Le autorità escludono che il video virale riprenda l’incidente aereo Perù del Cessna con 13 persone a bordo, tra cui sette italiani. Il pilota aveva segnalato un’avaria prima della perdita dei contatti radio
Il video circolato sui social come possibile testimonianza dell’incidente aereo avvenuto in Perù, nel quale sono morte 13 persone tra cui sette italiani, sarebbe falso. Le immagini non mostrerebbero il Cessna 208B Grand Caravan precipitato nei pressi delle Linee di Nazca e non potranno quindi essere utilizzate nell’inchiesta sulle cause della tragedia.
Le autorità peruviane hanno comunicato all’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo che il filmato «non risulterebbe coerente con le evidenze riscontrate sul luogo dell’incidente».
In particolare, quanto si vede nel video non corrisponderebbe alle condizioni e alla disposizione dei rottami recuperati dopo lo schianto.
L’informazione è stata trasmessa all’esperto dell’Ansv incaricato di seguire l’indagine in collaborazione con le autorità di Lima. Gli investigatori perdono così uno dei pochi elementi apparentemente oggettivi emersi nelle ore successive all’incidente, già particolarmente difficile da ricostruire per l’assenza della scatola nera, non obbligatoria su velivoli di quelle dimensioni.
Sospesi i voli della Aerodiana
Il Perù ha sospeso tutti i voli della Aerodiana. La misura, precauzionale, è stata disposta dalla Direzione generale dell’aviazione civile (Dgac) e resterà in vigore fino alla conclusione delle indagini sulla conformità della compagnia di voli turistici alle normative aeronautiche, alle procedure e ai requisiti operativi.
Lo ha comunicato ieri il ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni di Lima, due giorni dopo lo schianto del Cessna 208B Grand Caravan precipitato sabato nel sud del Paese mentre sorvolava le Linee di Nazca: tredici morti, undici passeggeri europei e i due membri dell’equipaggio. Sette gli italiani.
Le due inchieste sull’incidente
Le competenze restano separate. Il ministero ha precisato che la Dgac non indaga sulle cause: il suo lavoro riguarda il rispetto delle regole del vettore. L’accertamento delle cause spetta alla Commissione investigativa sugli incidenti aerei (Ciaa), organismo tecnico autonomo.
Sul posto tre ispettori della Dgac per le verifiche su operazioni e aeronavigabilità e due investigatori della Ciaa, che resteranno a Nazca tre giorni a raccogliere prove, documenti e testimonianze prima di trasferire il materiale a Lima.
Il velivolo non ha una scatola nera convenzionale, non obbligatoria su quella classe di aeromobili, ma monta un dispositivo di memoria che potrebbe conservare dati su funzionamento e posizione: recuperarlo è uno degli obiettivi.
Le prove nel relitto
L’assenza dei registratori di volo complica il lavoro, non lo impedisce. «Ci sono molti casi in cui le evidenze disponibili sono molto indicative e consentono di condurre efficacemente l’indagine», spiega Mikael Amura, direttore inchieste e prevenzione proattiva dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
La disposizione del relitto dice molto sull’assetto e sull’integrità strutturale prima dell’impatto, i danni da incendio riferiscono se questo si sia sviluppato in volo o dopo, la posizione di flap, trim e carrelli forniscono elementi sulla configurazione al momento dell’evento. Restano poi le tracce radar, le comunicazioni con gli enti del traffico aereo, i record manutentivi, gli eventuali telefoni a bordo.
Il problema meccanico segnalato dal pilota
Per il momento si sa quello che è stato riferito dal ministro peruviano del Turismo, Rogers Valencia: e cioè che il pilota aveva segnalato un problema meccanico prima che si perdessero i contatti radio.
Le sette vittime italiane
Tra le vittime italiane una famiglia intera di Monza: Paolo Gianturco, 59 anni, senior partner di Deloitte nel consulting, specializzato in fintech; la moglie Cristina Bianco, 57, fondatrice e ceo di Aegis e dirigente di Andersen Consulting; i figli Matteo, 24 anni, e Pietro, 18.
«Una tragedia immensa che sconvolge tutta la nostra comunità professionale», ha dichiarato il ceo di Deloitte Italia Fabio Pompei.
Con loro sono morti Lorenzo Angelucci, amico di Matteo, laureato al Politecnico di Milano appena due settimane fa, e i suoi genitori Massimo Angelucci ed Elena Sala, imprenditori nel campo delle tecnologie.
Un gruppo di sette persone originarie della Brianza — i Gianturco risiedevano a Monza, gli Angelucci a Seregno — due famiglie benestanti, amiche da tempo, che questo viaggio avevano preparato con cura ed entusiasmo.
«Ci avevano detto che erano gli aerei più sicuri»
Un cittadino spagnolo residente in Perù, Antonio López, aveva fatto lo stesso volo con i genitori una settimana prima: «Ci era stato detto che questi aerei erano i più sicuri», ha raccontato a Infobae, ricordando che prima del decollo nessuno illustra i protocolli di emergenza.
L’identificazione dei corpi
L’identificazione dei corpi è affidata a otto esperti forensi e richiederà due o tre giorni, ha spiegato il direttore dell’Istituto di medicina legale peruviano Rubén Brizuela Pow-Sang: i consolati di Italia, Spagna e Germania forniranno le cartelle dentistiche.
Giorni per identificare le vittime
Serviranno diversi giorni per completare l’identificazione ufficiale dei corpi recuperati dal relitto. Il violentissimo impatto al suolo e l’incendio divampato subito dopo lo schianto hanno reso particolarmente complesso il lavoro delle autorità giudiziarie e medico-legali peruviane.
Gli accertamenti richiederanno esami scientifici e analisi del Dna, condotti in collaborazione con i consolati e le rappresentanze diplomatiche dei Paesi coinvolti. Tra le vittime ci sono sette cittadini italiani provenienti dalla Brianza.




























