L’accordo chiude in anticipo la procedura civile. La cifra resterà segreta. Sette medici sono indagati e per due di loro si ipotizza anche la manipolazione delle cartelle cliniche
Una somma «congrua e dignitosa». Così dicono gli avvocati. La morte del piccolo Domenico Caliendo sarà risarcita dall’Azienda ospedaliera dei Colli, prima ancora dell’inizio del processo penale, previsto per il prossimo autunno.
A dicembre scorso il bambino, due anni e mezzo, era stato sottoposto a un intervento di trapianto di cuore. Qualcosa andò storto e, dopo due mesi in cui era stato mantenuto in vita, il bambino è morto a fine febbraio.
Errore umano? Lo stabilirà un procedimento in cui figurano come indagati sette medici, a due dei quali la Procura di Napoli contesta anche la manipolazione delle cartelle cliniche. L’ipotesi, in breve, è che il cuore da trapiantare, proveniente da Bolzano, si fosse congelato durante il trasporto per uno sbaglio nella scelta e nell’uso del contenitore, e che inoltre al piccolo fosse stato espiantato il suo cuore troppo presto. E deciso a quel punto di procedere comunque all’impianto di un organo che era arrivato in condizioni non idonee.
L’accordo prima del processo
L’11 settembre avrà il via il processo, con un incidente probatorio. Ma intanto fra l’ospedale Monaldi e la famiglia del piccolo è stato raggiunto un accordo stragiudiziale che chiude in anticipo la procedura civile.
Si tratta di una somma «congrua e dignitosa», così la definiscono i legali dell’Azienda ospedaliera dei Colli, cui pertiene la clinica. «È stata una procedura molto complessa governata dal nostro Comitato Valutazione Sinistri», ha detto l’avvocata Raffaella Di Nardo che, con il collega Arturo Testa, è legale dell’azienda.
La firma dell’accordo «non costituisce un’ammissione di responsabilità», specificano i due avvocati.
«Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale, per bilanciare la tutela dell’ente pubblico e delle sue risorse».
La cifra resterà segreta
Quanti soldi? L’accordo, che sarà firmato a settembre, impone segretezza sulla somma, sia all’ospedale sia alla famiglia: gli avvocati dei Caliendo avevano chiesto tre milioni, mentre le tabelle di riferimento, per casi del genere, specificano una cifra intorno al milione e mezzo.
Complessivamente le persone ad aver diritto a un risarcimento sono sei: i genitori, i fratellini e due nonni.
La madre: «Ora il processo penale»
Tramite i suoi avvocati anche la mamma del piccolo Domenico fa sapere di essere soddisfatta, anche se solo sotto il profilo del risarcimento: «Il Monaldi – dichiara l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia – ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale».
Mamma Patrizia l’aveva detto tempo fa: «Il processo penale contro i dottori che inizierà a settembre è una cosa, il processo civile contro il Monaldi è un’altra cosa». «Patrizia non ha mai attaccato il Monaldi», ribadisce l’avvocato Petruzzi: «L’Azienda dei Colli resta un ospedale di alto profilo». La sua aspirazione è tuttora, conclude, «la punizione dei responsabili e l’accertamento della responsabilità penale e personale».
































