine. Il governatore di Táchira, Freddy Bernal, ha riferito che al momento non risultano problemi gravi né vittime, invitando la popolazione a mantenere la calma.
Il Venezuela sta ancora facendo i conti con le conseguenze dei due terremoti che hanno colpito il Paese il 24 giugno.


































